Grande Cretto Gibellina

Grande Cretto Gibellina Scultura, architettura, urbanistica, Land Art. Dalle macerie del passato, il simbolo di ogni catastrofe umana e del desiderio di risorgere a nuova vita.

Notte del 15 gennaio 1968.

296 vittime
98.000 senzatetto
100.000 case cadenti

Un terremoto di magnitudo 6.0 sconvolge la Valle del Belìce. Distrugge totalmente sei paesi popolosi e poveri e ne danneggia altri. Gibellina Nuova viene ricostruita a 20 km più a valle. Prima terre asciutte e bianche, ora terre nere, umide e fertili, adatte all’agricoltura. La sua ricostruzione fisico-urbanistica, s

ociale ed economica è incentrata soprattutto sull’Arte. Arte intesa non solo come arte visiva, ma anche come teatro, come musica, come cinema…come futuro. Ludovico Corrao, allora Sindaco della città, lancia un appello: numerosi artisti di chiara fama, aderiscono con slancio e generosità per ridisegnare e qualificare la nuova città di Gibellina. In altro luogo, progetti di piazze, architetture, opere monumentali portano alla rinascita: Pietro Consagra, Arnaldo Pomodoro, Giuseppe Samonà, Vittorio Gregotti, Francesco Purini, Francesco Venezia, Pieluigi Nicolin, Laura Thermes, Mariano Schifano, Mimmo Paladino, Leonardo Sciascia e molti altri, italiani e stranieri, lasciano il loro segno.

Il Cretto di Burri nelle fotografie di Daniel Farò
08/07/2020

Il Cretto di Burri nelle fotografie di Daniel Farò

Il fotografo italo – tedesco Daniel Farò ha immortalato lo scenario mistico e metafisico, tra natura e artificio, dell’opera di Burri, realizzando una personale e suggestiva interpretazione di uno dei più importanti atti creativi del Novecento

28/05/2019

Luca Massimo Barbero con Brad Pitt in visita alla mostra "BURRI la pittura, irriducibile presenza", Venezia Fondazione Giorgio Cini, Isola di San Giorgio Maggiore.

Oliviero Toscani Studio sul Grande Cretto di Alberto Burri per il progetto “Fashion Eye” di Louis Vuitton
08/11/2018

Oliviero Toscani Studio sul Grande Cretto di Alberto Burri per il progetto “Fashion Eye” di Louis Vuitton

Global daily photo news

Grazie a Elena Abbagnano
10/10/2018

Grazie a Elena Abbagnano

Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio del 1968, la terra trema: è il terremoto del Belice, che distruggerà completamente quattro paesi, causerà danni in tutta l

19/09/2018

Il Grande Cretto di Burri si trova dove sorgeva la vecchia città di Gibellina, distrutta nel terremoto del Belice: ne ripercorre fedelmente vie e vicoli

22/08/2018

Trailer del video di AUDIOGHOST68, di Giancarlo Neri e Roberto Del Naja. Il video sarà presentato in anteprima assoluta alla 21a edizione di ARTECINEMA -…

Accompagnato da una ricca selezione di foto inedite in bianco e nero dell’amico Aurelio Amendola, custode dell’archivio ...
25/01/2018

Accompagnato da una ricca selezione di foto inedite in bianco e nero dell’amico Aurelio Amendola, custode dell’archivio fotografico più ricco di Alberto Burri, e dai testi dell’analista e saggista Massimo Recalcati, il libro recentemente pubblicato da Magonza Editore ricostruisce la vicenda della realizzazione di quella che, ancora oggi, è la più grande opera di Land Art a livello globale.

Cinquant'anni dopo il drammatico terremoto che colpì la Valle del Belìce, in Sicilia, Magonza Editore pubblica il volume "Alberto Burri, il Grande Cretto di Gibellina" che ricostruisce la realizzazione dell'opera di Land Art più grande al mondo, concepita dall'artista umbro nel paese colpito.

