Ufficio Turismo Giarratana

Ufficio Turismo Giarratana Con i 3.000 abitanti circa, Giarratana è fra i più piccoli centri della provincia di Ragusa. Annunziata e S.

La sua struttura regolare, con vie ampie e dritte, è opera di una ricostruzione tenacemente voluta dal suo popolo dopo il terremoto dell’11 Gennaio del 1693, che distrusse l’abitato originario posto in una posizione più elevata. La parte più antica del paese è “u cuozzu “, ossia la cima, che costituisce il cuore storico per eccellenza, custodisce la memoria atavica degli abitanti e viene presenta

to come un prezioso incunabolo ai visitatori attraverso il Museo a Cielo Aperto, diario vivente degli usi, costumi e tradizioni del popolo giarratanese, anche grazie alla assoluta fedeltà nella riproduzione degli ambienti tradizionali che possono realmente essere “rivissuti” dai visitatori e grazie all’utilizzo di autentici utensili, suppellettili e costumi d’epoca, ufficialmente censiti e catalogati dalla Sovrintendenza ai beni culturali.
“Il Museo a Cielo Aperto” a comprova della straordinaria peculiarità che caratterizza il sito, ha ricevuto la prestigiosa denominazione (e relativo vincolo) di bene demo-etno-antropologico Ibleo da parte della Soprintendenza ai beni culturali su istruttoria del Centro Internazionale di etno-storia. Non meno preziose sono le Chiese che sovrastano il centro urbano di Giarratana: la chiesa di S. Antonio Abate, tipicamente barocca, con il prezioso pavimento di pietra asfaltica e ceramiche originali del XVIII secolo, nonché i pregiati stucchi in oro zecchino; la Chiesa di S. Bartolomeo, anch’essa di stile barocco, luminosa di marmi, ricca di motivi floreali in stucco e di pregevoli affreschi; ed infine la Chiesa Madre Maria SS. Giuseppe, con facciata neoclassica, pianta basilicale a croce latina, con un interno semplice ed austero.

MED in FOOD...si parte!
18/05/2019

MED in FOOD...si parte!

KASMENAI La fortezza militare di Kasmenai, (dal greco: Κασμέναι, Kasmenai) fu una colonia greca  fondata da Siracusa nel...
14/05/2019

KASMENAI

La fortezza militare di Kasmenai, (dal greco: Κασμέναι, Kasmenai) fu una colonia greca fondata da Siracusa nel 644 - 643 a.C. sulla via interna chiamata "Selinuntina" che collegava Siracusa con Gela e da qui si proseguiva per Selinunte.
Kasmenai sorgeva in una posizione strategica e quasi imprendibile sul Monte Casale (820 m s.l.m.) territorio dei comuni di Buscemi e Giarratana, antico apparato vulcanico spento da millenni, un po’ più a sud di Monte Lauro, in un’altura di non facile accesso, difficile da abitare anche per la rigidità del clima.
L’abitato si estese su tutto il pianoro e per la sua grandezza, si è calcolato che la sua popolazione potesse raggiungere i 7-8 mila abitanti, troppo vasto per poter essere classificato come una semplice guarnigione militare. Dal pianoro dove sorgeva il presidio di Kasmenai, si potevano controllare le profonde valli dell’Irminio, del Tellaro e dell’Anapo, fiumi che qui hanno le loro sorgenti.
La città occupava la sommità di un esteso pianoro allungato in senso E-O, naturalmente difeso e reso ancora più sicura da un muro di difesa, fatto da grandi blocchi. Gli scavi effettuati all’interno delle mura difensive, effettuati fra il 1922 ed il 1931 da Paolo Orsi ed in seguito fra il 1970 ed il 1980 da G.Voza, hanno portato alla luce, nell’angolo occidentale del pianoro, un tempio dalla pianta allungata.
L’impianto urbano di Kasmenai era costituito da almeno 44 vie parallele che percorrevano tutto il pianoro da NO-SE, larghe circa 3 – 3,50 metri, e lasciavano solo uno stretto cammino di ronda intorno alle mura. Non esistevano strade che andavano da est ad ovest del pianoro, ma solo stretti passaggi tra un isolato e l’altro. Questo permetteva una facile difesa dell’insediamento in caso di attacco nemico, perchè i vicoli appositamente molto stretti, consentivano il passaggio solamente di un uomo per volta. Ogni gruppo di quattro case contigue formava un isolato largo 25 metri; ogni casa era composta da tre vani che si affacciavano su un ampio cortile. Questa struttura si ripeteva uguale per tutto il pianoro. Nella parte orientale del pianoro correva anche un muro di sbarramento da nord a sud, costruito per un’estrema difesa dell’insediamento. Possente era la cinta muraria, spessa 3 metri, che correva per l’intero pianoro per circa 3,4 Km e fortificata, nella parte settentrionale, con torrette d'avvistamento quadrangolari esterne. Il particolare impianto urbanistico di Kasmenai, nato per raccogliere tutti i suoi abitanti all’interno delle mura.
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Kasmenai nei libri di storia.....

