Polis

Polis Siamo la generazione privata del presente e costretta a cambiare il futuro, da protagonisti all'interno del movimento politico e culturale POLIS.

Il Movimento politico, culturale e sociale POLIS, nasce il 18 dicembre del 2014 sotto la spinta rinnovatrice di un gruppo di 12 ragazzi di Giugliano, che piano piano ha coinvolto tanti altri giovani della nostra età. Il nostro obiettivo è quello di risanare la coscienza civica e morale della cittadinanza, attraverso attività culturali e sociali volte al miglioramento della nostra comunità.

17/05/2025

Ci sono storie che vale la pena raccontare.
Perché segnano. Cambiano. Restano.

Come la prima volta che accompagnai un giovane imprenditore, Francesco il ragazzo in foto con me, a denunciare il racket.
Aveva ricevuto una “visita”. La camorra voleva parte dei guadagni del suo lavoro.
Mi chiamò in un pomeriggio di aprile, tre anni fa. La voce era ferma:
“Ho ricevuto una visita dalla camorra. Voglio denunciare.”
Mezz’ora dopo eravamo insieme allo sportello della Federazione Italiana Antiracket, a Pomigliano.
Poi alla Caserma dei Carabinieri di Giugliano.
Francesco fu minacciato ancora due volte. E continuò a denunciare. Sempre. Senza arretrare di un passo.

Poco prima dell’inizio del processo, mi chiamò di nuovo.
Nemmeno due giorni dopo, il Comune di Giugliano — per la prima volta — si costituì parte civile contro i suoi estorsori.
Non solo per lui, ma anche per altri quattro imprenditori della nostra città.

È stata una battaglia vera. Nessuna passerella, nessuna bandiera. Solo determinazione e schiena dritta.
Come quella volta in cui, entrando in un bene confiscato per un sopralluogo, ci trovammo davanti un boss del clan locale.
Era lì. Gli dissi solo una cosa: ciò che era suo, ora è dello Stato.

Sono esperienze che mi porto sulla pelle. Come un cartello appeso.
Come quello che mettemmo nel cantiere di Francesco, dopo le denunce:
"Questo è un cantiere antiracket."

Ecco, metaforicamente, vorrei che su ogni casa, su ogni strada, su ogni quartiere di Giugliano ci fosse scritto lo stesso:"Questa è Giugliano, una città anticamorra."

10/05/2025

Una città come Giugliano merita un confronto politico sulle idee e sui contenuti.

Chi si candida non può limitarsi a pubblicare il proprio volto sui social o appendere qualche manifesto per strada. Le campagne elettorali devono diventare soprattutto l'occasione per concepire nuovi progetti per la città e misurare la fattibilità delle proprie proposte.

Ma soprattutto i propri programmi elettorali devono essere il frutto di confronto con le persone, le associazioni, le imprese, i sindacati e gli esperti del settore. Alcuni candidati invece si limitano a presentare alla città programmi elettorali fatti con l'ausilio dell'intelligenza artificiale o soltanto qualche slogan.

Personalmente, partendo da ciò che ho fatto in questi anni al servizio delle istituzioni, ho provato a definire una lista di priorità per Giugliano. Dai beni confiscati alla presenza dell'ASL sul nostro territorio. Dalle assunzioni comunali ai progetti europei. Un lavoro lungo, pieno di difficoltà ma che ho fatto con il piacere di costruire una comunità diversa.

Se vi va di leggerlo, lo trovate nel link al primo commento.

07/12/2023

Continuiamo, senza sosta a costruire una città dove i beni confiscati diventano una risorsa per la nostra comunità.

Oggi la giunta comunale ha approvato una seconda delibera di indirizzo per mettere a bando ulteriori beni confiscati alla Camorra.

Beni acquisiti pochi mesi fa e che già mettiamo a disposizione degli enti del terzo settore per il constrasto alla violenza di genere e alla creazione di nuovi spazi di socializzazione. E dopo questa delibera ne avremo un'altra con ulteriori immobili da consegnare alle associazioni. Perchè deve essere ben chiaro un concetto: la Camorra perde quando quei beni vengono aperti e vissuti, non quando rimangono abbandonati.

Con il tempo sta diventando chiara la strategia di riutilizzo e valorizzazione dei beni sottratti ai clan del territorio. Villa ex Zagaria, parco rea, palazzina Montessori di via Dante Alighieri fino a passare a ville e appartamenti consegnate alle associazioni poche settimane fa.

Passo dopo passo lottiamo per vincere una guerra infinita contro la Camorra, non a chiacchiere.

