14/05/2019
KASMENAI
La fortezza militare di Kasmenai, (dal greco: Κασμέναι, Kasmenai) fu una colonia greca fondata da Siracusa nel 644 - 643 a.C. sulla via interna chiamata "Selinuntina" che collegava Siracusa con Gela e da qui si proseguiva per Selinunte.
Kasmenai sorgeva in una posizione strategica e quasi imprendibile sul Monte Casale (820 m s.l.m.) territorio dei comuni di Buscemi e Giarratana, antico apparato vulcanico spento da millenni, un po’ più a sud di Monte Lauro, in un’altura di non facile accesso, difficile da abitare anche per la rigidità del clima.
L’abitato si estese su tutto il pianoro e per la sua grandezza, si è calcolato che la sua popolazione potesse raggiungere i 7-8 mila abitanti, troppo vasto per poter essere classificato come una semplice guarnigione militare. Dal pianoro dove sorgeva il presidio di Kasmenai, si potevano controllare le profonde valli dell’Irminio, del Tellaro e dell’Anapo, fiumi che qui hanno le loro sorgenti.
La città occupava la sommità di un esteso pianoro allungato in senso E-O, naturalmente difeso e reso ancora più sicura da un muro di difesa, fatto da grandi blocchi. Gli scavi effettuati all’interno delle mura difensive, effettuati fra il 1922 ed il 1931 da Paolo Orsi ed in seguito fra il 1970 ed il 1980 da G.Voza, hanno portato alla luce, nell’angolo occidentale del pianoro, un tempio dalla pianta allungata.
L’impianto urbano di Kasmenai era costituito da almeno 44 vie parallele che percorrevano tutto il pianoro da NO-SE, larghe circa 3 – 3,50 metri, e lasciavano solo uno stretto cammino di ronda intorno alle mura. Non esistevano strade che andavano da est ad ovest del pianoro, ma solo stretti passaggi tra un isolato e l’altro. Questo permetteva una facile difesa dell’insediamento in caso di attacco nemico, perchè i vicoli appositamente molto stretti, consentivano il passaggio solamente di un uomo per volta. Ogni gruppo di quattro case contigue formava un isolato largo 25 metri; ogni casa era composta da tre vani che si affacciavano su un ampio cortile. Questa struttura si ripeteva uguale per tutto il pianoro. Nella parte orientale del pianoro correva anche un muro di sbarramento da nord a sud, costruito per un’estrema difesa dell’insediamento. Possente era la cinta muraria, spessa 3 metri, che correva per l’intero pianoro per circa 3,4 Km e fortificata, nella parte settentrionale, con torrette d'avvistamento quadrangolari esterne. Il particolare impianto urbanistico di Kasmenai, nato per raccogliere tutti i suoi abitanti all’interno delle mura.
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Kasmenai nei libri di storia.....
Secondo un' interpretazione d'un passo dello storico Filisto, avrebbe partecipato alla prima guerra insieme a Siracusa contro Kamarina ed i Siculi nel 552 a. C.
Da Erodoto (VII, 155) apprendiamo che nel 485 a.C. Gelone ricondusse in patria i ricchi proprietari terrieri di Siracusa (i gamoroi) che si erano rifugiati a Kasmenai a seguito di una rivolta popolare. Da questa cittadina, Gelone, tiranno di Gela e primo dei quattro fratelli della dinastia dei Dinomenidi, marciò alla testa di un'armata che vinse i Siracusani nei pressi di Eloro ed ottenne il potere assoluto della città di Siracusa nel 485a.C.
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Fine di Kasmenai
Con la ellenizzazione dei centri siculi della Sicilia sud-orientale, Kasmenai perdette la sua importanza ed il presidio fu definitivamente abbandonato verso la fine del IV secolo a.C.
Della città restano tracce dell'abitato arcaico e le fondazioni di un tempio costruito sul pianoro, datato intorno al 600 a.C. L’edificio sacro era dedicato ad una divinità femminile, forse Hera, madre degli dei e moglie di Zeus, o Athena, dea della guerra e della sapienza.
A questa divinità erano dedicate offerte votive deposte lungo il lato meridionale del recinto del santuario.
Tra gli oggetti ritrovati ed esposti nel Museo Archeologico Reg,le "Paolo Orsi" di Siracusa, spiccano armi in ferro e in bronzo, spesso anche non funzionali e miniaturizzate, insieme a numerosi strumenti agricoli di ferro. Si tratta di dediche connesse con la pratica dei riti di passaggio o di iniziazione, che celebrano l’ingresso dei giovani al mondo degli adulti.
Nel museo sono esposti tra le altre cose, anche i frammenti dei rivestimenti in terracotta della copertura del tempio, che appartengono a due diverse fasi, una della prima metà del VI sec. a.C., la seconda, successiva di qualche decennio, nella seconda metà del VI secolo a.C.