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SICUREZZA, PIÙ STRATEGIA E MENO INTERVENTI SPOTLa rissa avvenuta la sera del 30 settembre in via Roma ripropone un tema ...
03/10/2026

SICUREZZA, PIÙ STRATEGIA E MENO INTERVENTI SPOT

La rissa avvenuta la sera del 30 settembre in via Roma ripropone un tema che è certamente tra i più sentiti dai cittadini: quello della sicurezza. Proprio per questo servirebbe una strategia chiara e coerente. L’attuale amministrazione, invece, sembra procedere soprattutto per interventi spot, spesso pensati per dare una risposta immediata alle richieste del momento, ma poco coordinati tra loro e incapaci di incidere davvero sulle cause dei fenomeni.
I commercianti si lamentano di chi bivacca sulle panchine davanti ai negozi? Si spostano le panchine. Si chiede una maggiore presenza visibile della Polizia locale come deterrenza? Si aumentano i servizi in divisa, anche a scapito di quelli in borghese. E si potrebbe continuare.
La sicurezza, invece, va affrontata nel suo complesso. Finché si pretende di curare i singoli sintomi, non si guarisce dalla malattia. Bisogna comprendere le interconnessioni tra i diversi fenomeni che generano insicurezza e senso di insicurezza e intervenire in modo organico.
Via Roma ne è un esempio evidente. È una strada che, per la sua stessa conformazione, tende a desertificarsi nelle ore serali: molti uffici, poche abitazioni, poche attività commerciali e, nel tratto finale, la vicinanza della stazione. Quando è stata recentemente riasfaltata, si sarebbe potuto cogliere l’occasione per pensare anche a una sua riqualificazione complessiva: illuminazione, videosorveglianza, spazi pubblici e marciapiedi capaci di favorire presenza, attività e frequentazione. Niente di particolarmente fantasioso, né di diverso da quanto è già stato fatto in altre aree della città.
Ma la riqualificazione urbana, da sola, non basta. Dove si manifestano fenomeni ricorrenti di illegalità occorre anche un’azione coordinata e sistematica di controllo: sulle attività, sulle locazioni, sul rispetto delle norme e, più in generale, su tutti quei fattori che possono contribuire a rendere alcune aree più fragili. Anche questo significa intervenire a monte, invece di limitarsi a rincorrere gli effetti quando si manifestano.
E invece, in via Roma, nulla di tutto questo. Perché? Si è forse ritenuto che quest’area non meritasse lo stesso investimento in riqualificazione, prevenzione e controllo, lasciandola di fatto scivolare verso un progressivo degrado?
È anche da scelte come queste che si misura una politica della sicurezza. E sulla sicurezza ci vuole più strategia e meno tattica.

Luca Bernazzani
Responsabile Sicurezza Urbana
PD Grosseto

Leonardo Culicchi
Capogruppo PD
Comune di Grosseto

Marco Simiani
Segretario Unione Comunale PD Grosseto

Ieri Grosseto ha scelto nuovamente di non voltarsi dall'altra parte. 🕊️Un sudario bianco di 25 metri ha attraversato le ...
02/10/2026

Ieri Grosseto ha scelto nuovamente di non voltarsi dall'altra parte. 🕊️

Un sudario bianco di 25 metri ha attraversato le vie del nostro centro, da Piazza Rosselli a Piazza Dante, sorretto dalle mani di oltre duecento cittadini. Sopra quel telo, i nomi e le età di 18.457 bambini e ragazzi uccisi a Gaza.
Un'opera corale di memoria e pietà a cui, come Partito Democratico e Giovani Democratici, abbiamo partecipato con convinzione, insieme a tante realtà del territorio.

Come ha ricordato il Presidente della Provincia Francesco Limatola sotto Palazzo Aldobrandeschi: "C'è il rischio di abituarsi a ciò che normale non è. Le istituzioni devono difendere i diritti delle persone. Il futuro di quei 18mila bambini è ormai stato distrutto, ma questo telo ha avuto bisogno di tante mani per essere sorretto. L'indifferenza non deve diventare più forte dell'umanità".

Serve dare un nome a queste anime spezzate per non dimenticare. Serve un cessate il fuoco immediato.

