24/07/2026
https://www.facebook.com/share/p/1NvNMkZzpg/?mibextid=wwXIfr
La protesta dei medici di famiglia della provincia di Ragusa non può essere liquidata come una semplice vertenza sindacale. Sarebbe un errore.
Quando sono i medici di famiglia, primo punto di riferimento sanitario per i cittadini, a decidere di scioperare, la politica ha il dovere di ascoltare.
Questi medici chiedono di essere coinvolti nelle scelte per l’attuazione del PNRR e del Decreto che ridisegna la sanità territoriale, la presa in carico dei pazienti cronici e la semplificazione di procedure che oggi sottraggono tempo alla cura delle persone.
Sono questioni che riguardano tutti noi.
Da troppo tempo il Governo nazionale considera la sanità solo una voce di bilancio e non un investimento strategico. Il definanziamento progressivo del SSN ha prodotto conseguenze che i cittadini vivono ogni giorno: liste d’attesa sempre più lunghe, carenza di personale, medici e operatori sanitari costretti a lavorare in condizioni sempre più difficili e un ricorso crescente alla sanità privata per ottenere cure in tempi ragionevoli.
Anche il Governo regionale ha grandi responsabilità. Non basta inaugurare Case di Comunità e Ospedali di Comunità se poi non si costruisce, insieme ai professionisti del territorio, il modello organizzativo che deve renderli realmente utili. Le strutture, da sole, non curano nessuno. Servono programmazione, confronto e rispetto delle competenze di chi opera sul territorio.
La provincia di Ragusa è stata per anni un laboratorio di esperienze innovative nella medicina territoriale e sarebbe incomprensibile disperdere questo patrimonio proprio mentre si dovrebbe costruire la sanità del futuro.
Accolgo con favore il senso di responsabilità dimostrato dai sindacati dei medici, che hanno ridotto lo sciopero alla sola giornata del 31 luglio. Un gesto che dimostra come l’obiettivo non sia creare disagi ai cittadini, ma richiamare l’attenzione su problemi reali.
La Regione e l’ASP di Ragusa aprano un dialogo vero con i medici. Difendere la medicina di famiglia significa difendere il diritto alla salute dei siciliani. Solo ascoltando chi ogni giorno è accanto ai pazienti sarà possibile realizzare una riforma della sanità territoriale davvero efficace.