Potere al Popolo - Giugliano

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Giugliano in CampaniaPiazza Gramsci 11.8.2026 ..ma cosa costerebbe al Comune fare installare qualche tavolo fisso con se...
11/08/2026

Giugliano in Campania
Piazza Gramsci 11.8.2026
..ma cosa costerebbe al Comune fare installare qualche tavolo fisso con sedie fisse per pensionati atto a soddisfare qualche desiderio di passatempo con gioco a carte in un agosto rovente ove non si sa dove andare per mancanza di soldi....

Non lasciamoci distrarre dal dibattito tecnico. La trasformazione di ABC da Azienda Speciale a S.p.A. interamente pubbli...
29/07/2026

Non lasciamoci distrarre dal dibattito tecnico. La trasformazione di ABC da Azienda Speciale a S.p.A. interamente pubblica non è una scelta neutrale: è una scelta politica.

Il problema non è solo l'eventuale ingresso dei privati oggi, ma la strada che si decide di imboccare. La forma societaria della S.p.A., per sua natura, rende più semplice un domani aprire il capitale ai privati o giustificare nuovi processi di privatizzazione.

C'è chi sostiene che questa trasformazione sia necessaria per evitare che la Corte dei Conti impugni il rinnovo dell'Azienda Speciale, con il rischio di un commissariamento e di una gara che potrebbe finire nelle mani di un soggetto privato. Ma questa non è affatto una certezza. Anche la scelta della S.p.A. pubblica potrebbe essere contestata perché in contrasto con la volontà popolare espressa nel referendum sull'acqua pubblica.

Il punto, allora, è un altro: dov'è la volontà politica di difendere davvero la gestione pubblica dell'acqua?

La sensazione è che il PD, il sindaco Manfredi e le forze che governano il Comune abbiano ormai accettato l'impostazione del DDL Concorrenza, nato con il governo Draghi e rafforzato dal governo Meloni. Una norma che rende sempre più difficile mantenere i servizi pubblici fuori dalle logiche del mercato e che, di fatto, spiana la strada alle privatizzazioni.

In questo quadro napoletano e sulla deriva negli altri distretti, pesa anche il silenzio della Regione Campania e di chi oggi si propone come alternativa, a partire da Roberto Fico. Il presidente della regione prende posizione solo sulla GRIC, grande adduzione campana, e resta a guardare le privatizzazioni dei distretti idrici.
Su una questione così decisiva per il futuro dell'acqua pubblica a Napoli e non solo, non bastano dichiarazioni di principio: serve una posizione chiara e coerente.

L'acqua non è una merce. È un bene comune. Il referendum del 2011 non può essere richiamato solo quando fa comodo: va rispettato fino in fondo, difendendo strumenti realmente coerenti con quella volontà popolare.

Chi governa oggi Napoli, la Regione e chi ambisce a governare un domani deve dire con chiarezza da che parte sta: dalla parte dell'acqua pubblica o dalla parte di un modello che, passo dopo passo, apre la strada al mercato.

DALLE FONTI AI RUBINETTI,
ACQUA PUBBLICA IN TUTTI I DISTRETTI!

20/07/2026

FERMIAMO LA PRIVATIZZAZIONE DELL' ACQUA NEL DISTRETTO AREA NORD

📢Sta per essere assunta una decisione destinata a incidere profondamente sul futuro della gestione dell'acqua nel Distretto Idrico Area Nord. La scelta del gestore unico si sta orientando verso un modello di natura giuridica mista, pubblico-privata.👎

Come constatiamo da anni, è spesso proprio durante l'estate, quando secondo qualcuno l'attenzione dell'opinione pubblica e dei media dovrebbe diminuire, che vengono portate avanti decisioni impopolari che in altri periodi difficilmente riuscirebbero a passare.

Da anni seguiamo questa battaglia al fianco dei comitati e abbiamo più volte espresso le nostre contrarietà rispetto a questa forma di gestione, che metterebbe nelle mani dei privati la risorsa più preziosa e vitale: l'acqua.

😡Consentire l'ingresso dei privati nella gestione significa trasformare in fonte di profitto un bene comune essenziale, sul quale la speculazione economica rappresenterebbe una delle più gravi forme di ingiustizia sociale. Inoltre, come dimostrano le esperienze dei territori in cui questo modello è già stato adottato, ciò comporterebbe aumenti delle bollette, senza alcuna garanzia di un reale miglioramento del servizio.

Andare in questa direzione ci sembra una vera e propria ostinazione, con la crisi climatica che aggrava la siccità, l'acqua che è sempre più richiesta dal mercato, anche per il raffreddamento dei grandi data center, significa lanciare un messaggio chiaro: tutelare gli interessi di qualcuno.
Quel qualcuno non siamo noi. Non sono le cittadine e i cittadini.

Chiediamo:
- di bloccare il processo di privatizzazione in atto;
- di riunificare i distretti Napoli e Napoli Nord;
- di estendere la gestione di AbC, azienda speciale, prima a tutti i 31 comuni e poi a tutti i distretti per l'intera regione Campania.

📌Per questo invitiamo tutte e tutti, le forze politiche, gli amministratori locali, le associazioni e i cittadini dei 31 comuni dell'Area Nord e dell'area flegrea a partecipare al presidio del 22 luglio, alle ore 13:00, presso l'Isola F13 del Centro Direzionale di Napoli.