Ieri sera si è conclusa la II edizione della “Giugliano Young Cup”.Evento all’insegna dello sport, trionfo di lealtà e d...
30/06/2022

Ieri sera si è conclusa la II edizione della “Giugliano Young Cup”.

Evento all’insegna dello sport, trionfo di lealtà e divertimento.
Ringraziamo tutte le squadre partecipanti, tutte le associazioni e non che hanno preso parte a questa edizione.
Rinnoviamo i ringraziamenti a chi, in prima persona, ha investito (e speso) il proprio tempo nella cura e realizzazione del torneo.
Un ringraziamento particolare alla struttura che ci ha ospitati: l’istituto .

Eventi come questo non possono fare altro che arricchire la nostra comunità, soprattutto se fondati su principi SANI di questo sport.

Con l’augurio di ritrovare ognuno di voi alla prossima edizione, GRAZIE A TUTTI.
youngcup

Domenica 12 giugno siamo chiamati alle urne. Si voterà per cinque   abrogativi. Il   dei cinque quesiti ha ad oggetto l’...
11/06/2022

Domenica 12 giugno siamo chiamati alle urne. Si voterà per cinque abrogativi.
Il dei cinque quesiti ha ad oggetto l’elezione dei membri “togati” del Consiglio superiore della magistratura.

“Volete voi che sia abrogata la legge 24 marzo 1958, n. 195 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento del Consiglio superiore della magistratura), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art. 25, comma 3, limitatamente alle parole “unitamente ad una lista di magistrati presentatori non inferiore a venticinque e non superiore a cinquanta. I magistrati presentatori non possono presentare più di una candidatura in ciascuno dei collegi di cui al comma 2 dell’art. 23, né possono candidarsi a loro volta”?

Il Csm ha diversi compiti. Tra questi ci sono la gestione dei concorsi, i vari avanzamenti di carriera, gli spostamenti dei magistrati e le sanzioni disciplinari. L'organo è composto da 27 persone. Tra queste 3 sono in carica sempre e sono: il presidente della Repubblica, il presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione. Poi ci sono 8 membri eletti dal Parlamento (sono professori universitari in materie giuridiche e avvocati che lavorano da almeno 15 anni) e altri 16 eletti dai magistrati tra di loro.

Nel quinto quesito del referendum sulla giustizia si chiede se eliminare o meno la regola secondo cui i magistrati devono raccogliere da 25 a 50 firme tra i colleghi per candidarsi a membri del Csm. In questo modo il candidato o la candidata potrebbero proporsi liberamente, senza bisogno di alcun appoggio.

Domenica 12 giugno siamo chiamati alle urne. Si voterà per cinque   abrogativi. Il   dei cinque quesiti ha ad oggetto la...
10/06/2022

Domenica 12 giugno siamo chiamati alle urne. Si voterà per cinque abrogativi.
Il dei cinque quesiti ha ad oggetto la separazione delle funzioni tra P.M. e Giudice.

Volete voi che sia abrogato il Decreto Legislativo 27 gennaio 2006, n. 25 (Istituzione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e nuova disciplina dei Consigli giudiziari, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera c) della legge 25 luglio 2005 n. 150), risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alle seguenti parti: art. 8, comma 1, limitatamente alle parole “esclusivamente” e “relative all’esercizio delle competenze di cui all’articolo 7, comma 1, lettere a)”; art. 16, comma 1, limitatamente alle parole: “esclusivamente” e “relative all’esercizio delle competenze di cui all’articolo 15, comma 1, lettere a), d) ed e)”?

Il quarto quesito dei referendum sulla giustizia propone una riforma del Consiglio superiore della magistratura, organo di autogoverno dei magistrati italiani. Il Csm è composto da 16 magistrati (pm o giudici), tre membri fissi (il presidente della Repubblica, il presidente e il procuratore generale della Corte di Cassazione) e otto membri 'laici' (avvocati e professori universitari di grande esperienza, scelti dal Parlamento). Il Cms, tra le varie funzioni, si occupa anche della valutazione dei magistrati e di eventuali sanzioni disciplinari. La valutazione dei magistrati viene fatta sulla base dei pareri del Consiglio direttivo e dei Consigli giudiziari. Il parere del Consiglio direttivo è predominante, mentre i professori possono solo assistere e gli avvocati esprimere un giudizio solo come Consiglio dell'ordine territoriale dove esercita il magistrato. I membri 'laici' hanno un potere decisionale effettivo solo sulle tabelle di composizione degli uffici e sulle funzioni di vigilanza.
Il quarto quesito referendario si pone l'obiettivo di abrogare una parte del D. Lgs. del 27 gennaio 2006, permettendo così anche ad avvocati e professori universitari di materie giuridiche di valutare i magistrati, anche se le sanzioni e gli avanzamenti di carriera saranno comunque decisi dal Csm

Domenica 12 giugno siamo chiamati alle urne. Si voterà per cinque   abrogativi. Il   dei cinque quesiti ha ad oggetto la...
09/06/2022

Domenica 12 giugno siamo chiamati alle urne. Si voterà per cinque abrogativi.
Il dei cinque quesiti ha ad oggetto la separazione delle funzioni tra P.M. e Giudice.

