05/09/2026
Un partecipato dialogo di comunità nel nome della legalità.
La presentazione del libro "Traditi" di Antonio Ingroia, ex magistrato antimafia, presso il chiostro di San Francesco ha chiamato a raccolta le agenzie educative cittadine, nel ricordo di martiri della giustizia come Falcone e Borsellino, ma anche per interrogarsi sul ruolo di scuola, chiesa e società civile tutta nel promuovere pratiche virtuose e solidali.
Dopo il saluto istituzionale introduttivo del consigliere delegato Ignazio Lovero a nome dell'amministrazione comunale, hanno dialogato con l'autore Dea Saulle, Consigliera Metropolitana con delega all'Antimafia sociale e Nicola Santeramo, appena 16 anni ma con una notevole coscienza civica, a testimoniare la necessità di un confronto diretto fra politica e cittadini, a partire dai giovani: è proprio dalla presa di posizione delle nuove generazioni che sono partite le rivolte civili contro la mafia negli anni drammatici delle stragi e dell'attacco frontale allo Stato. Di fronte a una criminalità meno cruenta e che si mimetizza per fare affari, occorre alzare il livello di consapevolezza.
A seguire, nella tavola rotonda con parroci e frati delle comunità e rappresentanti della società civile, padre Salvatore Santomasi e don Giuseppe Loizzo hanno portato la testimonianza di una Chiesa in prima linea nel portare il Vangelo nella società di oggi, grazie all'esperienza maturata in contesti difficili, come il quartiere Paolo VI a Taranto: solo occupandosi dei bisogni dei più deboli, e partendo dal rispetto della dignità della persona umana, si può pensare di sradicare il fenomeno mafioso, assieme a un'azione capillare dell'educazione e dell'istruzione. Di qui il ruolo fondamentale della scuola, ma anche di realtà come la Biblioteca Comunale, oltre ai presidi di legalità sul territorio. Imprescindibile la presenza di associazioni benemerite come i Supereroi, impegnati costantemente nel volontariato con l'infanzia più fragile e nella lotta al bullismo, e gli scout “Agesci".
"La serata di ieri - dichiara il consigliere delegato Ignazio Lovero - assume un significato ancora più profondo e solenne se pensiamo a quale data ci avviciniamo. Oggi, 5 settembre, ricorre il sedicesimo anniversario dell'assassinio di Angelo Vassallo. Un anniversario che non deve essere una semplice ricorrenza sul calendario, ma un richiamo fortissimo per ciascuno di noi: l'esempio di Angelo, la sua intransigenza etica, il suo amore sviscerato per il territorio e per la trasparenza devono servire ogni singolo giorno da guida per il nostro agire quotidiano, sia come cittadini che come amministratori. La legalità non può essere solo uno spot elettorale, ma un valore da praticare quotidianamente nella nostra azione di governo. Ecco perché quello di ieri era non è un semplice incontro di presentazione di un libro, ma un momento di riflessione collettiva e profonda sui valori che devono guidare la cosa pubblica. La legalità non può e non deve essere una parola astratta da pronunciare solo nelle occasioni ufficiali; la legalità è un seme vivo, che va piantato e coltivato ogni giorno attraverso le nostre scelte, la trasparenza, la responsabilità e l'impegno concreto sul territorio. Continuare a portare testimonianze di questo spessore a Gravina significa rinnovare una promessa chiara verso la nostra comunità: lavorare incrollabilmente per una città più sicura, più giusta e saldamente ancorata a principi etici indiscutibili. Coltivare la memoria viva di chi ha dato la vita per lo Stato e per la propria terra è il primo, indispensabile passo per costruire il futuro che i nostri cittadini meritano".