Facciamo sentire la nostra voce. Fermiamo questo processo. Partiamo dalla Regione e portiamo questa battaglia in tutti i consigli comunali.
💦DALLE FONTI AI RUBINETTI
ACQUA PUBBLICA IN TUTTI I DISTRETTI💦

17/07/2026

Il 22 c.m. ore 12,00 centro Direzionale Is f13 in occasione del consiglio Regionale, ci sara' una protesta promossa dal coord.comitati Acqua area nord e comitato acqua Caserta, per la difesa dell'acqua pubblica. Mentre FICO parla di gestione pubblica ne nostri territori gia' e' in atto la privatizzazione con tariffe che schizzeranno alle stelle . Un grande inganno fatto al popolo del referendum 2011. Vi aspettiamo per dare man forte.

Potere al Popolo - Giugliano

Se non bastano le condizioni di lavoro nei campi, le ricorrenti notizie di cronaca nera riguardanti il caporalato che co...
10/07/2026

Se non bastano le condizioni di lavoro nei campi, le ricorrenti notizie di cronaca nera riguardanti il caporalato che coinvolgono il paese, se non bastano le situazioni disumane a cui sono sottoposti i lavoratori,oggi abbiamo l’ennesima notizia di “prenditori” che sfruttano i lavoratori e le lavoratrici di una struttura alberghiera.

È recentissima la notizia di un albergo sito a via Francesco a Patria che, subendo controlli a tappetto (che a nostro avviso non sono mai abbastanza) ha visto l’attività sospesa dopo aver riscontrare incongruenze su almeno 3 punti fondamentali per garantire la dignità dei lavoratori:
1- il lavoro in nero, sono infatti 4 i lavoratori trovati sprovvisti di contratto costretti ad adempiere alle loro mansioni, senza alcun diritto garantito.
2- la sicurezza sul lavoro, sono diverse infatti le violazioni al testo unico sulla sicurezza sul lavoro (D.lgs 81/2008) che non permette ai lavoratori dipendenti di avere le tutele necessarie per un ambiente che per quanto possa essere tranquillo e sicuro cela sempre e costantemente pericoli o comunque apprensioni alla sicurezza dei dipendenti.

Nell’area nord di Napoli il lavoro nero è la regola, non il caso:
- In Campania l’irregolarità nel lavoro è al 18,9% - dato Istat. Il doppio della media del nord Italia.
- Nel commercio, nell’agricoltura e nella logistica di Giugliano, Marano, Qualiano, Mugnano si arriva oltre il 30% di lavoratori senza contratto.
- Ispezioni INL 2024: 1 lavoratore su 3 nell’area metropolitana di Napoli risultava in nero, a cottimo o con buste paga finte.
- Nei depositi e nei campi: 10-12 ore al giorno pagate 4-5€ l’ora, senza ferie, malattia, contributi.

Peccato che, diversamente da altri fatti di cronaca che riguardano la nostra città, non ci sembra di vedere nessuna levata di scudi, sdegno, rabbia, protesta contro questa realtà quotidiana che influenza pesantemente la vita di cittadini e cittadine; è chiaramente più semplice prendersela con la comunità rom e le comunità straniere presenti sul territorio, la panacea di tutti i mali. Quando si alza la voce del padrone, quando istituzioni e criminalità organizzata operano in sinergia per permettere tutto questo c’è una sola risposta: SILENZIO!

Insomma siamo di fronte all’ennesimo fallimento del sistema lavorativo che ora prevede la chiusura del posto e una multa che si stima essere intorno i 14 mila euro di ammenda. Non bastano le 370 vittime sul lavoro nei primi 5 mesi del 2026 a scuotere le coscienze di chi drena la vita e la salite degli operai che fanno girare in modo concreto l’economia del Belpaese, non bastano le notizie di cronaca, i braccianti bruciati vivi, le morti sul lavoro per il caldo che ammazza, non bastano.
In aggiunta a tutto questo c’è poi il cosiddetto “campo largo” che senza vergogna decide di aprire la campagna elettorale proprio qui a Napoli, parlando del lavoro come tema centrale e dell’importanza di istituire un salario minimo. Peccato che il comune di Napoli ha già attuato un provvedimento che istituisce un salario minimo di 9€ l’ora, spoiler: provvedimento mai attuato realmente!

La nostra lotta verso chi ruba la produzione, la dignità e la vita della classe lavoratrice continua sui punti che porteremo avanti sempre: Più controlli sul lavoro; Salario minimo garantito da contratti di lavoro REALI, non grigi o neri; Massima attenzione a chi la mattina si alza per andare a lavoro rischiando di tornarne a casa senza salario o addirittura senza vita. E perché no, una patrimoniale per redistribuire le ricchezze di chi riesce ad alzare Hotel sfruttando i lavoratori senza garantirgli dignità, perchè se i ricchi che scapperebbero dal nostro Paese sono questi allora che vadano Pure.

Una città dove si lavora in nero è una città dove non si può vivere con dignità.

Se lavori in nero o conosci chi è sfruttato, contattaci in privato. Non siamo soli.

Indirizzo

Via Cumana, 59
Giugliano In
80014

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