I Libri Della Contro Informazione

I Libri Della Contro Informazione Recensione libri

07/10/2022

Sull’attacco terroristico al reddito di cittadinanza di Tendenza internazionalista rivoluzionaria Grigia è ogni teoria, caro amico. Verde è l’albero aureo della vita.” (Goethe – Faust) Chi ci conosce, sa bene che abbiamo sempre ritenuto ...

LIBRERIA POPOLARE DEL FORUM CITTADINI DEL MONDO NOVIT  IN LIBRERIA“Teologia politica e diritto”Di Geminello Preterossi**...
02/10/2022

LIBRERIA POPOLARE DEL FORUM CITTADINI DEL MONDO
NOVIT IN LIBRERIA
“Teologia politica e diritto”
Di Geminello Preterossi

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QUARTA DI COPERTINA
La teologia politica può essere superata? E quella che oggi – riferendosi al neoliberismo e alla sua genealogia – molti definiscono ‘teologia economica’ è davvero un’alternativa alla teologia politica? Questo saggio risponde a queste due domande facendone la genealogia, al fine di illuminare il nucleo teologico-politico della modernità e la costante riemersione di domande di senso in ambito secolare.

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NOTA BIOGRAFICA AUTORE
Geminello Preterossi
Geminello Preterossi si è formato presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. È professore ordinario di Filosofia del diritto nel Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Salerno, dove insegna anche Storia delle dottrine politiche e coordina il Collegio di Dottorato in Scienze giuridiche. È direttore scientifico dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli. Tra le sue pubblicazioni Autorità (Il Mulino 2002, tradotto in spagnolo nel 2003 dall’editore argentino Nueva Vision) e, per Laterza, Carl Schmitt e la tradizione moderna (1996), L’Occidente contro se stesso (2004), La politica negata
(2011) e Ciò che resta della democrazia (2015).

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INDICE DEL VOLUME
Introduzione Possiamo fare a meno
della teologia politica? 3
1. Il dio mortale 17
2. Il “politico” come potenza del negativo 66
3. Il dio mondano 109
4. La politica come “quistione religiosa” 138
5. Teologia politica e populismo 182
6. Critica della teologia economica 204
Conclusioni Il senso di ciò che manca 278 Indice dei nomi

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ESTRATTO
Introduzione.
Possiamo fare a meno della teologia politica?
La tesi fondamentale di questo libro è che la teologia politica sia inestinguibile. Anche al tempo della sua negazione, qual è quello presente. L’obiettivo che ci proponiamo è di scavare dentro questa insuperabilità. Sia facendone la genealogia, in modo da illuminare il nucleo teologico-politico della modernità e la costante riemersione di domande di senso in ambito secolare. Sia evidenziando le forme rovesciate che la teologia politica assume nel contesto ideologico neoliberale, cioè come teologia economica e teologia giuridica.
Insieme alle derive del “politicamente corretto”, l’umanitarismo giuridico può forse essere letto come la copertura illusoria di un vuoto di senso, di quanto “manca” dal punto di vista etico-politico nelle società contemporanee. Si è secolarizzato e spoliticizzato troppo, aderendo acriticamente a un globalismo senza forma politica, che è entrato in crisi proprio perché ingovernabile? La politicizzazione della “religione dei diritti umani” prefigura una sorta di illusoria compensazione della perdita di evidenza del “politico”, e quindi una teologia politica “indiretta” (speculare a quella economica)?
Non casualmente, teologia economica e teologia giuridica emergono quando la teoria politica del diritto pubblico entra in crisi, ad opera del globalismo neoliberale. Ma interpretare quella crisi come tramonto o scomparsa sarebbe ingenuo. Piuttosto, con la teologia economica e quella giuridica si assiste alla riproposizione in forme rovesciate, spesso ostili al primato del “politico”, dei problemi di legittimazione e delle esigenze ordinative che sono alla base del nucleo teologico-politico moderno e del suo lascito paradossale. Anche perché, nel frattempo, in crisi è entrata l’idea stessa di un irenico ordine globale post-politico, e ciò ha riproposto i fantasmi dell’origine.
Con l’espressione “teologia economica”, che sottoporremo ad analisi critica nell’ultimo capitolo di questo libro, si indicano una pluralità di significati: dalla possibilità di individuare un paradigma diverso rispetto a quello di matrice teologico-politica per interpretare la tradizione giuridica moderna, a una proposta ermeneutica sul neoliberalismo che non si limiti a sottolinearne gli aspetti ideologici e le conseguenze sociali, ma individui in esso un paradigma di razionalità e di governo basato su altre logiche (e altri “assoluti”) rispetto alla costellazione di senso propria della trascendenza politica sovrana. L’ordine economico viene cioè compreso e valorizzato come qualcosa di più di una tecnica di allocazione delle risorse, garantita dalla politica: non un ambito da sottoporre alla verticalità del diritto pubblico statale, dunque, ma una modalità generale, politica in un altro senso, di gestione delle vite, nella quale condotte umane e organizzazione istituzionale si fondono, senza residui di trascendenza (almeno apparentemente).

