17/02/2023
🔴 Vogliamo una sinistra che vinca, con un nuovo gruppo dirigente. Basta protesta e testimonianza.
Le mie parole oggi a Il Resto del Carlino 🗞️
1️⃣ Stefano Bonaccini, lei governa una delle sole quattro regioni rosse d'Italia, l'Emilia-Romagna, e punta a guidare anche il Pd. Dopo le elezioni politiche, i risultati di Lazio e Lombardia consegnano un'altra batosta a sinistra. Cosa non ha funzionato? Nemmeno alleandovi con il Terzo Polo in Lombardia o con i Cinque Stelle nel Lazio avreste vinto.
«Per prima cosa ringrazio Majorino in Lombardia e D'Amato nel Lazio: a loro non si può davvero rimproverare nulla. Siamo di fronte a una sconfitta in continuità con quella del 25 settembre scorso».
2️⃣ Prevedibile, dunque?
«In parte sì, con il Pd ancora ripiegato su se stesso e un centrosinistra diviso che regalano o quasi la vittoria alla destra, che pure è in difficoltà. Adesso dobbiamo chiudere questo capitolo e aprirne uno nuovo, col Pd che torna a fare il Pd».
3️⃣ Come si recuperano gli elettori perduti?
«Il voto degli ¡scritti nei circoli è già un segnale di questa voglia di cambiamento e alle primarie del 26 febbraio credo arriverà un'ulteriore spinta in questa direzione».
4️⃣ Torniamo alle alleanze. I dati sono inequivocabili. Ma partendo prima con un campo largo sarebbe andata diversamente? Oppure, meglio un'alleanza netta con il M5s o con il Terzo polo?
«La storia non si fa coi se. Resto convinto che senza un Pd che torni forte ed espansivo non c'è alleanza che tenga. Dal primo giorno della corsa per le primarie parto di vocazione maggioritaria, perché il Pd deve tornare a essere centrale e attrattivo. Le alleanze vincenti, che sono necessarie, si fanno sui programmi e con il Pd in una posizione di forza, allora sì che chi vorrà vincere dovrà confrontarsi con noi».
5️⃣ L'astensione è stata ancora protagonista, vince il partito del non voto. Teme che anche le primarie possano essere intaccate da una partecipazione non all'altezza?
«Da oltre due mesi sto girando il Paese in lungo e in largo e in ogni luogo registriamo grande partecipazione: se le chiami, le persone rispondono. Siamo l'unico partito che si confronta al suo interno e sceglie chi lo guida. Il 26 febbraio ci saranno le primarie, dove potranno votare tutti i nostri elettori, anche i non iscritti, e saranno una pagina nuova, lo mi rivolgerò a tutti gli italiani che non si rassegnano alla sconfitta e a un'Italia governata dalla destra. Chiederò un voto per tornare a vincere, come ho fatto nel 2020 in Emilia-Romagna, quando all'inizio tutti ci davano per persi».
6️⃣ Nei circoli lei è avanti su Elly Schlein. Pensa che il risultato possa trasferirsi anche all'esito delle primarie con lo stesso distacco?
«Aver raccolto oltre il 54% dei voti, con oltre 20 punti di margine sulla seconda, in una competizione a quattro è una grande spinta, e ringrazio tutti i nostri iscritti per questo. Adesso diamo la parola ai nostri elettori nelle primarie aperte; sono fiducioso che prevarrà la volontà di costruire un Pd più grande e più forte. Non una sinistra di protesta o di testimonianza, ma con l'ambizione di tornare a vincere».
7️⃣ Da tempo lei chiede rinnovamento per il Pd e per i dirigenti. I congressi daranno questo ossigeno? Ora andrete all'incasso con un ricambio già nei circoli?
«Io credo che una nuova pagina debba essere scritta da un gruppo dirigente completamente nuovo. Abbiamo la fortuna di amministrare nei due terzi dei Comuni italiani; per questo al mio fianco c'è una classe dirigente fatta di sindaci, amministratori e giovani dirigenti, donne e uomini che ha dimostrato di saper vincere nel territorio anche quando il Pd perdeva a livello nazionale. Chi ha guidato il partito in questi anni sta dall'altra parte: non ce l'ho con nessuno, ma adesso si cambia a tutti i livelli».
8️⃣ Cosa pensa delle dichiarazioni di Silvio Berlusconi sull'Ucraina?
«Si tratta di parole gravi e pericolose. Ma il problema è più esteso, è tutto nella debolezza di un governo che non ha una posizione condivisa sulla politica estera e sulle principali questioni europee: in pochi giorni hanno portato l'Italia in una condizione di isolamento e scontro con i principali alleati europei. Una pesante caduta di autorevolezza e credibilità, non è così che si difende l’interesse nazionale».
9️⃣ Per lei la destra è già divisa. Ma l'opposizione?
"Servirà un'opposizione efficace e capace di incalzare la destra in Parlamento e nel Paese. E serve un Pd forte che sappia rappresentare un'alternativa. Il mio impegno sarà esattamente questo: non faremo sconti e per ogni 'No' avanzeremo una controproposta».
1️⃣0️⃣ La prima cosa che farà se eletto segretario?
«Avvierò una grande raccolta di firme davanti ai luoghi di lavoro, ai bar e ai supermercati per una legge di iniziativa popolare che introduca il salario minimo legale: vogliamo dare tutele e diritti ai lavoratori sfruttati e cancellare paghe indegne da 2, 3 euro l'ora, soprattutto lì dove non arriva la contrattazione collettiva, che va rafforzata. Ma ci batteremo anche per il taglio delle tasse sul lavoro per aumentare le buste paga».