11/05/2026
Il 7 maggio si è svolto l’incontro organizzato da Asfarm e dall’Amministrazione Comunale sul nuovo polo per servizi sanitari nell’area adiacente l’asilo nido.
Nella discussione non sono mancati interventi, con critiche per il modello gestionale prescelto e per la decisione di realizzare la nuova struttura nell’area dell’asilo nido di Via Cappelletta, con sacrificio degli spazi verdi.
Vediamo di entrare in alcuni dettagli del progetto e fornire il nostro contributo di idee.
Alcune delle intenzioni possono essere buone, ma è sbagliato il modo per attuarle!
L’esigenza è reale: il punto prelievi è ospitato in uno spazio inadeguato e tutta la sede di Via Jamoretti necessita di ambienti più ampi. Ma la modalità per risolvere questa necessità è sbagliata. Vediamo perché.
ASFARM si impegna ad investire oltre 2 milioni di euro che immagina di “recuperare” nell’arco di 15 anni. Lo fa per ospitare un punto prelievi, diagnostica e spazi ambulatoriali da riservare a medici specialistici.
Si tratta di servizi sanitari che rientrano nelle competenze di Regione Lombardia, che ad oggi non ha programmato ulteriori investimenti sanitari significativi per la Valceresio dopo la riconversione della struttura di Via Campi Maggiori in casa di comunità e lo smantellamento dell’ospedale di Cuasso al Monte.
È quindi legittimo interrogarsi sull’adeguatezza dell’offerta sanitaria disponibile per oltre 50.000 abitanti del territorio, anche in confronto ad altre aree della provincia che dispongono di servizi più strutturati.
Regione Lombardia non investe in Valceresio, ma lo fa ASFARM al suo posto?
Resta inoltre aperta la questione della continuità futura dei servizi.
Il punto prelievi sarà gestito mediante gare di appalto che potrebbero anche andare deserte o i cui aggiudicatari potrebbero nel tempo ritenere non conveniente operare ad Induno Olona.
I medici specialisti saranno liberi professionisti che tratteranno con ASFARM se, quando, a quale prezzo ed in che misura, prestare i loro servizi.
Per la diagnostica nulla è stato ancora deciso. Questo comporta la necessità di valutare attentamente la sostenibilità di un investimento di lungo periodo.
Il poliambulatorio aveva un senso quando era gestito in accordo con l’Ospedale pubblico, era una sorta di “porta” di accesso alle prestazioni ospedaliere pubbliche. Ora ASFARM si propone come imprenditore privato in concorrenza con altri 18 centri specialistici presenti nell’arco di pochi chilometri.
La salute è un diritto costituzionale che non può essere subordinato a queste logiche finanziarie. Come possiamo investire, senza partecipazione e al posto di Regione Lombardia, in una gestione privatistica di servizi di medicina specialistica che costeranno ai cittadini in media 160 euro per prestazione?
Inoltre, l’ubicazione dell’investimento (in parte nel giardino dell’asilo nido ed in parte acquisendo un terreno da un privato) è sbagliata perché toglie spazio all’asilo nido e va a congestionare un’area già delicata da un punto di vista della viabilità.
La Via Jamoretti che si voleva rendere più verde e più sicura!
Così la maggior area verde di proprietà pubblica sulla via viene sacrificata all’edificazione e si risolve solo in parte il problema dei parcheggi a causa della ristrettezza degli spazi disponibili.
Nel corso della serata il Sindaco ha confermato la volontà di proseguire spedito con il percorso già avviato; noi, come già detto durante l’assemblea pubblica, ci sentiamo di fare una proposta: prima di investire (ma, come di consueto, prima di capire cosa fare si è già dato l’incarico di progettare l’immobile) siamo disponibili a confrontarci sui bisogni prioritari dei cittadini, a valutare correttamente gli equilibri economico-finanziari degli investimenti necessari per rispondere a questi bisogni, a discutere quali possano essere gli strumenti adeguati che vincolino, per il tempo necessario ad ammortizzare l’investimento, anche i privati che gestiranno i servizi!