Guerra civile globale. Fratture sociali del terzo millennio  CondividiSandro Moiso (Curatore)Edizioni il Galeone, 2020**...
29/09/2022

Guerra civile globale. Fratture sociali del terzo millennio Condividi
Sandro Moiso (Curatore)
Edizioni il Galeone, 2020

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GUARDA TRAILER
https://youtu.be/ohud4avNxfY

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QUARTA DI COPERTINA
"Guerra Civile Globale" (a cura di Sandro Moiso). Un'antologia che, partendo da un'analisi della Guerra Civile come categoria politica , raccoglie una serie di contributi su quanto si muove a livello globale, in una fase che sembra segnare una nuova e forte recrudescenza delle spinte insurrezionali ed antisistemiche. La categoria di Guerra Civile si impone come strumento teorico per comprendere le fratture che si vanno delineando in seno al soggetto sociale e tra questo e le sue tradizionali controparti istituzionali ed economiche, una volta esplose le tradizionali forme di classe e conflitto di marxiana memoria. Soprattutto dopo le iniziative politiche, militari, repressive messe in atto dagli Stati e le lotte sociali esplose come conseguenza della pandemia da Covid-19.

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RECENSIONE
I popoli in rivolta (ri)scrivono la Storia
(liberamente tratto da uno slogan del Movimento No Tav)
E’ di prossima uscita, presso il piccolo ma coraggioso editore Il Galeone, una corposa antologia di saggi riguardanti il conflitto sociale odierno su scala planetaria. La quindicina di autori, residenti sia sul continente europeo che latino-americano, che hanno contribuito alla realizzazione del testo collettaneo e potuto seguire molto spesso da vicino i conflitti presi in esame, hanno descritto realtà distanti per modalità di attuazione e tempistiche, ma anche svolto importanti riflessioni sul filo rosso che collega tra di loro le lotte sviluppatesi già prima dell’esplodere della pandemia da Covid-19 a livello mondiale, magari in maniera contraddittoria, ma sicuramente esplicativa per delineare il possibile futuro delle lotte di questo terzo millennio iniziato da appena due decenni.
LEGGI TUTTO
https://www.carmillaonline.com/2021/03/03/miseria-repressione-e-crollo-delle-verita-mondo-ovvero-pe

LEGGI SCHEDA LIBRO
https://www.facebook.com/100064855204212/posts/462013229303847/?app=fbl

FORUM CITTADINI DEL MONDOSEGNALAZIONE LIBRO “Contro Ventotene. Cavallo di T***a dell'Europa neoliberale” di Alessandro S...
25/09/2022

FORUM CITTADINI DEL MONDO
SEGNALAZIONE LIBRO
“Contro Ventotene. Cavallo di T***a dell'Europa neoliberale”
di Alessandro Somma (Autore)
Rogas, 2021

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VIDEO PRESENTAZIONE
Alessandro Somma "Europa. Sogno tradito?" | Crisi del Neoliberismo
Trasmesso in anteprima il giorno 15 dic 2021 Zaccarias Gigli intervista Alessandro Somma, professore ordinario di Diritto Comparato alla Sapienza, autore quest'anno di due saggi tra loro intrinsecamente legati "Quando l’Europa tradì se stessa. E come continua a tradirsi nonostante la pandemia", (Laterza 2020) e "Contro Ventotene: Cavallo di T***a dell’Europa neoliberale", (Rogas 2021).
Con lui ci siamo chiesti come si sia passati in Europa dai Trenta Gloriosi, fatto di politiche keynesiane volte alla redistribuzione, a politiche di austerity e rigore finanziario dopo il crollo dell’URSS. L’Europa si è trasformata da luogo di pace in un dispositivo neoliberale che tiene l’ordine economico al riparo dall’influenza della politica. Ed ecco la necessità di creare nuovi miti fondativi che rilancino il “sogno” europeo e questa è appunto la funzione svolta dal Manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli.
Buona visione
https://www.youtube.com/watch?v=WY-CBN0qx3E