Gli elettori sono chiamati ad esprimersi sulla separazione delle funzioni dei magistrati. Il quesito chiede l’abrogazione delle norme in materia di ordinamento giudiziario che consentono a un magistrato di passare dalle funzioni di pubblico ministero a quelle di giudice, e viceversa. Al momento sono possibili quattro passaggi di funzione nell’arco della carriera. Sulla materia interviene anche la riforma della ministra della Giustizia Marta Cartabia -per il momento- all’esame del Parlamento, riducendo a uno soltanto, entro 10 anni dalla prima assegnazione.

Il referendum punta a rendere la scelta definitiva: se passa il Sì, il magistrato dovrà scegliere all’inizio della carriera la funzione giudicante o requirente, per poi mantenere quel ruolo per tutta la carriera, con l’obiettivo di distinguere nettamente chi giudica da chi accusa. Un tema complesso, di cui la politica ha discusso a lungo. Chi è per il No sostiene che così si introdurrebbe di fatto la separazione delle carriere ( per la quale ci vorrebbe un concorso di accesso alla magistratura distinto per giudici e pm e un doppio Csm) senza modificare la Costituzione.

Domenica 12 giugno siamo chiamati alle urne. Si voterà per cinque   abrogativi. Il secondo dei cinque quesiti ha ad ogge...
08/06/2022

Domenica 12 giugno siamo chiamati alle urne. Si voterà per cinque abrogativi.
Il secondo dei cinque quesiti ha ad oggetto le misure cautelari.

Ad oggi la custodia cautelare è una misura in virtù della quale un indagato può essere rinchiuso in carcere nonostante non sia stato ancora riconosciuto colpevole di alcun reato, poiché non c’è alcuna condanna nei suoi confronti.
Oggi, la carcerazione preventiva viene decisa quando c’è almeno uno di questi tre presupposti:
•pericolo di fuga;
•reiterazione del reato;
•inquinamento delle prove.

Con la vittoria del sì al referendum, la custodia cautelare in carcere non potrebbe essere applicata quando c’è il sospetto che l’indagato possa commettere di nuovo lo stesso reato e nemmeno per i delitti puniti con una pena massima prevista di cinque anni, a meno che ci sia il rischio di inquinamento delle prove o di fuga dell’indagato.
Inoltre, niente custodia cautelare preventiva per il finanziamento illecito dei partiti.

Domenica 12 giugno siamo chiamati alle urne. Si voterà per cinque   abrogativi. Il primo dei quali ha ad oggetto la Legg...
07/06/2022

Domenica 12 giugno siamo chiamati alle urne. Si voterà per cinque abrogativi.
Il primo dei quali ha ad oggetto la Legge Severino.

La “legge Severino" fu votata ad ampia maggioranza alla fine del 2012 con l'obbiettivo di abbattere il livello di corruzione della politica italiana. Riguarda candidati e membri del Parlamento italiano, di quello europeo, del governo e delle istituzioni ed enti locali. Prevede tre tipi di provvedimenti: la sospensione, la decadenza e l'incandidabilità. Non possono essere candidati, o comunque ricoprire la carica di deputato e senatore: i condannati a più di due anni di reclusione per delitti non colposi, quindi compiuti intenzionalmente; per reati punibili con almeno quattro anni. Se la causa di incandidabilità sopraggiunge durante il mandato, la Camera di appartenenza del condannato deve votare la decadenza dalla carica di senatore o deputato. Anche a livello locale sono incandidabili i condannati in via definitiva con una pena non inferiore a due anni. Ma per chi è già in carica basta una condanna non definitiva per essere sospesi fino a un massimo di 18 mesi.

Giornata mondiale dell’ambiente 🌍♻️. •05/06/2022 Licola mare, ripartiamo da qui.
05/06/2022

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•05/06/2022 Licola mare, ripartiamo da qui.

“Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblic...
02/06/2022

“Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi.”
•Sandro Pertini

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