AUDIOGHOST68 - IL FILM, regia di Giuseppe Lanno e Giancarlo Neri, che racconta "AUDIOGHOST68 - l'arte si fa in mille" pe...
22/01/2018

AUDIOGHOST68 - IL FILM, regia di Giuseppe Lanno e Giancarlo Neri, che racconta "AUDIOGHOST68 - l'arte si fa in mille" performance d'arte appositamente concepita per il Grande Cretto Gibellina dal musicista Robert Del Naja e dall'artista Giancarlo Neri in occasione del centenario della nascita di Alberto Burri, verrà proiettato per la prima volta al pubblico, all'interno della mostra PAUSA SISMICA 1968/2018 - Cinquant’anni dal terremoto del Belìce, vicende e visioni a cura di Fondazione Orestiadi presso Fondazione Sant'Elia, Palermo dal 28 gennaio al 13 marzo 2018. Un occasione da non perdere!!!

Fondazione Sant’Elia
via Maqueda 81 | Palermo
28 gennaio - 13 marzo 2018
Orari: martedì | venerdì 9,30 > 18,30
sabato | domenica 10 > 13 e 15,30 > 18,30. Chiuso il lunedì

PAUSA SISMICA. 1968/2018
Cinquant’anni dal terremoto del Belìce, vicende e visioni.
Palermo, Palazzo Sant’Elia
28 gennaio - 13 marzo 2018

Il 14 e il 15 gennaio del 1968 la Valle del Belìce viene colpita da un violento terremoto che causa gravi danni alle città della zona. Gibellina, insieme a Salaparuta, Montevago e Poggioreale, è quasi del tutto rasa al suolo.
Per il sisma morirono quasi 300 persone (ma il numero esatto non si saprà mai), 1000 furono i feriti e 70 mila gli sfollati.
Nell’anno del cinquantenario, la mostra PAUSA SISMICA 1968/2018. Cinquant’anni dal terremoto del Belìce, vicende e visioni, ripercorre la storia di Gibellina dal terremoto alla costruzione della città nuova sino al coinvolgimento di artisti e intellettuali della scena nazionale ed internazionale, per iniziativa del suo sindaco, Ludovico Corrao. La mostra è curata dalla Fondazione Orestiadi e coprodotta dalla Fondazione Sant’Elia, in collaborazione con il Comune di Gibellina.
A raccontare la vicenda sono le opere degli artisti, radicate nell’identità di Gibellina Nuova, le fotografie, i video, i materiali documentari raccolti durante un lungo lavoro di ricerca tra diverse istituzioni che qui compongono la trama di una memoria viva: cinquant’anni densi di avvenimenti, per una storia che attraversa i cambiamenti sociali che proprio dalla Valle del Belìce in quel periodo stavano nascendo dal basso, diventandone parte integrante.
La mostra dipana diversi temi, che nel loro intrecciarsi, restituiscono la complessità dell’accaduto: le immagini dei primi fotografi giunti sul luogo del sisma Enzo Brai, Nino Giaramidaro, Melo Minnella, Nicola Scafidi, i video provenienti dagli archivi della RAI sino ai 13 lunghi anni di permanenza delle popolazioni nelle baraccopoli, prima del trasferimento nella città nuova. Tra i documenti, anche quattro foto di Letizia Battaglia che raggiunse la baraccopoli nei primissimi anni Settanta. Alla ricostruzione e a Gibellina Nuova è dedicata un’intera sezione che esplora l’urbanistica, le architetture, le sculture attraverso i modelli delle opere: da Purini e Thermes, Pietro Consagra, Ludovico Quaroni, Fausto Melotti, Nanda Vigo.
Contemporaneamente alla città di Gibellina, si ricostruiva la sua comunità, per la quale un ruolo fondamentale ha svolto il teatro, come momento di rifondazione di valori, ma anche come strumento pratico di aggregazione dei saperi degli artigiani finalizzato alla produzione di scenografie, costumi e opere d’arte. Sono esposte opere di Emilio Isgrò, Mimmo Paladino, Arnaldo Pomodoro, i bozzetti di Gaetano Cipolla, i testi di Franco Scaldati, le musiche di Giovanna Marini per “Le Troiane” di Thierry Salmon.
Dal costante dialogo tra gli artigiani e i numerosi artisti italiani e stranieri che a Gibellina hanno trascorso lunghi periodi di creazione nascono i “prisenti”, grandi drappi portati in processione durante la festa di San Rocco e ricamati dalle donne di Gibellina. Nelle scuderie di Palazzo Sant’Elia saranno esposti il prisente storico (25 mt.), e i prisenti di Carla Accardi, Michele Canzoneri, Sami Bhuran, Nja Mahdaoui.
Una sezione è dedicata agli atelier di tanti artisti tra i quali, Schifano, Rotella, Scialoja, Angeli. Tra i contributi video, una intervista di Giuseppe Occhipinti per Telescirocco a Mario Schifano durante la sua permanenza a Gibellina.
A fare da contraltare alla vita della città nuova è la realizzazione del Cretto di Alberto Burri, un progetto unico al mondo, ancora oggi depositario di un valore artistico, etico, comunitario che si rinnova ogni giorno. In mostra è presente il video “Audioghost ‘68”, progetto di Giancarlo Neri e Robert Del Naja, realizzato sul Cretto di Gibellina nell’ottobre del 2015.
La parte conclusiva della mostra fa riferimento alle visioni a partire dal Museo delle Trame Mediterranee con l’installazione di Antonio De Luca e Stalker “la Biblioteca siculo-araba” – 30 lastre in cristallo illuminate con luce di wood che descrivono le città siciliane come furono viste dal geografo al-Idrisi oltre ad una inedita installazione di Mustafa Sabbagh “http502:bad gateway”, 2017, il video “Tierra sin males (2011) dell’artista statunitense Susan Kleinberg, l’installazione “Stato d’emergenza” di Claudio Beorchia, le immagini di Daesung Lee “On the shore of a vanishing Island”(2011) – presentate alla prima edizione di Gibellina Photoroad, Festival Internazionale di Fotografia open air e la foto di Adrian Paci “Home to go” (2001) dove si affrontano i temi dell’emigrazione, il nomadismo, l’identità.

