14/05/2026
In questi giorni la lista "Giovesì" ha scelto di accusarci di aver “mentito” sulle scadenze del PNRR, sostenendo che il termine ultimo fosse il 30 giugno 2026. La realtà, però, è scritta chiaramente nei documenti ufficiali.
Le Linee guida PNRR della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, relative alla conclusione degli interventi e alla rendicontazione finale di target e milestone, chiariscono che per le misure con scadenza europea al T2/2026, il termine ordinario è il 30 giugno 2026, è vero, ma chiariscono anche un’eccezione precisa:
"fanno eccezione gli interventi individuati a seguito della revisione del Piano e finanziati tramite avvisi pubblici relativi a interventi dotati nel 2024 e 2025, per i quali l’ammissione a finanziamento è intervenuta nel 2024 e 2025".
Per queste misure, le Amministrazioni titolari devono assicurare il completamento delle operazioni di attuazione entro e non oltre il termine ultimo e inderogabile del 31 agosto 2026 e il caso del Comune di Giove rientra in questa fattispecie.
Il contributo è stato assegnato con Decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito del 23 maggio 2025, n. 101 e l’accordo di concessione tra il Comune di Giove e il Ministero dell’Istruzione e del Merito è stato sottoscritto in data 19 agosto 2025.
Dunque non siamo davanti a interpretazioni, slogan o ricostruzioni di parte: siamo davanti ad atti ufficiali, date precise e documenti pubblici.
Questo non è un modo di difenderci e correre dietro alle accuse, ma semplicemente prendere una posizione forte contro un modo molto scorretto di fare campagna elettorale.
Noi non abbiamo mai mentito, non abbiamo mai nascosto nulla e soprattutto non abbiamo mai avuto paura degli atti, perché gli atti confermano il lavoro fatto.
Dispiace, piuttosto, vedere costruire una campagna su accuse così gravi e infondate. Una campagna che non colpisce soltanto l’Amministrazione, ma finisce per mettere in discussione anche il lavoro dell’Ufficio Tecnico comunale: lo stesso ufficio con cui chi oggi alimenta queste polemiche dovrebbe collaborare domani, se fosse chiamato ad amministrare. Il rispetto per le istituzioni non dovrebbe valere solo quando fa comodo.
Forse sarebbe bastata una semplice ricerca online, o una lettura più attenta della documentazione, per evitare una figura poco elegante.
Noi rispondiamo come abbiamo sempre fatto: con i fatti, con gli atti e con la trasparenza.