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QUARTA DI COPERTINA
Una retorica seducente, alimentata da una sinistra orfana delle sue antiche certezze, ha fatto del Manifesto di Ventotene il mito fondativo dell'Europa dei diritti. Demonizza però il conflitto democratico, mentre i suoi sviluppi hanno elevato la libera circolazione delle merci e dei capitali a fondamento dell'unificazione. Spinelli ha poi promosso l'alleanza tra tecnocrazia europea e centri di potere economico, e avallato il percorso verso la moneta unica. Ha così reso la sua opera il cavallo di T***a dell'Europa dei mercati.

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NOTA BIOGRAFICA AUTORE
Alessandro Somma è professore ordinario di Diritto comparato e membro dell'Académie Internationale de Droit Comparé. Giornalista pubblicista, collabora con i quotidiani locali del Gruppo Gedi e con «Micromega» online. Tra le sue pubblicazioni: La dittatura dello spread. Germania, Europa e crisi del debito (DeriveApprodi, 2014); L' altra faccia della Germania. Sinistra e democrazia economica nelle maglie del neoliberismo (DeriveApprodi, 2015); Europa a due velocità. Postpolitica dell'Unione Europea (Imprimatur, 2017); Sovranismi. Stato, popolo e conflitto sociale (DeriveApprodi, 2018); Quando l'Europa tradì se stessa. E come continua a tradirsi nonostante la pandemia (Laterza, 2021).

LIBRERIA POPOLARE DEL FORUM CITTADINI DEL MONDO LA SCHEDA LIBROGuerra o rivoluzione. Perché la pace non è un'alternativa...
24/09/2022

LIBRERIA POPOLARE DEL FORUM CITTADINI DEL MONDO
LA SCHEDA LIBRO
Guerra o rivoluzione. Perché la pace non è un'alternativa Condividi
di Maurizio Lazzarato (Autore)
DeriveApprodi, 2022

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QUARTA DI COPERTINA
Con lo stile del pamphlet e il rigore del saggio, questo volume è un punto di riferimento per il dibattito attuale sulla guerra che sembra non conoscere alcun dissenso.
Lo scoppio della guerra in Ucraina ha colto tutti di sorpresa. Mentre gli analisti geopolitici si affannano in improbabili previsioni, i media si appiattiscono sulla retorica dell’aggressore e dell’aggredito. Anche i teorici del pensiero critico e i movimenti sono spiazzati, divisi tra slogan rituali e impotenti. A cosa è dovuta questa clamorosa impasse? Per Lazzarato la risposta è chiara: la guerra è stata rimossa dal dibattito politico, relegata tra i ferri vecchi del passato, con nata a zone remote del pianeta. Al contrario, spiega l’autore, la guerra non è mai scomparsa: è un elemento costitutivo del rapporto tra Stato e capitalismo. L’autore analizza le cause storiche della guerra, gli errori delle teorie critiche degli ultimi decenni, il rapporto tra industria militare, divisioni di classe, razza e genere, crisi ecologica e, rileggendo le teorie critiche del Novecento, sviluppa una questione decisiva: come costruire un punto di vista rivoluzionario sulla guerra? Con lo stile del pamphlet e il rigore del saggio, questo volume è un punto di riferimento per il dibattito attuale sulla guerra che sembra non conoscere alcun dissenso.

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NOTA BIOGRAFICA AUTORE MAURIZIO LAZZARATO
Maurizio Lazzarato insegna presso l'Université Grenoble-Alpes, dove collabora con il Laboratoire Universitaire Histoire Cultures Italie Sociologo e filosofo, vive e lavora a Parigi dove svolge attività di ricerca sulle trasformazioni del lavoro e le nuove forme di movimenti sociali. Tra le sue pubblicazioni in lingua italiana: La fabbrica dell’uomo indebitato (2012) e Il governo dell’uomo indebitato (2013), entrambi pubblicati con successo presso DeriveApprodi.