NOS e Polizia Municipale: la Giunta non trasformi la sicurezza in propagandaEsprimiamo forte perplessità sulla scelta de...
28/09/2026

NOS e Polizia Municipale: la Giunta non trasformi la sicurezza in propaganda

Esprimiamo forte perplessità sulla scelta della Giunta Vivarelli Colonna di intervenire sulle modalità operative della Polizia Municipale con una decisione che rischia di essere più utile alla propaganda politica che alla sicurezza della città.
C’è innanzitutto una questione di metodo e di rispetto dei ruoli. L’articolo 46, comma 5, del regolamento della Polizia Municipale attribuisce al Comandante la responsabilità di stabilire l’impiego del personale in borghese o in divisa. Tutto questo viene confermato dalle norme, in materia regionale e nazionale. Non si comprende, quindi, la necessità di una decisione politica su una materia che il regolamento già disciplina e che, per anni, è stata gestita nell’ambito dell’autonomia operativa del Comandante.
Il punto è semplice: se il Comandante ha la responsabilità dell’organizzazione del servizio, quella responsabilità deve essere rispettata e non può essere piegata alle esigenze di comunicazione della Giunta.
Il NOS, in questi anni, ha rappresentato un presidio importante per Grosseto. Ha svolto attività di controllo, prevenzione e contrasto a fenomeni di illegalità, producendo risultati concreti e contribuendo alla sicurezza del territorio. Mettere in discussione il suo modello operativo senza un’analisi seria dei risultati rischia di indebolire un’esperienza che ha dimostrato la propria utilità.
La Giunta Vivarelli Colonna dovrebbe spiegare ai cittadini quale nuovo problema intende risolvere con questa decisione. Perché modificare ciò che ha funzionato? Perché intervenire su una competenza già attribuita al Comandante? E soprattutto, perché trasformare una scelta organizzativa in un annuncio politico?
Sulla sicurezza servono meno proclami e più risultati. Non basta moltiplicare annunci per dimostrare di avere affrontato il problema. Anche l’impiego dell’esercito nelle strade, pur rappresentando un supporto alle attività di sicurezza, non può essere confuso con una soluzione strutturale ai problemi della sicurezza urbana.
Il PD di Grosseto continuerà a difendere l’autonomia e la professionalità della Polizia Municipale e il lavoro svolto dal NOS.
La sicurezza non è un palcoscenico per la propaganda. È una responsabilità che richiede competenza, continuità e rispetto dei ruoli.

Luca Bernazzani
Resp, Sicurezza Urbana
Pd Grosseto

POVERTÀ, A GROSSETO SERVE UNA REGIA PERMANENTE, NON SOLO TAVOLI DI EMERGENZAA Grosseto esiste una rete importante di sog...
27/09/2026

POVERTÀ, A GROSSETO SERVE UNA REGIA PERMANENTE, NON SOLO TAVOLI DI EMERGENZA

A Grosseto esiste una rete importante di soggetti che ogni giorno si occupano di povertà, marginalità e fragilità sociale: Comune, CoeSO-Società della Salute, Caritas, Diocesi, parrocchie, empori solidali, associazioni, cooperative e Terzo settore. È una rete preziosa, fatta di competenze, professionalità e volontariato, che garantisce servizi fondamentali alla comunità. Basti pensare ai volontari di “Abitare la notte”, che nel solo mese di agosto hanno distribuito 1.422 pasti.
Ma una rete così importante deve essere messa nelle condizioni di lavorare in maniera sempre più coordinata. Oggi il confronto tra i diversi soggetti avviene soprattutto quando emerge un’emergenza: il freddo, la chiusura di un dormitorio, una situazione critica in un quartiere. Il Comune convoca e gli operatori si siedono intorno a un tavolo. È un meccanismo utile e va riconosciuto, ma non può essere l’unico strumento. Un tavolo che si apre quando il problema è già esploso e si chiude quando l’emergenza è superata non è sufficiente ad affrontare un fenomeno complesso come la povertà.
Per questo il Partito Democratico propone una Cabina di regia permanente contro la povertà e la vulnerabilità sociale. Non un nuovo ufficio e nemmeno un doppione del CoeSO, ma un punto di coordinamento stabile all’interno dell’amministrazione, capace di mettere in relazione chi già lavora sul territorio, condividere obiettivi e strumenti e costruire una programmazione annuale. La cabina di regia dovrebbe riunirsi con un calendario definito, avere una responsabilità politica chiara e riferire periodicamente in Consiglio comunale sui risultati raggiunti e sui bisogni ancora scoperti.
L’obiettivo è fare in modo che una persona fragile non debba bussare a molte porte diverse prima di trovare una risposta. Significa coordinare meglio le diverse forme di intervento, dalla povertà alimentare a quella abitativa, dalla marginalità economica a quella sociale, e garantire continuità tra l’accoglienza emergenziale e i servizi ordinari.
Grosseto ha già competenze, volontari e organizzazioni straordinarie. Quello che serve è una politica capace di tenerli insieme durante tutto l’anno. La povertà non va in ferie: anche la risposta della città non può farlo. Dobbiamo passare dalla gestione delle emergenze alla programmazione, dalla risposta occasionale a una strategia stabile per tutta la comunità.

