28/09/2018
La Grotta di Settecannelle
Il toponimo rimanda alle numerosi sorgive in prossimità della grotta, la cui apertura maggiore si apre a strapiombo sul fosso Paternale. Si riferisce evidentemente all'abbondanza di acqua a cui si poteva accedere dal riparo della roccia, essenziale alla sussistenza di un insediamento umano e delle greggi, che in questo sito è attestato fin dalla Preistoria. La grotta di Settecannelle si forma tramite l'erosione dell'acqua in un banco di tufi composti dalle colate laviche del vicino monte Calvo. Già individuata dal Prof. Ferrante Rittatore Vonwiller, come sito di grande importanza scientifica nell'ambito della Preistoria della valle del Fiora, la grotta è stata sottoposta ad indagine archeologia sistematica dal 1985 al 2003, anno in cui si arrivò con lo scavo all'origine del banco di tufo, Nel corso dei lavori di scoperta si è resa visibile un'importante sequenza stratigrafica, che manifesta la frequentazione della grotta dal Paleolitico superiore "Epigravettiano", con un notevole retaggio del Neolitico, fino all'età del Bronzo. La grotta ha restituito i più importanti reperti della preistoria locale, gioielli, ciottoli incisi, emblemi dell'arte mobiliare paleolitica, un trofeo costituito dal palco di un cervo "Elafo" oggi razza estinta, strumenti in selce e in osso, frammenti di ceramica impressa con decorazioni variegate, una sepoltura rituale risalente al Neolitico.
(Testo Anna Laura. Foto reperti Prof.ssa Paola Gnesutta)