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ESTRATTO DAL LIBRO
“Produzione e distruzione inquietanti fratelli gemelli del capitalismo”
TEMPI PRESENTI. Un estratto dal volume «Guerra o rivoluzione. Perché la pace non è un’alternativa» in uscita per DeriveApprodi. Ciò che Marx chiamava «general intellect» è nato con la mobilitazione dell’intera società per il conflitto. I conflitti armati non sono delle realtà esterne ma costitutive del rapporto di capitale, anche se da molto tempo sembra che ce ne siamo dimenticati. In ciò che sta accadendo in Ucraina convivono la minaccia della bomba atomica e quella della devastazione ecologica. Un processo inaugurato già dalla Grande guerra


LA GUERRA TRA STATI e le guerre di classe, di razza e di sesso hanno da sempre accompagnato lo sviluppo del capitale perché, dai tempi dell’accumulazione originaria, sono le condizioni della sua esistenza. La formazione delle classi (degli operai, dei colonizzati, delle donne) implica una violenza extra-economica che fonda il dominio e una violenza che lo conserva, stabilizzando e riproducendo i rapporti tra i vincitori e i vinti. Non c’è capitale senza guerre di classe, di razza e di sesso, e senza Stato che abbia la forza e i mezzi per condurle! La guerra e le guerre non sono delle realtà esterne ma costitutive del rapporto di capitale, anche se da molto tempo sembra che ce ne siamo dimenticati. Nel capitalismo le guerre non scoppiano perché ci sono gli autocrati brutti e cattivi contro i democratici belli e buoni. La guerra e le guerre che si trovano all’inizio di ogni grande ciclo di accumulazione, si ritrovano alla sua fine. Nel capitalismo provocano catastrofi e disseminano la morte in maniera incomparabile con altre epoche storiche. Ma esiste un momento nella storia del capitalismo, all’inizio del XX secolo, in cui la relazione tra la guerra, lo Stato e il capitale si annoda in tal modo che il suo potere di distruzione, che è una condizione del suo sviluppo (il suo motore, dice Schumpeter definendola «distruzione creativa»), da relativa diventa assoluta. Assoluta perché mette in gioco l’esistenza stessa dell’umanità e le condizioni di vita di molte altre specie.

LEGGI TUTTO
https://ilmanifesto.it/produzione-e-distruzione-inquietanti-fratelli-gemelli-del-capitalismo

24/09/2022

LIBRERIA POPOLARE DEL FORUM CITTADINI DEL MONDO VIDEO PRESENTAZIONE
"Lidia Undiemi : La Lotta di Classe nel XXI Secolo"
- Di POLIS Tivoli News

Intervista integrale a Lidia Undiemi diffusa in diretta streaming sulla nostra pagina FB.

Lidia è una studiosa dei fenomeni della Globalizzazione e dei processi indotti nel mondo del lavoro.

Il suo ultimo libro, presentato nel corso dell'intervista, è intitolato " La Lotta di Classe nel XXI Secolo " e rappresenta un'analisi accurata delle evoluzioni storiche del Capitalismo e delle sue contemporanee tendenze e sembianze.

Una Sinistra che non si fa garante del Conflitto Sociale e che non pone alla base della sua azione la difesa degli interessi dei Lavoratori non è più Sinistra, ma un pezzo di potere politico regalato al neoliberismo.

E' necessario ricostruire un soggetto diverso partendo dal conflitto sociale, che possa esercitare un'egemonia e proporre un cambiamento radicale dell'attuale sistema economico-finanziario.

Un passaggio fondamentale è la Regolamentazione dei Mercati Finanziari che sono il luogo fisico e virtuale in cui si genera il profitto senza regole e la disuguaglianza sostanziale, attraverso i processi di trasferimento del debito da essi generato all'interno dei sistemi economici pubblici.

POLIS Tivoli News Intervista integrale a Lidia Undiemi diffusa in diretta streaming sulla nostra pagina FB. Lidia è una studiosa dei fenomeni della Globalizzazione e dei processi indotti nel mondo del lavoro. Il suo ultimo libro, presentato nel corso dell'intervista, è intitolato " La ...

