31/05/2026
CPR di Gradisca d’Isonzo, il Sindaco Alessandro Pagotto: “Fatti gravissimi che confermano ancora una volta l’inadeguatezza di queste strutture”.
Nei primi giorni del mese di maggio nuovi fatti estremamente gravi si sono verificati nella struttura del CPR di Gradisca d’Isonzo e che hanno visto il tentativo di suicidio da parte di una prima persona alla quale poi sono seguiti altri casi per complessive cinque persone trattenute che hanno tentato di togliersi la vita.
I fatti verificati tra il 4 e 11 maggio dimostrano ancora una volta la situazione di assoluto abbandono e di alienazione che queste strutture comportano.
Appresa conoscenza di queste situazioni si è attivato subito un dialogo tra Sindaco Pagotto e il Garante comunale per i diritti delle persone trattenute dott.ssa Cristina Patron.
La Garante comunale ha potuto effettuare alcuni sopralluoghi all’interno della struttura per verificare direttamente la situazione.
“Quanto emerso è gravissimo e dimostra ancora una volta l’inadeguatezza dei CPR, strutture che come comunità gradiscana chiediamo e continuiamo a chiedere vengano chiuse”, dichiara il Sindaco di Gradisca d’Isonzo Alessandro Pagotto.
“I fatti accaduti evidenziano situazioni di estrema fragilità umana, sofferenza psicologica e degrado che non possono essere ignorate. Parliamo di luoghi nei quali le persone finiscono per diventare numeri, dove il loro tempo, la loro dignità e il loro essere sembrano perdere valore. Non può essere questa la risposta a fenomeni complessi come quelli migratori. Tale modalità non è umana e non può essere accettata.”
Dalla relazione del Garante viene evidenziato un quadro estremamente preoccupante, caratterizzato da una crescente frustrazione all’interno del centro, da episodi autolesivi ripetuti e dal rischio concreto di fenomeni emulativi tra i trattenuti. Viene inoltre evidenziata la presenza di persone con importanti fragilità psichiche, storie di dipendenze, precedenti tentativi di suicidio e situazioni incompatibili con un contesto restrittivo della libertà personale.
Emerge ancora una volta un quadro drammatico come conseguenza della situazione di degrado e di abbandono che si vive in questi spazi. Grazie alla istituzione del garante comunale da parte dell’Amministrazione comunale, è stato possibile effettuare prontamente i sopralluoghi e prendere conoscenza diretta della situazione.
Colpisce inoltre come queste persone siano poi state rimesse in libertà senza che vi sia chiarezza sulle loro condizioni psicofisiche, senza un percorso di supporto definito e senza sapere quali strumenti di assistenza siano stati predisposti. È inaccettabile che esseri umani, già profondamente segnati da traumi, marginalità e sofferenza, vengano lasciati soli dopo aver manifestato in modo così drammatico il proprio dolore. La salute mentale non può essere trattata come un elemento secondario né subordinata a logiche esclusivamente securitarie.
Il Sindaco conferma infine di essersi già confrontato nel merito con la Prefettura, rappresentando le forti preoccupazioni dell’Amministrazione comunale rispetto a quanto accaduto all’interno del CPR di Gradisca d’Isonzo.
La Prefettura ha comunicato che, a seguito degli episodi verificatisi, sono già stati avviati specifici momenti di confronto con i servizi sanitari competenti e con i soggetti coinvolti nella gestione della struttura, finalizzati a rafforzare il monitoraggio delle condizioni di salute dei trattenuti e a potenziare l’assistenza psicologica e gli interventi di prevenzione delle condotte autolesive.
“Pur prendendo atto delle misure che si stanno mettendo in campo per affrontare l’emergenza e prevenire il ripetersi di simili episodi, resta immutata la nostra convinzione che questi fatti evidenzino ancora una volta i limiti strutturali del sistema dei CPR.
La tutela della dignità, della salute e della vita delle persone deve essere la priorità assoluta di ogni istituzione” ha concluso il Sindaco Alessandro Pagotto.