07/09/2026
Dario Ferrari, L’idiota di famiglia.
Penso che Dario Ferrari sia uno degli autori italiani più interessanti degli ultimi anni: mi erano piaciuti i suoi primi due romanzi, e ho apprezzato moltissimo anche questo, il terzo. Mi piace perché sa giocare con le parole, ha senso del ritmo, e tutti i suoi libri sono venati di ironia e umorismo anche nelle pagine più serie e drammatiche.
Questo si potrebbe definire una storia di formazione, il protagonista è costretto, dalla malattia del padre, a entrare finalmente nella vita adulta, a diventare il suo badante, tornare a vivere a Viareggio, la sua città natale, lasciare Roma e una relazione sentimentale forse giunta al capolinea. Ma è anche un romanzo sulla malattia, la decadenza psichica legata all'Alzheimer, su quanto possa essere difficile e snervante dover fare da caregiver a un genitore. E, perché no, sulla storia della sinistra italiana, nell'ultimo secolo.
Ho apprezzato in modo particolare le considerazioni sull'uso del linguaggio, sulla scrittura, sulle traduzioni e sul ruolo del traduttore, forse perché anch'io, come il protagonista del libro, ho fatto la traduttrice in passato, e l'ultimo capitolo, l'epilogo, che mi è sembrato una sorta di sunto di tutto il romanzo.
Segnalo la versione audiolibro, letta magnificamente da Riccardo Ricobello, davvero bravissimo.
Recensione a cura di Daniela, che ringraziamo!