03/09/2026
La nostra sanità pubblica sprofonda sempre di più a causa di un definanziamento cronico, certificato dai nuovi dati della Fondazione GIMBE. La fotografia per il 2025 è impietosa, con l’Italia che destina alla sanità appena il 6,2% del PIL, contro una media europea e OCSE del 7,1%. Per spesa pubblica pro-capite siamo precipitati al quindicesimo posto in Europa e in ultima posizione assoluta tra i Paesi del G7, accumulando un divario rispetto alla media europea che ha raggiunto la voragine di 36 miliardi di euro.
A pagare il prezzo di questa scellerata mancanza di investimenti sono le cittadine e i cittadini, costretti ad affrontare liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso e una drammatica carenza di medici di famiglia.
Il risultato più inaccettabile è che 5,8 milioni di italiani, quasi uno su dieci, nel corso del 2024 hanno dovuto rinunciare a esami diagnostici e visite specialistiche.
La situazione è ormai così grave che persino il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato una raccomandazione formale per chiedere all’Italia di garantire cure tempestive e affrontare la mancanza di personale.
Non possiamo rassegnarci: servono riforme e risorse strutturali immediate, perché curarsi non può diventare un privilegio riservato a chi ha disponibilità economiche. La tutela della salute è un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione e continueremo a difenderlo contro i tagli e l’indifferenza di questa destra. Di Brando Benifei