10/07/2026
Se non bastano le condizioni di lavoro nei campi, le ricorrenti notizie di cronaca nera riguardanti il caporalato che coinvolgono il paese, se non bastano le situazioni disumane a cui sono sottoposti i lavoratori,oggi abbiamo l’ennesima notizia di “prenditori” che sfruttano i lavoratori e le lavoratrici di una struttura alberghiera.
È recentissima la notizia di un albergo sito a via Francesco a Patria che, subendo controlli a tappetto (che a nostro avviso non sono mai abbastanza) ha visto l’attività sospesa dopo aver riscontrare incongruenze su almeno 3 punti fondamentali per garantire la dignità dei lavoratori:
1- il lavoro in nero, sono infatti 4 i lavoratori trovati sprovvisti di contratto costretti ad adempiere alle loro mansioni, senza alcun diritto garantito.
2- la sicurezza sul lavoro, sono diverse infatti le violazioni al testo unico sulla sicurezza sul lavoro (D.lgs 81/2008) che non permette ai lavoratori dipendenti di avere le tutele necessarie per un ambiente che per quanto possa essere tranquillo e sicuro cela sempre e costantemente pericoli o comunque apprensioni alla sicurezza dei dipendenti.
Nell’area nord di Napoli il lavoro nero è la regola, non il caso:
- In Campania l’irregolarità nel lavoro è al 18,9% - dato Istat. Il doppio della media del nord Italia.
- Nel commercio, nell’agricoltura e nella logistica di Giugliano, Marano, Qualiano, Mugnano si arriva oltre il 30% di lavoratori senza contratto.
- Ispezioni INL 2024: 1 lavoratore su 3 nell’area metropolitana di Napoli risultava in nero, a cottimo o con buste paga finte.
- Nei depositi e nei campi: 10-12 ore al giorno pagate 4-5€ l’ora, senza ferie, malattia, contributi.
Peccato che, diversamente da altri fatti di cronaca che riguardano la nostra città, non ci sembra di vedere nessuna levata di scudi, sdegno, rabbia, protesta contro questa realtà quotidiana che influenza pesantemente la vita di cittadini e cittadine; è chiaramente più semplice prendersela con la comunità rom e le comunità straniere presenti sul territorio, la panacea di tutti i mali. Quando si alza la voce del padrone, quando istituzioni e criminalità organizzata operano in sinergia per permettere tutto questo c’è una sola risposta: SILENZIO!
Insomma siamo di fronte all’ennesimo fallimento del sistema lavorativo che ora prevede la chiusura del posto e una multa che si stima essere intorno i 14 mila euro di ammenda. Non bastano le 370 vittime sul lavoro nei primi 5 mesi del 2026 a scuotere le coscienze di chi drena la vita e la salite degli operai che fanno girare in modo concreto l’economia del Belpaese, non bastano le notizie di cronaca, i braccianti bruciati vivi, le morti sul lavoro per il caldo che ammazza, non bastano.
In aggiunta a tutto questo c’è poi il cosiddetto “campo largo” che senza vergogna decide di aprire la campagna elettorale proprio qui a Napoli, parlando del lavoro come tema centrale e dell’importanza di istituire un salario minimo. Peccato che il comune di Napoli ha già attuato un provvedimento che istituisce un salario minimo di 9€ l’ora, spoiler: provvedimento mai attuato realmente!
La nostra lotta verso chi ruba la produzione, la dignità e la vita della classe lavoratrice continua sui punti che porteremo avanti sempre: Più controlli sul lavoro; Salario minimo garantito da contratti di lavoro REALI, non grigi o neri; Massima attenzione a chi la mattina si alza per andare a lavoro rischiando di tornarne a casa senza salario o addirittura senza vita. E perché no, una patrimoniale per redistribuire le ricchezze di chi riesce ad alzare Hotel sfruttando i lavoratori senza garantirgli dignità, perchè se i ricchi che scapperebbero dal nostro Paese sono questi allora che vadano Pure.
Una città dove si lavora in nero è una città dove non si può vivere con dignità.
Se lavori in nero o conosci chi è sfruttato, contattaci in privato. Non siamo soli.