Conferenza provinciale Donne Democratiche del Ponente Ligure

Conferenza provinciale Donne Democratiche del Ponente Ligure La Conferenza delle donne democratiche è un luogo autonomo di incontro e di confronto Elabora proposte programmatiche, individua di campagne su temi specifici.

La Conferenza delle donne democratiche è un luogo autonomo di incontro e di confronto tra iscritte e non iscritte al Partito Democratico che scelgono di aderirvi.

È un luogo di elaborazione politica, di progetti di cambiamento e di promozione della libertà e autonomia delle donne, di contrasto alle disuguaglianze. Luogo di promozione di politiche che, partendo dalle donne, si rivolgono all’intero

Paese. La Conferenza si ispira a una visione multiculturale e inclusiva delle differenze, di pluralismo culturale, di scambio tra generazioni, di formazione politica. E’ uno spazio aperto alle competenze, ai saperi, al rapporto con la comunità scientifica, e alle esperienze delle donne che operano a sostegno di una rete femminile e femminista diffusa sui territori,. Promuove una partecipazione attiva espressione di autonomia, pluralismo e capacità di mediazione. E' uno luogo aperto e di frontiera con la società. Il 30 giugno 2020 si è insediato il nuovo Coordinamento nazionale della Conferenza delle democratiche, che ha eletto Cecilia D'Elia Portavoce nazionale.

Ieri sera a Genova, insieme. ❤️Ci sono serate in cui senti che vale la pena esserci. Ieri, alla Festa dell’Unità di Geno...
02/09/2026

Ieri sera a Genova, insieme. ❤️
Ci sono serate in cui senti che vale la pena esserci. Ieri, alla Festa dell’Unità di Genova, è stata una di quelle.
Abbiamo ascoltato Elly Schlein parlare di una politica che deve tornare a mettere al centro le persone, i loro bisogni e le loro speranze: il lavoro, la sanità pubblica, i salari, i diritti, la scuola, l’ambiente e un futuro più giusto.
Ma soprattutto abbiamo ascoltato un messaggio che sentiamo nostro: non lasciamoci dividere. Costruiamo insieme un’alternativa alla destra, partendo dalle idee e dai programmi e dalla capacità di stare accanto alle persone.
Eravamo lì come comunità PD Imperia, Giovani Democratici e Donne Democratiche. Generazioni diverse, esperienze diverse, la stessa voglia di partecipare e di dare il nostro contributo.
Un passaggio che abbiamo raccolto come un testimone :
abbiamo bisogno di più unità, più rispetto, più capacità di ascoltarci e meno divisioni.
Perché le differenze sono una ricchezza e non possiamo permettere che diventino motivo di contrapposizione permanente.
Tornando a casa ci siamo portati dietro entusiasmo, idee e una convinzione ancora più forte: la politica ha bisogno di passione, di comunità e di persone che scelgono di esserci.
Noi ci siamo
Con Elly, con la voglia di costruire insieme un futuro diverso.

Imperia: tre giorni, tre episodi, una sola cultura.Ci sono momenti in cui non si può stare a guardare, ci sono episodi c...
21/08/2026

Imperia: tre giorni, tre episodi, una sola cultura.
Ci sono momenti in cui non si può stare a guardare, ci sono episodi che fanno riflettere, almeno dovrebbero indurre le persone a farlo. In poche ore vicino a noi violenza e intolleranza:
un ragazzo aggredito e bullizzato in un locale della movida perché omosessuale;
una scritta sessista e minatoria che evoca lo stupro, comparsa sulla facciata del Liceo Artistico;
un uomo tenta di uccidere la propria compagna a colpi di pi***la e spranga, lei si salva scappando.
Agressione e omofobia, Agressione incitazione allo stupro violenza di genere.
Agressione tentato femminicidio.
Quando ci siamo distratti e persi? Quando la società ha rinunciato ad indignarsi difronte a questi segnali di intolleranza e violenza? Sono episodi che non sembrano collegati ma se riflettiamo lo sono eccome. Sono episodi che hanno la stessa matrice culturale che come società non abbiamo saputo disinnescare: quella per cui l'omosessualità è ancora bersaglio, il corpo delle donne un oggetto su cui esercitare potere, la relazione uno spazio di controllo anziché di rispetto.
Non possiamo pensare che sia un tema di ordine pubblico, è un vuoto educativo,
serve l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole, non come opzione delle famiglie ma come diritto degli studenti. Serve la cultura della parità di genere insegnata prima che diventi un problema da gestire con una pi***la scacciacani in mano. Serve smettere di trattare ogni rigurgito patriarcale come un episodio isolato, quando è un sintomo.