Secondo un' interpretazione d'un passo dello storico Filisto, avrebbe partecipato alla prima guerra insieme a Siracusa contro Kamarina ed i Siculi nel 552 a. C.
Da Erodoto (VII, 155) apprendiamo che nel 485 a.C. Gelone ricondusse in patria i ricchi proprietari terrieri di Siracusa (i gamoroi) che si erano rifugiati a Kasmenai a seguito di una rivolta popolare. Da questa cittadina, Gelone, tiranno di Gela e primo dei quattro fratelli della dinastia dei Dinomenidi, marciò alla testa di un'armata che vinse i Siracusani nei pressi di Eloro ed ottenne il potere assoluto della città di Siracusa nel 485a.C.
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Fine di Kasmenai

Con la ellenizzazione dei centri siculi della Sicilia sud-orientale, Kasmenai perdette la sua importanza ed il presidio fu definitivamente abbandonato verso la fine del IV secolo a.C.
Della città restano tracce dell'abitato arcaico e le fondazioni di un tempio costruito sul pianoro, datato intorno al 600 a.C. L’edificio sacro era dedicato ad una divinità femminile, forse Hera, madre degli dei e moglie di Zeus, o Athena, dea della guerra e della sapienza.
A questa divinità erano dedicate offerte votive deposte lungo il lato meridionale del recinto del santuario.

Tra gli oggetti ritrovati ed esposti nel Museo Archeologico Reg,le "Paolo Orsi" di Siracusa, spiccano armi in ferro e in bronzo, spesso anche non funzionali e miniaturizzate, insieme a numerosi strumenti agricoli di ferro. Si tratta di dediche connesse con la pratica dei riti di passaggio o di iniziazione, che celebrano l’ingresso dei giovani al mondo degli adulti.

Nel museo sono esposti tra le altre cose, anche i frammenti dei rivestimenti in terracotta della copertura del tempio, che appartengono a due diverse fasi, una della prima metà del VI sec. a.C., la seconda, successiva di qualche decennio, nella seconda metà del VI secolo a.C.

MED IN FOOD - IL SALONE DEL GUSTO SICILIANOPresenti...L’ Ufficio Turismo del Comune di Giarratana, insieme alle aziende ...
13/05/2019

MED IN FOOD - IL SALONE DEL GUSTO SICILIANO
Presenti...
L’ Ufficio Turismo del Comune di Giarratana, insieme alle aziende di settore che hanno scelto di scommettere sul nostro territorio: Fagone, La Collina degli Iblei, Torronificio Trapani, Bar Burgio, AromIblei Don Alfonso, Terra d’Aromi e Tempio DiVino, saranno di scena il 18-19-20 maggio presso il Polo Fieristico di Vittoria, in una tre giorni dedicata al mondo dell’enograstronomia e dell’agroalimentare di qualità!

28/12/2018

Welcome Giarratana! ...New tourist destination that joined the Mediterranean ConsumelessMed network.

XXVIII° Edizione del Presepe Vivente di Giarratana a cura dell'Associazione "Gli Amici ro cuozzu"26 e 30 DICEMBRE 2018 /...
05/12/2018

XXVIII° Edizione del Presepe Vivente di Giarratana a cura dell'Associazione "Gli Amici ro cuozzu"
26 e 30 DICEMBRE 2018 / 1-5-6 gennaio 2018

E' bene che passato e presente si avvicinino insieme verso una concreta speranza terrena percorrendo la via del rispetto...
29/05/2018

