25/06/2026
Due parole sul botta e risposta TOMBOLETTI / DI BERNARDO
La lettera aperta di Mauro Tomboletti è interessante, molto lucida e puntuale nella narrazione di fatti ormai noti a tutti; uno scritto sobrio e fermo.
Anche la lettera aperta di Mirko Di Bernardo è lucida e "paraventa" il giusto. L’ex Sindaco fa un po’ di autocritica, ma avanza anche giuste rivendicazioni a nome dell’Amministrazione che ha guidato fino alla fine di febbraio di quest’anno. Al tempo stesso, allontana le cause della sfiducia indicate da Tomboletti — il quale dipinge un Sindaco democratico e aperto al dialogo che ha lasciato il passo a un Primo cittadino insofferente al confronto e incapace di accettare il dissenso —, definendo inoltre "singolare" l'attribuzione di tutta la responsabilità a due soli consiglieri.
Fino a questo punto, sembravano prove tecniche che avrebbero potuto aprire a confronti più ampi in seno al centro-sinistra.
Poi, però, qualcosa è successo. Forse per un eccesso di condivisione, o forse per una “condivisione concordata”, pochi giorni fa è uscito un post molto lungo che provo a sintetizzare:
1. Una lunga autobiografia celebrativa dell’autore;
2. Un attacco al PD (e questa non è una novità), ma che stavolta si concentra sul tesseramento e sul rispetto delle regole.
Si tratta di vere e proprie accuse che davvero non comprendo, dal momento che il tesseramento è libero (oggi ci si può iscrivere anche online sul sito del PD nazionale) e il Partito Democratico è "cintura nera" di democrazia e tolleranza. Probabilmente, proprio a causa di questa sua apertura, il PD di Grottaferrata paga lo scotto di aver visto molte persone, in questi anni, utilizzarlo come un autobus, salendo e scendendo a proprio piacimento.
Concludo dicendo che molti dei ricordi di Mauro Tomboletti sono simili ai miei (il PCI, le lotte, le manifestazioni, i comizi di Enrico Berlinguer, le feste de l’Unità), ma tutto, nel bene o nel male, è cambiato.
Il PD nasce nel 2007 da una precedente trasformazione dei DS (nati nel 1998), i quali a loro volta presero vita dalla trasformazione del PDS, nato nel 1991 dall’ultimo congresso del PCI. Questo passaggio basta da solo a far ve**re il mal di testa, ma non sfugge a nessuno la complessità di ciò che significhi e delle difficoltà, a volte immani, che si affrontano nel guidare un Partito (pro-tempore, naturalmente) che racchiude in sé mille sensibilità e mille voci diverse.
La vera sfida è continuare a difendere le proprie idee all'interno del Partito a cui senti di appartenere, che ti dà, ti ha dato e ti darà sempre tutti gli strumenti democratici di partecipazione per farlo.
Molti hanno scelto di andarsene, di mettersi “in proprio” o in cattedra e di spiegare da fuori cosa dovrebbe fare il PD (quando va bene), oppure di attaccarlo a prescindere. Mauro Tomboletti e Mirko Di Bernardo non sono mai stati teneri con il PD (uno lo attacca, l’altro lo tratta con sufficienza): che abbiano trovato proprio su questo la loro vera intesa?
Il Segretario del PD di Grottaferrata