25/08/2026
Chi ha subìto questa malversazione, dovrebbe denunciarli personalmente.
🔴 GRUMO APPULA, LA STORIA SI RIPETE. E ADESSO QUALCUNO DOVRÀ VERIFICARE
Nel 2024 denunciai pubblicamente ciò che stava accadendo a Grumo Appula, circa un migliaio di ingiunzioni di pagamento inviate anche a cittadini che sostenevano di aver già pagato le multe anni prima.
Ne seguirono centinaia di PEC, ricorsi e opposizioni. Oltre la metà di quelle ingiunzioni furono poi annullate in autotutela, in diversi casi quando il contenzioso era già partito e la condanna alle spese del comune già sancita.
Per quel mio post ricevetti un decreto penale di condanna, al quale mi sono opposto. Il prossimo ottobre affronterò serenamente l'udienza predibattimentale e spiegherò nelle sedi opportune perché intervenni e sulla base di quali fatti.
Ma nel frattempo, incredibilmente, la storia si ripete.
In questi giorni mi sono state sottoposte nuove ingiunzioni del Comune di Grumo Appula relative a vecchie sanzioni. In almeno due casi che ho seguito personalmente, i cittadini avevano regolarmente pagato e conservavano ancora, dopo cinque anni, la ricevuta. Abbiamo trasmesso la documentazione e chiesto l'annullamento in autotutela. Risultato? In poche ore entrambe le ingiunzioni sono state annullate. Una riga: “si comunica l'avvenuto annullamento dell'atto a suo carico”. Fine. Neppure una parola di scuse.
Ma la domanda è un'altra, ed è molto più seria, quanti cittadini hanno ancora la ricevuta di una multa pagata cinque anni fa? Quanti l'hanno smarrita? Quante ricevute su carta termica sono ormai illeggibili? E quanti, davanti a un'ingiunzione di centinaia di euro proveniente da un ente pubblico, potrebbero pagare nuovamente per paura di conseguenze?
È questo che trovo inaccettabile.
Un cittadino deve poter avere fiducia nella Pubblica Amministrazione. Deve poter presumere che, se ha pagato una somma allo Stato o a una sua articolazione, quel pagamento sia stato correttamente registrato, senza essere costretto cinque anni dopo a dimostrare di non essere debitore.
E quando episodi analoghi si ripetono dopo quanto era già accaduto nel 2024, non credo sia più sufficiente liquidare tutto come una semplice svista o con una laconica comunicazione di annullamento.
Per questo non mi limiterò alla denuncia pubblica. Ricostruirò documentalmente quanto accaduto nel 2024 e quanto sta accadendo oggi e trasmetterò una segnalazione al Prefetto di Bari e, per conoscenza, al Gabinetto del Ministro dell'Interno, chiedendo una verifica complessiva sull'operato dell'ente.
Chiederò anche che venga valutato se la reiterazione delle condotte documentate possa assumere rilievo nell'ambito dei poteri previsti dal TUEL, compreso l'art. 141, che contempla, tra le ipotesi previste dalla legge, le gravi e persistenti violazioni di legge.
Non sono io a stabilire se quei presupposti esistano: saranno gli organi dello Stato a valutarlo. Ma ho il diritto, e ritengo anche il dovere, di chiedere che venga verificato. Perché un errore può capitare. Quando gli errori diventano centinaia, vengono contestati, molti atti vengono annullati e, a distanza di due anni, ci ritroviamo nuovamente davanti a cittadini che dimostrano di avere già pagato, le domande diventano inevitabili.
E soprattutto una, quanti hanno pagato due volte perché non avevano più quel pezzo di carta?
Questa volta sarebbe opportuno scoprirlo.
Mario Conca