Il libro e ora disponibile per il prestito riservato ai soli tesserati
23/09/2022

Il libro e ora disponibile per il prestito riservato ai soli tesserati

LIBRERIA POPOLARE DEL FORUM CITTADINI DEL MONDO
RECENSIONE AL LIBRO “IL MESTIERE DELLA SINISTRA” DI STEFANO FASSINA
Leggi scheda libro
https://bit.ly/3DVBvyq

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NUOVA RECENSIONE
Il lavoro al centro della bussola da ritrovare. Anche oltre il voto
INDAGINI. "Il mestiere della sinistra" di Stefano Fassina, con un commento di Mario Tronti, per Castelvecchi. È di questo che, tra qualche giorno, bisognerà parlare: non della ricetta per il futuro della sinistra che ciascuno di noi ha in testa, ma delle regole e delle forme organizzate attraverso cui tutte queste «ricette» possano trovare un modo per confrontarsi e costruire insieme una qualche proiezione nella realtà
Di Antonio Floridia

È bene parlare proprio ora, a pochi giorni dalle elezioni, del recente libro di Stefano Fassina (Il mestiere della sinistra. Nel ritorno della politica, con un commento di Mario Tronti, Castelvecchi, pp. 142, euro 15). È bene farlo ora, perché dopo rischierebbe di essere sommerso dalla valanga di discorsi che accompagneranno l’esito del voto.

E INVECE, il libro di Fassina è bene tenerlo sul tavolo, e a lungo, e sarà molto utile quando – vedremo in che forma e in che misura – la sinistra avrà comunque il compito di tornare a fare il suo «mestiere». Si dovrà tornare a parlare di questo libro in modo più ampio, ma intanto è giusto segnalarlo qui subito, come uno dei contributi alla discussione che ci sarà, ci dovrà essere.

Il lavoro di Fassina e articolato in otto brevi capitoli che vogliono ricordare i cardini di una visione che rende la sinistra propriamente tale: «il lavoro prima di tutto». La perdita della bussola del lavoro ha finito per rendere subalterna la sinistra, o incapace di reagire, ad un processo di svalutazione (non sono economica, ma anche culturale e identitaria) del lavoro: un processo che ha contribuito ad acuire le disuguaglianze. E poi i grandi temi della politica internazionale, il significato e le implicazioni della guerra in Ucraina, il senso da dare al nostro «europeismo consapevole».

LEGGI TUTTO
https://ilmanifesto.it/il-lavoro-al-centro-della-bussola-da-ritrovare-anche-oltre-il-voto

LIBRERIA POPOLARE DEL FORUM CITTADINI DEL MONDO RECENSIONE AL LIBRO “IL MESTIERE DELLA SINISTRA” DI STEFANO FASSINALeggi...
23/09/2022

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RECENSIONE AL LIBRO “IL MESTIERE DELLA SINISTRA” DI STEFANO FASSINA
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https://bit.ly/3DVBvyq

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NUOVA RECENSIONE
Il lavoro al centro della bussola da ritrovare. Anche oltre il voto
INDAGINI. "Il mestiere della sinistra" di Stefano Fassina, con un commento di Mario Tronti, per Castelvecchi. È di questo che, tra qualche giorno, bisognerà parlare: non della ricetta per il futuro della sinistra che ciascuno di noi ha in testa, ma delle regole e delle forme organizzate attraverso cui tutte queste «ricette» possano trovare un modo per confrontarsi e costruire insieme una qualche proiezione nella realtà
Di Antonio Floridia

È bene parlare proprio ora, a pochi giorni dalle elezioni, del recente libro di Stefano Fassina (Il mestiere della sinistra. Nel ritorno della politica, con un commento di Mario Tronti, Castelvecchi, pp. 142, euro 15). È bene farlo ora, perché dopo rischierebbe di essere sommerso dalla valanga di discorsi che accompagneranno l’esito del voto.

E INVECE, il libro di Fassina è bene tenerlo sul tavolo, e a lungo, e sarà molto utile quando – vedremo in che forma e in che misura – la sinistra avrà comunque il compito di tornare a fare il suo «mestiere». Si dovrà tornare a parlare di questo libro in modo più ampio, ma intanto è giusto segnalarlo qui subito, come uno dei contributi alla discussione che ci sarà, ci dovrà essere.

Il lavoro di Fassina e articolato in otto brevi capitoli che vogliono ricordare i cardini di una visione che rende la sinistra propriamente tale: «il lavoro prima di tutto». La perdita della bussola del lavoro ha finito per rendere subalterna la sinistra, o incapace di reagire, ad un processo di svalutazione (non sono economica, ma anche culturale e identitaria) del lavoro: un processo che ha contribuito ad acuire le disuguaglianze. E poi i grandi temi della politica internazionale, il significato e le implicazioni della guerra in Ucraina, il senso da dare al nostro «europeismo consapevole».