E' bene che passato e presente si avvicinino insieme verso una concreta speranza terrena percorrendo la via del rispetto e dell'amore per il passato, affinchè l'immenso patrimonio culturale non vada perduto per sempre.
Con il Museo a Cielo Aperto si è cercato di mettere in risalto l'importanza di riscoprire e recuperare la storia del nostro territorio, le tradizioni, gli usi e i costumi che furono dei nostri padri e che costituiscono la nostra forza e il nostro orgoglio.
“Il Museo a Cielo Aperto” a comprova della straordinaria peculiarità che caratterizza il sito, ha ricevuto la prestigiosa denominazione (e relativo vincolo) di bene demo-etno-antropologico Ibleo da parte della Soprintendenza ai beni culturali su istruttoria del Centro Internazionale di etno-storia, i suoi utensili e arredi rigorosamente originali, raggruppati in un catalogo e censiti dalla Soprintendenza fanno parte di una raccolta di interesse etnoantropologico sottoposta a vincolo ai sensi del D.Lgs 42/04.
Il Museo si snoda attraverso le vie del centro storico più caratteristiche di Giarratana, nella parte più antica e suggestiva: “u Cuozzu”.
Attraverso strade piene di verde e di pace, che raccontano storie di tempi lontani, facendo rivivere scene di vita ormai dimenticate, il visitatore può immergersi in quella atmosfera reale e magica della quotidianità dei mestieri e delle arti.
In questo contesto, affascinante è la ricostruzione dell'ambiente familiare dove si ha l'impressione che tutto sia in attesa di qualcuno, di qualcosa che lo riporti alla vita: “u scanaturi”, “a maidda”, “a sbriula” attendono soltanto che una mano esperta li metta in funzione.
Nella masseria gli attrezzi sono pronti per essere utilizzati: “u quararuni” per fare la ricotta, “u mazziaturi” per i cereali, gli aratri e “u carrettu” per il duro lavoro dei campi.
Più il là, nella sartoria, si può ammirare il paziente lavoro delle donne: i ricami, i vestiti per “i signuri”, il corredo di nozze e il corredino per i bambini.
Qui si lavorava sino a tarda ora consumando gli occhi per pochi soldi, per la gloria e la vanità di chi poco o nulla sapeva di fatica e di sudore.
La curiosità viene ancor più stimolata nell'ambiente del telaio, dove oggetti strani dall'uso oscuro come “l'urdituri”, con il quale si preparava l'ordito, “l'animmula” per dipanare le matasse e ancora “ a rucca”, “u spulaturi”, “a piraccia” e altri oggetti ancora.
Questo solo per citare alcuni degli ambienti e degli oggetti esposti in questo itinerario etno-antropologico, da visitare e da scoprire alla ricerca del nostro retaggio e delle nostre radici.
Ecco allora un itinerario ancora vivo che è legato a noi contemporanei e con un territorio che lo ha generato e che invita ad ascoltare con orecchio attento la storia di gente comune, dove ogni piccola cosa ci racconta chi siamo e da dove veniamo e ci spinge a guardare con occhi curiosi il ricordo tangibile di ciò che vive solo nel racconto degli anziani, racconti di semplicità, di fatica e di sudore.

Antonio dell’Agli nel suo libro “Ricerche storiche su Giarratana” nel Preludio (le antichità del nostro territorio) scri...
26/03/2018

Antonio dell’Agli nel suo libro “Ricerche storiche su Giarratana” nel Preludio (le antichità del nostro territorio) scrive: ….tra le tante cose trovate in mezzo a vie ancora discernibili, il lioncello di bronzo posseduto dal Notar Niccolò La Ferlita, e da noi fatto rappresentare nella tavola di n.II …..

Foto ricordo, appoggiati al monumento. Si intravede sul pilastrino una delle  bombe che delimitavano  l'aiuola attorno a...
14/02/2017

Foto ricordo, appoggiati al monumento. Si intravede sul pilastrino una delle bombe che delimitavano l'aiuola attorno al monumento ai caduti.

11 gennaio 1693In Giarratana come altrove, venne stabilito annualmente il quarantore all’11 di Gennaro a 21 ora: finisce...
11/01/2017

11 gennaio 1693
In Giarratana come altrove, venne stabilito annualmente il quarantore all’11 di Gennaro a 21 ora: finiscesi, ringraziando il Signore con la faccia per terra al suono luttuoso delle tre campani grandi delle Chiese…

Indirizzo

Giarratana

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 14:00
Martedì 08:00 - 14:00
Mercoledì 08:00 - 14:00
Giovedì 08:00 - 14:00
Venerdì 08:00 - 14:00

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