L’immagine della mostra è ripresa da una installazione creata dal duo svedese Bigert&Bergström nel 1992 per la mostra “Paesaggio con rovine” a cura di Achille Bonito Oliva. L’opera andata distrutta negli anni Duemila, è stata nuovamente realizzata dalla Fondazione Orestiadi e sarà collocata, alla fine dell’esposizione, all’ingresso della città di Gibellina, come originariamente pensato dai due artisti.


PAUSA SISMICA 1968/2018
Cinquant’anni dal terremoto del Belìce, vicende e visioni
Fondazione Sant’Elia
via Maqueda 81 | Palermo
28 gennaio - 13 marzo 2018
Orari: martedì | venerdì 9,30 > 18,30
sabato | domenica 10 > 13 e 15,30 > 18,30. Chiuso il lunedì
Biglietti: Intero € 5 | ridotto € 4
Biglietti scolaresche: € 3 euro a studente, visita guidata € 2 con prenotazione obbligatoria scrivendo a [email protected] o [email protected]

Organizzazione:
Fondazione Orestiadi | Fondazione Sant’Elia
sito http://www.fondazioneorestiadi.it | Pagina FB:/orestiadi
Sito http://www.fondazionesantelia.it | Pagina FB:/Fondazione Sant’Elia

Patrocini: Commissione Europea
Assessorato regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana
Comune di Palermo
Città Metropolitana di Palermo
Partner
Comune di Gibellina | CRESM di Gibellina | Rai Sicilia | Rai Teche|
Comune di S. Margherita di Belice | Museo della Memoria di S.Margherita di Belice
Video dagli archivi del Giornale di Sicilia

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Indirizzo

Gibellina
91024

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