Carla Anita Guida
Resp. Politiche Sociale e Contrasto alle Povertà
Pd Grosseto

PRESUNTO SFRUTTAMENTO, DECRETO FLUSSI: “SERVE PREVENIRE LE VULNERABILITÀ”L’inchiesta che ha portato alla luce un presunt...
27/09/2026

PRESUNTO SFRUTTAMENTO, DECRETO FLUSSI: “SERVE PREVENIRE LE VULNERABILITÀ”

L’inchiesta che ha portato alla luce un presunto sistema di sfruttamento legato alle procedure per l’ingresso e la permanenza di cittadini stranieri pone una questione che va oltre le singole responsabilità che saranno accertate dalla magistratura: il funzionamento dei meccanismi di controllo e la capacità delle istituzioni di prevenire gli abusi.
In provincia di Grosseto sono già emersi episodi nei quali cittadini stranieri sarebbero stati coinvolti in sistemi basati su documentazione fittizia e richieste di denaro. Nel 2025 la Procura di Grosseto ha chiuso un’indagine su presunti falsi contratti di locazione utilizzati per favorire pratiche relative ai permessi di soggiorno, con sei persone indagate.
Dietro i numeri dell’immigrazione sottolineiamo ci sono persone che arrivano in Italia cercando un lavoro e una prospettiva. Se qualcuno approfitta della loro vulnerabilità per chiedere denaro, promettere occupazioni inesistenti o costruire percorsi di sfruttamento, non possiamo limitarci a intervenire quando il danno è già avvenuto.
Il punto politico, quindi, è capire dove il sistema può essere reso più trasparente, verificabile ed efficace. Questo significa controlli più puntuali, maggiore collaborazione tra le istituzioni competenti e strumenti capaci di intercettare preventivamente situazioni anomale.
Ma significa anche tutelare le imprese che assumono regolarmente e i lavoratori stranieri che entrano legalmente nel nostro Paese.
La legalità deve essere il punto di partenza comune. Non servono nuove guerre di slogan sull’immigrazione. Serve la capacità di governare i fenomeni, verificare ciò che non funziona e correggerlo.
Da opposizione continueremo a chiedere controlli efficaci, procedure trasparenti e responsabilità chiare, senza trasformare un’inchiesta in un processo politico anticipato.
La magistratura farà il proprio lavoro e accerterà eventuali responsabilità. Alla politica spetta invece un altro compito: interrogarsi sul funzionamento delle procedure e proporre soluzioni concrete.
Perché governare non significa sostenere che tutto funziona. Significa avere la responsabilità di intervenire quando qualcosa può essere migliorato.
La propaganda cerca un colpevole. La buona politica cerca una soluzione. Grosseto ha bisogno della seconda.

Gabriella Capone
Resp. Legalità
Pd Grosseto

Scuola, Meloni sbaglia strada: integrazione e sicurezza non si costruiscono con la discriminazioneLe parole pronunciate ...
20/09/2026

Scuola, Meloni sbaglia strada: integrazione e sicurezza non si costruiscono con la discriminazione

Le parole pronunciate oggi da Giorgia Meloni sulla scuola dove dice che in consiglio dei ministri vuole presentare un provvedimento che introduce per legge il numero massimo di studenti stranieri per classe impongono una riflessione seria. Di fronte ai problemi reali che attraversano il mondo dell’istruzione, dal disagio giovanile alla violenza, dall’integrazione alle difficoltà delle famiglie, non possiamo rispondere creando nuove contrapposizioni o individuando nei bambini e nei ragazzi di origine straniera il problema.

L’idea di introdurre un limite massimo di alunni stranieri nelle classi è una scelta che critichiamo fortemente. Peraltro, in Italia esiste già una normativa che regolamenta la presenza degli alunni con cittadinanza non italiana nelle classi: il riferimento è il limite indicativo del 30%, introdotto nel 2010, con possibilità di deroghe in presenza di specifiche condizioni. Il tema, dunque, non è l’assenza di regole, ma come garantire concretamente integrazione e qualità dell’offerta educativa.