11/07/2026

Una serata intensa, partecipata e ricca di emozione quella dedicata alla vicenda di Nessy Guerra nell’ambito della Festa Provinciale dell’Unità di Bussana di Sanremo. Un incontro promosso per mantenere alta l’attenzione su una storia che, da oltre due anni, vede una cittadina italiana bloccat...

10/07/2026
10/07/2026
Festa dell’Unità – 10 luglioDiritti, giustizia e tutela delle cittadine all’estero: il caso Nessy Guerra al centro del d...
06/07/2026

Festa dell’Unità – 10 luglio

Diritti, giustizia e tutela delle cittadine all’estero: il caso Nessy Guerra al centro del dibattito

Il caso di Nessy Guerra sarà al centro di un incontro pubblico in programma il prossimo 10 luglio alla Festa dell’Unità. L’iniziativa, promossa dalla Conferenza delle Donne Democratiche, intende fare luce sulla vicenda della cittadina italiana coinvolta in un complesso procedimento giudiziario in Egitto insieme alla sua bambina.

Una storia che solleva interrogativi urgenti sul piano politico e giuridico, chiamando in causa il diritto internazionale e il ruolo delle istituzioni italiane nella tutela dei propri cittadini all’estero, in particolare delle donne.

A discuterne saranno Agata Armanetti, legale di Nessy Guerra, Valentina Ghio, parlamentare del Partito Democratico. A moderare l’incontro Vittorio Toesca, consigliere comunale di Sanremo. Previsto anche un collegamento diretto con Nessy Guerra.

L’incontro si terrà alle ore 19.00 in Piazza Chiappe, a Bussana (Sanremo), e si propone come un momento di informazione e confronto aperto su una vicenda che intreccia diritti fondamentali e sistemi giuridici internazionali.

Ingresso libero

Imperia. «La destra mette il bavaglio alla scuola e lascia soli i giovani». È una dura presa di posizione quella espress...
08/06/2026

Imperia. «La destra mette il bavaglio alla scuola e lascia soli i giovani». È una dura presa di posizione quella espressa dalla Conferenza delle Democratiche e dai Giovani Democratici dopo l’approvazione del Ddl Valditara, il provvedimento che interviene anche sui percorsi di educazione sessuo-affettiva nelle scuole. Secondo Antonio Stivala, per i Giovani Democratici, e Silvana Zingarelli, in rappresentanza delle Democratiche imperiesi, il governo avrebbe scelto di arretrare su un tema ritenuto centrale per la formazione delle nuove generazioni.«Con l’approvazione del Ddl Valditara il governo sceglie di mettere il bavaglio alla scuola e di arretrare proprio sul terreno più urgente: quello dell’educazione delle nuove generazioni», affermano. Nel comunicato, Democratiche e Giovani Democratici sottolineano come, a loro avviso, il provvedimento trasformi l’educazione sessuo-affettiva «in un percorso a ostacoli fatto di autorizzazioni, divieti e controlli», mentre nelle scuole dell’infanzia e primarie verrebbe di fatto eliminata. «È una scelta politica precisa: invece di fornire strumenti, si alimenta la paura; invece di educare al rispetto, si sceglie la censura», sostengono.A supporto delle proprie argomentazioni, gli esponenti democratici citano alcuni dati della Fondazione Libellula, secondo cui un ragazzo su cinque tra i 14 e i 19 anni considererebbe normale toccare o baciare senza consenso, mentre uno su tre ritiene accettabile il controllo all’interno della coppia. «Intanto – aggiungono – l’accesso sempre più precoce alla pornografia, spesso caratterizzata da contenuti violenti, rischia di diventare l’unico modello di riferimento. Le ragazze e i ragazzi non smettono di cercare risposte. Semplicemente, questa legge sceglie di non fornirle loro». Nel mirino anche lascelta di limitare gli spazi dedicati all’educazione affettiva e al consenso. «Dire di voler combattere la propaganda mentre si impedisce di insegnare che “no” significa no, che il controllo non è amore e che da una relazione si può uscire, è un’ipocrisia che rischiamo di pagare cara», dichiarano.Da qui l’annuncio di un percorso politico condiviso tra Democratiche e Giovani Democratici sui temi dell’educazione, del consenso e della libertà. «Lasciare i giovani soli davanti ai social non è libertà: è abbandono. Per questo la Conferenza delle Democratiche e i Giovani Democratici avviano insieme un percorso politico e generazionale per rimettere al centro educazione, consenso e libertà. Perché la prevenzione non si costruisce con i divieti, ma con la conoscenza. L’educazione sessuo-affettiva è un diritto. E non faremo passi indietro», concludono Stivala e Zingarelli.

