28/08/2026
Continuiamo a scavare.
Questa immagine viene dalla documentazione di Global Capital Finance e mostra sei operazioni concluse per Shikun & Binui Energy. Cinque sono in Toscana: Grosseto, Gavorrano, Casciana Terme, Collesalvetti e Roccastrada. Solo qui parliamo di oltre 100 MW.
Come abbiamo già detto il progetto di Lavaino è un pezzo di una strategia industriale più ampia.
Il punto è che Shikun & Binui Ltd è una delle molte imprese coinvolte in attività connesse agli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati.
Nel frattempo il gruppo entra nel mercato italiano delle rinnovabili attraverso una rete di società-veicolo, acquisisce progetti, presenta istanze, apre procedimenti autorizzativi.
È questo intreccio che ci interessa ricostruire.
Per Lavaiano abbiamo già individuato il procedimento regionale, i pareri degli enti, le integrazioni presentate dalla società, il contributo del Comune e le criticità ambientali emerse. Ora è necessario chiarire quali rapporti ci sono stati con le amministrazioni e quanto è estesa la presenza del gruppo in Toscana.
Perché quando un’impresa coinvolta nell’economia dell’occupazione entra sul nostro territorio attraverso decine di megawatt di investimenti non possiamo solo affidarci alla regolarità formale delle autorizzazioni e delle procedure.
E soprattutto chiediamo una cosa molto semplice: la Toscana sia coerente con ciò che ha votato sulla Palestina.
Non basta approvare mozioni contro l’occupazione e poi comportarsi come se, quando arrivano gli investimenti, tutto il resto diventasse irrilevante.
La transizione ecologica serve. Ma deve essere anche pubblica, democratica, trasparente e libera da complicità con l’occupazione illegale dei territori palestinesi.
Come Rifondazione Comunista andremo avanti con la nostra inchiesta e parteciperemo ad ogni momento di discussione e mobilitazione che si svilupperà sul territorio.