Non è questo il modello di scuola che appartiene alla cultura democratica del nostro Paese e ai principi della nostra Costituzione. Separare o distinguere i bambini sulla base della loro origine rischia di trasformare una condizione personale in un criterio di discriminazione, invece di affrontare le difficoltà dell’integrazione.

C’è poi un aspetto che spesso viene dimenticato: in molte aree interne e nei piccoli comuni, proprio la presenza di bambini e ragazzi con cittadinanza straniera contribuisce a mantenere aperte classi e plessi scolastici che, senza un numero sufficiente di alunni, rischierebbero di non poter essere formati o di essere accorpati. Sono bambini che frequentano le nostre scuole, vivono nei nostri territori e contribuiscono concretamente a tenere vive le nostre comunità.

Se la priorità è rafforzare la conoscenza della lingua italiana, servono più corsi di italiano come seconda lingua, mediatori, insegnanti, tempo pieno e sostegno alle famiglie. L’integrazione si costruisce con gli strumenti educativi, non creando categorie tra bambini.

Lo stesso vale per la sicurezza. La drammatica aggressione alla docente avvenuta a Roma ci ricorda che esiste un problema serio di violenza e disagio giovanile, che non può essere affrontato soltanto con controlli, metal detector o scuole trasformate in luoghi fortificati.

I ragazzi non possono essere lasciati soli davanti alle fragilità della nostra società e la scuola non può essere chiamata a risolvere da sola problemi che riguardano famiglie, istituzioni e comunità.

Serve una vera alleanza educativa: famiglie sostenute, insegnanti messi nelle condizioni di lavorare, servizi di ascolto, educazione digitale e affettiva e prevenzione del disagio.

La scuola deve essere sicura, ma anche aperta e inclusiva, nel rispetto dei principi costituzionali. Non una fortezza e nemmeno un luogo nel quale le differenze diventano motivo di separazione.

È su questo che la politica dovrebbe concentrarsi: aiutare le famiglie, sostenere i ragazzi e rafforzare la scuola. Perché i problemi della società non possono essere scaricati sui più giovani e tantomeno trasformati in nuove forme di discriminazione.

Paola Giannelli
Responsabile Scuola
Partito Democratico Grosseto

Ciao Emma.La tua vita ha reso questo paese più libero per tutte e tutti.Grazie dell’instancabile impegno che ci hai dedi...
11/09/2026

Ciao Emma.
La tua vita ha reso questo paese più libero per tutte e tutti.
Grazie dell’instancabile impegno che ci hai dedicato.

Arrivederci al prossimo anno, cara festa de l’Unità ♥️
07/09/2026

Arrivederci al prossimo anno, cara festa de l’Unità ♥️

Dopo 10 giorni e dopo 10 anni, è terminata la festa dell’unità.

Ieri sera, si sono alternati nello spazio dibattiti Nicola Zingaretti e Il presidente Eugenio Giani in una staffetta ideale dall’Europa alla Toscana, per dare concretezza al lavoro di costruzione di una alternativa progressista e riformista credibile, al governo dell’Italia.

Una domenica particolare quella di ieri, in cui il commento ai risultati della Sassonia è riecheggiato come un monito ad alzare il livello di difesa della democrazia nel nostro continente.

È stata una festa partecipata, in un clima di grande entusiasmo, la voglia di rinascere anche a Grosseto e la spinta per un risveglio che coinvolga tutti coloro che hanno a cuore il futuro della città e della Maremma.

La presenza del presidente Giani al nostro fianco testimonia la vicinanza della Regione che, mai, come in questi anni. si è sentita forte e chiara.

Tutti i dibattiti di questi giorni hanno ospitato personalità di rilievo che ci hanno fatto essere al centro della discussione regionale.

Un grande grazie alle volontarie e ai volontari che sono venuti da tutta la provincia a dare man forte a questo ritorno, alle ragazze e ai ragazzi dei Giovani Democratici Federazione di Grosseto per aver animato le serate sulle mura, a dimostrazione che possono vivere ospitando sorrisi e scacciando il degrado.

Grazie infine a Marco Simiani e alla sua ostinazione e alla sua capacità di organizzazione, senza le quali non saremmo qui, oggi, a sentirci così soddisfatti.

Arrivederci al prossimo anno, cara festa dell’unità. Ci sei mancata tanto e ora non vogliamo più lasciarti.

06/09/2026

TOSCANA: il futuro è già cominciato con Eugenio Giani

06/09/2026

VERSO LE POLITICHE 2027: le proposte del centrosinistra per governare il paese

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