21/03/2026
Messaggio di Marco Basalini ricevuto su “Notizie da Gignese”
Mamo….è sinceramente una delusione per chi, come me, ti ha votato mostrandoti fiducia e approvazione.
Ricordo i tuoi video con le frasi “io ci metto la faccia, ma voi dovete essere con me” oppure “mandiamoli tutti a casa”…
E poi? Sei andato a casa tu facendo tutto da solo?
Ti chiedo e credo che siano in molti come me una spiegazione magari a mezzo social così da capire le motivazioni.
Ci hai chiesto un voto, te lo abbiamo dato dimostrandoti fiducia. Adesso spiegaci per favore, ce lo devi.
Auguri per Stresa
Ciao Marco.
Mamo risponde:
Ciao Marco
Come ho già più volte sottolineato nelle mie comunicazioni di questi anni, non è mia consuetudine utilizzare i social per rispondere a osservazioni che mi riguardino. Con te lo voglio fare. Intano provo un profondo dispiacere avere generato delusione e sconcerto dentro questa comunità. Ero e sono cosciente che questo mio passo avrebbe potuto generare una legittima reazione. Ti devo, anzi vi devo una spiegazione. La prima cosa che mi viene in mente è che tre anni fa, a 68 anni (oggi 71) mi ero messo in gioco per reagire alla rassegnazione del Paesello nel perdere la sua anima nel tempo. Naturalmente niente contro chi ha legittimamente deciso di continuare a mantenere lo status quo; tutto contro chi per anni ha amministrato come ha amministrato. Non rinnego niente di quello che ho detto e dichiarato in campagna elettorale e nei vari consigli comunali. Ho subito anche pesanti offese; scritte sull’asfalto limitrofo a casa mia, la lacerazione dei miei manifesti durante la campagna elettorale, l’accusa di essere un pagliaccio (sempre meglio che burattino). È stata dura per me immaginare che molti sapessero (mi riferisco alle scritte) chi fosse stato e nessuno si sia fatto avanti con la sua faccia. Si caro Marco, ho avuto la tua fiducia e quella di tanti altri; questo mi ha dato molta forza e voglia di combattere; mi ha fatto pensare di essere stato sulla strada giusta per offrire la mia visione di comunità basata sulle cose che volevo fare per me e per chi come me vedeva una svolta basata sulla trasparenza, la condivisione, il rilancio del nostro tessuto sociale ed economico. Maledizione mi sono battuto, ho preso anche qualche sberla metaforica; non ho mai mollato. Ho le mie idee su come vedo Gignese e la sua montagna (leggi Mottarone). Un Paesello più ordinato, pulito, organizzato; rimettere insieme le Associazioni; farle lavorare all’unisono; fare gruppo, fare sistema; recuperare tutte le attività commerciali che ci rendevano unici. Non sperperare il denaro pubblico, uscire dalle logiche di aiutare l’amico per sostenere, rilanciare la nostra economia, il nostro turismo; ripensare al rapporto tra pubblico e privato per il Mottarone, i suoi boschi, i suoi sentieri. Potrei andare avanti a lungo.
Ho perso; ci ho provato. Dall’opposizione si può esercitare il controllo, non si può indirizzare la politica del territorio. Dammi almeno il beneficio di essermi messo in gioco non solo per me stesso ma di averlo fatto veramente col cuore di chi avrebbe potuto godersi la vita senza mal di testa.
Ora un gruppo di cittadini che vivono o lavorano nella comunità di Stresa, tra i quali anche alcuni dei miei elettori di Gignese, mi ha chiesto e mi sta chiedendo di affiancarli perché vogliono uscire dalla stessa rassegnazione che ho già vissuta.
Vedono gli stessi problemi, ingigantiti probabilmente dalla nomea e complessità della città. Ci metto un’altra volta la mia faccia; non so con quante o “poche” possibilità.
Certamente non sto pensando alla cadrega; avrei potuto aspettare a dimettermi da consigliere comunale; l’ho fatto senza i paracadute che molti pseudopolitici utilizzano attraverso i doppi incarichi.
Confido sul fatto che, almeno le persone che mi conoscono bene, non mi considerino un arrivista o semplicemente un presuntuoso voglioso di rivincita verso la comunità che mi ospita e in cui vivo da una vita. Non avrebbero capito nulla del sottoscritto; oppure, mettiamola così, non avrei comunicato bene il mio sentiment e il mio amore verso il Paesello e questi luoghi meravigliosi. Credo di non dovermi obbligatoriamente scusare con alcuno; non pretendo anche qui di essere compreso fino in fondo. Mi ritengo un uomo libero nella testa e nei fatti; ci sono i diritti ma anche i doveri; sento il dovere di esprimere la mia visione su questo territorio. Per realizzare tutto quello che ho in testa probabilmente ci vorranno anni di “ricostruzione”. Ho già dichiarato che non ho nessuna intenzione di ricandidarmi qualora fossi eletto a Stresa; lo avevo detto anche al mio gruppo di Gignese perché avrei voluto comunque passare il testimone dopo cinque anni a chi avesse voluto continuare a lavorare sul progetto.
Oscar Wilde disse o scrisse come la vita sia troppo breve per realizzare i sogni degli altri; voglio ancora sperare che i miei sogni possano essere anche un po’ dei tuoi sogni. Spero di non averti deluso anche con questa mia lunga nota di chiarimento. Ora non posso far altro che augurarci una buona vita.
Un abbraccio
Mamo