LEGGI TUTTO
https://ilmanifesto.it/il-lavoro-al-centro-della-bussola-da-ritrovare-anche-oltre-il-voto

LIBRERIA POPOLARE DEL FORUM CITTADINI DEL MONDO SEGNALAZIONE LIBRO “Non è un pranzo di gala. Indagine sulla letteratura ...
23/09/2022

LIBRERIA POPOLARE DEL FORUM CITTADINI DEL MONDO
SEGNALAZIONE LIBRO
“Non è un pranzo di gala. Indagine sulla letteratura working class”
di Alberto Prunetti (Autore)
Minimum Fax, 2022

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QUARTA DI COPERTINA
Uno spettro si aggira nel mondo delle lettere. È lo spettro di una letteratura che racconta il mondo del lavoro dall’interno, fatta da scrittrici e scrittori di estrazione proletaria o appartenenti alla nuova classe lavoratrice precaria. Una letteratura che può avere forme, lingue, strutture e scopi diversi da quelli perpetuati nelle scuole di creative writing. È la letteratura working class. Alberto Prunetti prova a definirne i tratti e ne ripercorre l’evoluzione, rendendo manifesto il legame tra le storie che siamo disposti a leggere e ascoltare e le condizioni materiali dell’industria che a queste storie gira intorno. Questo libro – che se ne frega della compostezza e delle buone maniere, che è saggio ma anche pamphlet, memoir, analisi critica – parla all’aspirante scrittore working class, ai lavoratori dell’editoria e ai lettori di qualunque classe, e ci ricorda che i libri che riempiono i nostri scaffali sono scritti, scelti e pubblicati da un pezzo piccolissimo di mondo: è ora di fare spazio anche a tutto il resto.

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NOTE BIOGRAFICA AUTORE ALBERTO PRUNETTI
Traduttore e redattore, ha vissuto per un anno e mezzo in Inghilterra, lavorando come cleaner, pizza chef e kitchen assistant. Tra le sue opere: Amianto. Una storia operaia. (Edizioni Alegre 2014) The new working class hero (Laterza 2018)

Letteratura Working Class:LIBRERIA POPOLARE DEL FORUM CITTADINI DEL MONDO SEGNALAZIONE LIBRO“Alla linea”Di Joseph Ponthu...
22/09/2022

Letteratura Working Class:
LIBRERIA POPOLARE DEL FORUM CITTADINI DEL MONDO
SEGNALAZIONE LIBRO
“Alla linea”
Di Joseph Ponthus

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QUARTA DI COPERTINA
Questo romanzo-poesia racconta di un operaio interinale che lavora in Bretagna, prima nella conservazione del pesce e poi in un mattatoio. Giorno dopo giorno elenca con precisione i gesti del lavoro alla catena di montaggio, il fragore, la stanchezza immensa, i sogni inghiottiti dalla ripetizione di riti sfinenti, la sofferenza del corpo e l'annullamento dell'anima. A salvarlo è il fatto di avere una vita parallela, interiore, animata dai grandi autori latini, dalle canzoni di Trenet, dai romanzi di Dumas. È la sua vittoria precaria sull'alienazione del lavoro ripetitivo, una vittoria nutrita anche dalla gioia delle domeniche, dall'affetto per un cane, dall'amore per una donna, dall'odore del mare. La scrittura in versi liberi, sospesa e concitata al tempo stesso, asseconda il ritmo della fabbrica che è la colonna sonora di questo poema del contemporaneo, questa Odissea in cui Ulisse combatte contro i suoi ciclopi: i frutti di mare da spalare e le carcasse dei manzi.

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LEGGI RECENSIONE
“Un poemetto operaio che squarcia l’immagine patinata dell’agroalimentare”
Di Paolo Lago e Gioacchino Toni
Joseph Ponthus, Alla linea. Fogli di fabbrica, trad. di Ileana Zagaglia, Bompiani, Milano 2022, pp. 256, € 17,00

Giunge in questi giorni in libreria in traduzione italiana il libro di Joseph Ponthus, À la ligne. Feuillets d’usine (2019), opera che ha ottenuto alla sua uscita in Francia un importante successo di critica e lettori, capace di condividere, senza pietismo né autocelebrazione, uno spaccato di quel mondo operaio contemporaneo del settore agroalimentare composto soprattutto da interinali applicati alla catena di montaggio di cui si preferisce non parlare, quasi ci si vergognasse di ammetterne anche solo l’esistenza, per non turbare lo storytelling patinato che riduce il settore a packaging suadenti e mirabolanti sfid

