25/01/2025
“L’età d’oro dell’America inizia proprio ora”, si apre così, tra gli applausi scroscianti dei presenti, la seconda era Trump.
📣Vediamo nel dettaglio gli snodi tematici principali e le posizioni più importanti assunte dal neopresidente durante il suo discorso di insediamento.
1. Immigrazione: come prevedibile, l’attenzione di Trump si rivolge subito alla gestione dell’immigrazione sul confine meridionale degli Stati Uniti. In merito a questo, si dice pronto a schierare tutto l’esercito sul confine, di pari passo con la ripresa della costruzione del muro, e con un programma di deportazione di massa, del quale, seppur sappiamo molto poco, apre scenari inquietanti sulla sorte di tutti coloro i quali tentano la fortuna entrando in America.
2. Economia: Trump annuncia l’applicazione di tutte le politiche protezionistiche di cui già aveva parlato in campagna elettorale. In primo luogo una serie di atti volti a gestire l’inflazione, abbassando i costi e i prezzi. Tutto molto bello, se non fosse che a fare le spese dirette di questo tipo di politica sono i lavoratori, che per far fronte a un calo dei prezzi vedrebbero un calo dei salari e l’ombra del licenziamento.
3. Green: we will drill, baby, drill. Con questa frase estremamente provocatoria Trump si prende gioco di anni e anni di lotta per il clima, asserendo che per far fronte alla crisi energetica nazionale si trivellerà. Dice inoltre che l’America ha la maggior concentrazione di petrolio e gas del pianeta, e che sarà usato. Dice inoltre che da oggi (20 gennaio), si pone fine alle politiche del New Green Deal, voluto dall’amministrazione Biden, con conseguente uscita dai patti di cooperazione per l’ambiente, e conseguenze catastrofiche sullo stesso.
4. Genere: in America ci saranno due generi: maschile e femminile. Dice così, il presidente, annichilendo decenni di lotta della comunità lgbt, e distruggendo qualsiasi riconoscimento formale per chi non intende appartenere ad alcuno dei due sessi biologici. Il tutto, accompagnato dalla sospensione di qualsiasi “pratica di indottrinamento gender” nelle scuole. Il sogno di Meloni, getta indietro di decenni gli Stati Uniti.
5. Politica estera: rappresenta forse la parte più consistente del discorso: Trump, nel suo secondo mandato, si concentrerà sull’attuazione del cessate il fuoco tra Israele e Hamas, imporrà nuove sanzioni all’Iran come parte della strategia di “massima pressione” e valuterà la gestione del governo di transizione in Siria, senza decidere ancora sulla revoca della designazione di terrorista per Hayat Tahrir al-Sham. Inoltre, ha promesso di risolvere il conflitto Russia-Ucraina, inizialmente entro il primo giorno, poi correggendo a sei mesi. Nel frattempo, continuerà a rifornire Kiev di armi con i fondi già approvati, ma è improbabile che richieda nuovi pacchetti una volta esauriti. A questo, è da sommarsi la dichiarazione circa l’intenzione di riprendere il controllo del Canale di Panama, sostenendo che Panama non ha rispettato gli accordi relativi alla sua gestione. Questa affermazione ha suscitato preoccupazioni a Panama, dove il Canale è considerato una questione di sovranità nazionale. Il governo panamense ha risposto sottolineando che la sovranità sul Canale non è negoziabile. In questo contesto, non manca l’occhio alla Cina, accusata di star gestendo il Canale.
6. Bonus: passaggio inquietante poi, quello sull’attentato in Pennsylvania. Trump dice di essere stato “salvato da Dio, per salvare le sorti dell’America”. Legittimare divinamente un’elezione è un unicum storico, che insieme alla volontà annunciata di scagionare gli assalitori di Capitol Hill, serve a rendere l’idea di quanto poco di democratico ci sia in questa presidenza. Inoltre, in un rapido passaggio sugli incendi di Los Angeles, egli dice testualmente: “Stanno imperversando attraverso le case e le comunità, colpendo anche alcune delle persone più ricche e potenti del nostro paese, alcune delle quali sono sedute qui in questo momento.” A testimoniare, a scanso di equivoci, l’indirizzo oligarchico di questo governo, reso egregiamente da questa frase di Hannah Arendt: “Gli uomini d'affari divennero politici e furono acclamati come statisti, mentre gli statisti venivano presi sul serio solo se parlavano la lingua degli uomini d'affari di successo.”
L’indirizzo dell’amministrazione Trump 2 appare chiaro, all’interno di un quadro che, se queste sono le premesse, appare realmente inquietante. La seconda vittoria di Trump, confermata anche dal voto popolare, sembra aver convalidato anziché attenuato l’estremismo della sua retorica e delle sue proposte politiche. In un America che pare ormai assuefatta alle sue pretese politiche assurde e fanatiche, si concretizza l’apice del modello capitalista, che trova terreno fertile in una società che premia, ormai, unicamente il Musk o il Bezos di turno, e gli concede, oltre agli strumenti economici, anche quelli politici per distruggere definitivamente la classe dei lavoratori.
#