27/03/2026
📢 La vittoria del No al Referendum a Gubbio
Mentre in altre realtà dell’Umbria il fronte del No ha faticato a imporsi, Gubbio ha risposto con un coro unanime contro lo stravolgimento dei principi fondamentali della Repubblica, segnando una distanza siderale tra il sentire dei cittadini e l’attuale amministrazione di destra guidata da Vittorio Fiorucci.
Nonostante il tentativo di “normalizzare” la città e di allinearla alle politiche governative, gli eugubini hanno risposto con un secco rifiuto, dimostrando che Gubbio resta una città di tradizioni democratiche e resistenti.
Come movimento dei LeD, insieme a tutte le forze di sinistra, ai movimenti e alle realtà antifasciste che hanno lottato nel Comitato per il No, rivendichiamo con orgoglio questo esito che pone la nostra città come baluardo insuperabile a difesa della Costituzione.
Mentre altrove il fronte democratico ha ceduto, Gubbio ha dimostrato che la coscienza civile e l’attaccamento ai valori repubblicani sono ancora forti.
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Questo voto rappresenta una disfatta politica senza appello per l’amministrazione di destra guidata da Vittorio Fiorucci. Il Sindaco e la sua giunta si trovano oggi completamente sconfessati dai cittadini.
È un segnale di rottura clamoroso: la Gubbio democratica e progressista ha alzato la testa, respingendo l'idea di una città silente e accondiscendente ai disegni di una destra traballante e in piena crisi.
Il nostro lavoro sul territorio, fatto di presenza e difesa dei diritti, ha saputo trasformare il voto referendario in una vera e propria mozione di sfiducia popolare verso l'attuale governo cittadino.
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Il dato di Gubbio assume un peso ancora maggiore se confrontato con quanto accaduto nei territori limitrofi.
Ad Assisi, città della Presidente della Regione Stefania Proietti, e a Gualdo Tadino, amministrata dal Presidente della Provincia Massimiliano Presciutti, ha prevalso il Sì, segnando una preoccupante discontinuità con le proprie amministrazioni al governo.
Anche a Città di Castello, nonostante il colore dell'amministrazione, il risultato non ha premiato la resistenza costituzionale.
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Il NO che abbiamo costruito insieme alle forze antifasciste è la dimostrazione che esiste un’alternativa reale e che il campo progressista, quando è unito e radicale nella difesa dei principi fondamentali, può vincere e convincere.
Da oggi, la nostra battaglia per un’alternativa politica che rimetta al centro i territori e la partecipazione democratica riparte con ancora più forza e determinazione.
Ed ancor più consapevoli che è il nostro elettorato politico, stanco delle divisioni e dei troppi personalismi, a non andare a votare!
Liberi e Democratici Gubbio