LIBRERIA POPOLARE DEL FORUM CITTADINI DEL MONDO PRESENTAZIONE LIBRO:“Il mestiere della sinistra nel ritorno della politi...
19/09/2022

LIBRERIA POPOLARE DEL FORUM CITTADINI DEL MONDO
PRESENTAZIONE LIBRO:
“Il mestiere della sinistra nel ritorno della politica”
di Stefano Fassina (Autore)
Castelvecchi, 2022
VIDEO PRESENTAZIONE
https://youtu.be/ulU7Eubxquk

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QUARTA DI COPERTINA
La guerra della Russia all’Ucraina ha sancito il ritorno della Politica. La “fine della Storia”, celebrata nell’89, era la favola raccontata dai vincitori: la Grande Recessione del 2008, la Brexit, l’elezione di Donald Trump e, da ultima, la pandemia hanno dimostrato l’insostenibilità della regolazione liberista dei mercati. Con otto memo Stefano Fassina ricorda alla Sinistra gli interessi sociali da rappresentare e gli impegni imprescindibili da assolvere per fare il suo mestiere, nel quadro di un atlantismo adulto e un europeismo consapevole. Propone anche una lista essenziale di autori da studiare per darsi basi intellettuali solide e affrontare la questione cruciale di fronte a noi: la riconquista del primato della Politica sull’Economia. È la condizione necessaria per “fare” la pace e per introdurre vincoli identitari, sociali e ambientali ai movimenti di capitali, merci, servizi e persone. Quindi, per la centralità della persona, la dignità e la soggettività politica del lavoro, la salvezza del pianeta, insomma per un neo-umanesimo integrale.

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LEGGI RECENSIONE
Fassina: “Ecco qual è il mestiere della sinistra”
Dalla prossima settimana in libreria il libro del parlamentare, “Il mestiere della sinistra nel ritorno della Politica”. Con otto memo l’autore ricorda gli interessi sociali da rappresentare
LEGGI TUTTO
https://bit.ly/3LEaRMJ

LEGGI SCHEDA LIBRO
https://www.facebook.com/1520213501584070/photos/a.1520492308222856/3284961618442574/?type=3&app=fbl

LIBRERIA POPOLARE DEL FORUM CITTADINI DEL MONDOSEGNALAZIONE LIBRO "Diritto o barbarie . Il costituzionalismo moderno al ...
15/09/2022

LIBRERIA POPOLARE DEL FORUM CITTADINI DEL MONDO
SEGNALAZIONE LIBRO
"Diritto o barbarie . Il costituzionalismo moderno al bivio"
- Di Gaetano Azzariti
VIDEO PRESENTAZIONE
https://m.youtube.com/watch?v=o8Vtt2o7KHg


QUARTA DI COPERTINA
Questo libro si rivolge a chi vuole cambiare il corso degli eventi, alle anime inquiete, a chi sente il disagio del tempo presente. Parla a chi, preoccupato, avverte i rischi di una caduta, ma è confortato da una solida certezza: la storia, fatta da donne e da uomini concreti, non è predeterminata negli esiti. Diritto o barbarie perché ci troviamo a un bivio, perché il regresso è sempre possibile. Non un destino necessario, ma una minaccia incombente. Solo le ragioni del diritto ci allontanano dalla barbarie. Ma per conquistare quale orizzonte? Secondo Gaetano Azzariti, quello espresso dal movimento storico del costituzionalismo democratico moderno. La Costituzione è la nostra ‘utopia concreta'. Ed è la Costituzione che deve tornare a dettare l'orizzonte del cambiamento possibile, prospettiva che, per essere attuata, implica la presenza di tre condizioni inalienabili:
1 critica del presente,
2 coscienza organizzata,
3 spinta al cambiamento.
Solo un popolo consapevole, determinato e fantasioso, infatti, può realizzare un'utopia.


LEGGI RECENSIONE
Costituzione o barbarie? Riflessioni intorno al volume di Gaetano Azzariti, Diritto o barbarie. Il costituzionalismo moderno al bivio (Laterza, Roma-Bari, 2021)
di: Alessandra Algostino
https://www.osservatorioaic.it/it/osservatorio/ultimi-contributi-pubblicati/alessandra-algostino

Indirizzo

Grosseto
58100

Sito Web

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