https://www.riviera24.it/2026/06/educazione-sessuo-affettiva-democratiche-e-giovani-democratici-allattacco-la-destra-mette-il-bavaglio-alla-scuola-965799/

Il 4 giugno il Senato ha approvato una legge.Per spiegare a un ragazzo cos’è il consenso?Serve la firma dei genitori.All...
06/06/2026

Il 4 giugno il Senato ha approvato una legge.
Per spiegare a un ragazzo cos’è il consenso?
Serve la firma dei genitori.
Alle elementari e alle materne?
Vietato. Punto.
Il ministro esulta.
Parla di protezione dalla “propaganda gender”.
Ma questa legge, in realtà, vieta altro.
Vieta di dire che nessuno può essere toccato senza consenso.
Vieta di insegnare che “no” significa no.
Vieta di spiegare che gelosia e controllo non sono amore.
Vieta di dare ai bambini le parole per chiedere aiuto.
Intanto, fuori dalle aule:
La maggior parte dei femminicidi avviene durante una separazione.
E a scuola, di questo, non si parla.
I numeri raccontano già tutto:
1 ragazzo su 5 pensa che toccare qualcuno senza consenso sia normale.
1 su 3 considera normale controllare il partner.
L’età del primo accesso alla pornografia continua ad abbassarsi.
Le domande nascono comunque.
Le risposte… le cercano altrove.
Oggi l’Italia resta tra i pochi Paesi in Europa — insieme a Ungheria e Romania — senza educazione sessuo-affettiva nella scuola.
Per l’OMS è un diritto fondamentale.
La Convenzione di Istanbul, firmata anche dall’Italia, lo prevede chiaramente.
Punire la violenza non basta.
La prevenzione comincia prima.
Molto prima.
E questa legge l’ha appena resa più difficile.

Punire la violenza non basta.
La prevenzione comincia prima.
Molto prima.
Per questo, oggi più che mai,
serve continuare a parlarne.

2 giugno 1946. Per la prima volta le donne italiane votano in una consultazione nazionale.La nascita della Repubblica co...
01/06/2026

2 giugno 1946. Per la prima volta le donne italiane votano in una consultazione nazionale.
La nascita della Repubblica coincide con una conquista storica: l’ingresso delle donne nella vita politica del Paese come cittadine a pieno titolo.
Quel momento arrivò dopo un lungo percorso iniziato molto prima. Già alla fine del Settecento, Olympe de Gouges e Mary Wollstonecraft rivendicavano uguaglianza e cittadinanza per le donne. Nell’Ottocento nacquero i movimenti suffragisti e, anche in Italia, Anna Maria Mozzoni che già nell'Ottocento chiedeva con forza uguaglianza e il diritto al voto. Ma solo dopo la guerra e il contributo dato dalle donne alla Resistenza, nel 1945, questo diritto fu finalmente riconosciuto.
Il 2 giugno 1946 milioni di donne entrarono nei seggi con emozione e consapevolezza. Molte ricordarono per tutta la vita quel momento. Alcune raccontarono di aver indossato il vestito più bello per andare a votare; altre descrissero il silenzio e la commozione davanti all’urna. Una donna ricordò: «Mi sembrava di contare qualcosa per la prima volta». Un’altra disse: «Sentivo che non votavo solo per me, ma per mia madre e mia nonna che non avevano potuto farlo».
Quel giorno le donne non si limitarono a votare: contribuirono a costruire il futuro dell’Italia. Ventuno di loro furono elette all’Assemblea Costituente e parteciparono alla stesura della Costituzione. Le Madri Costituenti, tra cui Nilde Iotti, Teresa Mattei e Lina Merlin, contribuirono a inserire nella Carta i principi di uguaglianza e dignità che ancora oggi ci guidano.
Per questo la Festa della Repubblica celebra anche le donne che, con quel primo voto, trasformarono la democrazia italiana. Ricordarle significa ricordare che la libertà e i diritti che oggi consideriamo acquisiti sono il frutto del coraggio e della determinazione di chi ci ha preceduto e ancora oggi siamo chiamate a vigilare per difenderli.

Indirizzo

Imperia
18100

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