10/05/2026
"Esiste una ferita antica dentro l’essere umano.
Più antica della storia personale.
Più antica persino della memoria.
È il senso della separazione.
L’illusione di essere fuori dalla vita invece che dentro la vita.
Fuori dalla natura invece che natura stessa.
E così proiettiamo il nostro dolore sul mondo.
Vediamo tristezza nella pioggia, abbandono nell’inverno, crudeltà nel tempo che passa.
Ma la natura non è ferita.
La natura trasforma.
Lascia andare.
Muore e ritorna senza resistenza.
La ferita non è nella foresta.
La ferita è nello sguardo con cui guardiamo la foresta.
Cammina lentamente tra gli alberi.
Lascia che la terra porti il tuo peso.
Respira come se fosse la foresta a respirare te.
Fermati vicino a un albero.
Non analizzarlo.
Non dargli un nome.
Resta semplicemente accanto ad esso come un essere vivente accanto a un altro essere vivente.
L’albero non rifiuta le proprie cicatrici.
I rami spezzati restano parte della sua bellezza.
Il muschio cresce sulle vecchie ferite senza vergogna.
Appoggia una mano sul petto e una sulla corteccia.
E ascolta.
Nulla nella foresta cerca di diventare qualcos’altro.
E per un momento, anche tu puoi smettere di farlo.
Se arriva la tristezza, lasciala arrivare come la pioggia.
Se arriva la rabbia, lasciala muovere come il vento tra i rami.
La foresta non guarisce perché elimina l’oscurità.
Guarisce perché ti insegna che anche l’oscurità appartiene all’anima.
La terra non ti accusa.
Gli alberi non ti condannano.
La natura non ti ha mai chiesto di essere perfetto.
Solo presente.
E forse guarire significa proprio questo:
ricordare che non siamo mai stati separati dalla vita."
Selene Calloni Williams