Lega Nazionale

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La Lega Nazionale si batte per l’identità, la libertà e la dignità del nostro popolo e per ricostruire lavoro, giustizia e benessere sociale in Italia

07/11/2024

Speriamo che almeno possa sganciare gli Usa dalla guerra russo-ucraina. Sarebbe già tanto...e il "cerino" dei fessi e servi sciocchi resterebbe in mano agli Stati membri UE.
Per il resto su Israele
farà come Biden se non peggio (la finanza eterodiretta dalle tribù non gli permetterà cambi di strategia); minaccera' di pagare di meno per la Nato e chiederà più soldi ai membri (che già si avviano al 2% in rapporto al Pil)...ma non penso che smantellera' le basi Nato in Europa se ciò non avvenisse (magari !!!).
Sulle politiche commerciali cercherà, come già in passato, di trattare eventuali esenzioni o maggiori dazi in modo bilaterale con i singoli Stati europei (e vedremo se resterà un briciolo di strategia comunitaria per affrontare i dossier in modo unitario oppure ci si sbarcherà ulteriormente).
Sul green neghera' l'emergenza climatica...e anche in tal caso noi europei resteremo fregati (pur sottolineando che il "green deal" sponsorizzato dalla Commissione UE è pessimo e disastroso per le industrie europee).
Cosa resta?
Politiche migratorie più restrittive interne e rilancio "valoriale" contro la cultura woke e il politicamente corretto. Basta per rilanciare tali tematiche su scala globale o quantomeno europea? Forse ma sarà dura poiché gli input relativistici e contro il diritto naturale sono gestiti da un network mediatico e creativo (cine e programmi tv) quasi tutto gestito dalle università, media e case produttrici in mano alle "tribù" e ai liberal-progressisti...
Tuttavia non poca soddisfazione si ricava dalla rosicata dei "sinistri occidentali" e dal disorientamento degli "alleati" europei di più tendenze...
Accontentarsi non costa nulla...ma perlomeno ci siamo tolti di mezzo la cricca guerrafondaia e demoniaca che albergava nella Casa Bianca.

🌏 Il vertice dei BRICS a Kazan ha evidenziato "il tramonto dell'egemonia degli Stati Uniti, il lancio ufficiale dell'ord...
03/11/2024

🌏 Il vertice dei BRICS a Kazan ha evidenziato "il tramonto dell'egemonia degli Stati Uniti, il lancio ufficiale dell'ordine mondiale multipolare".

"Il vertice dei BRICS a Kazan è senza dubbio uno degli eventi politici e diplomatici globali più importanti di quest'anno, in quanto ha riunito per la prima volta i leader della famiglia allargata dei BRICS", ha detto a Sputnik il professor Alexis Habiyaremye, ricercatore senior presso la School of Economics dell'Università di Johannesburg, riassumendo i risultati chiave del vertice mentre giungeva al suo ultimo giorno.

"Il raggruppamento è ora diventato il motore della crescita globale e la sua forza economica è, sotto ogni aspetto, più forte di quella del vecchio raggruppamento egemonico. Si può dire che è il lancio ufficiale dell'ordine mondiale multilaterale, il tramonto dell'egemonia degli Stati Uniti", ha sottolineato Habiyaremye.

"I risultati più importanti non sono semplicemente le iniziative contenute nella dichiarazione, ma soprattutto l'allineamento strategico di un gruppo così eterogeneo e il barlume di potere che irradia attraendo nuovi candidati come Turkiye. Dato il ruolo strategico di Turkiye nel vecchio ordine egemonico, la presenza del suo leader al Summit riflette la misura del futuro dei BRICS nella guida degli affari globali", ha affermato l'osservatore.

A differenza di quel "vecchio ordine egemonico", quello nuovo rappresentato dai BRICS evidenzia "il rifiuto del predominio e dell'unilateralismo" e iniziative che "riflettono una distribuzione più equilibrata di potere e responsabilità".

"Le strutture internazionali occidentali hanno utilizzato strumenti nascosti come l'ISDS (meccanismo di risoluzione delle controversie tra investitori e stati) e la segretezza tecnologica per mantenere in atto lo sfruttamento coloniale e saccheggiare i paesi più vulnerabili. Si spera che le nuove strutture istituzionali proposte [dai BRICS] contribuiranno a smantellare questo vecchio accordo ingiusto", ha riassunto Habiyaremye.

Geopolitics

La Russia non permetterà che si ripeta lo scenario con gli accordi di Minsk e il congelamento del fronte in modo che il ...
02/11/2024

La Russia non permetterà che si ripeta lo scenario con gli accordi di Minsk e il congelamento del fronte in modo che il regime di Vladimir Zelensky possa “leccarsi le ferite”, ha dichiarato il rappresentante permanente russo presso l’ONU Vasily Nebenzya in una riunione del Consiglio di sicurezza dell’ONU sull’Ucraina:
“Vorrei avvertirvi subito che non si ripeterà lo scenario degli accordi di Minsk, nessun congelamento del fronte in modo che il regime di Zelensky possa “leccarsi le ferite”, così come non ci sarà l’ingresso dell’Ucraina né in una forma o nell’altra nella NATO Tutti gli obiettivi della nostra operazione speciale, compresa la smilitarizzazione e la denazificazione dell’Ucraina, rimangono in vigore e non cambiano”. https://t.me/OpenUkraine/73023

Potenziaci!🤜
Isᴄʀɪᴠɪᴛɪ
★Iʟ NS Cᴀɴᴀʟᴇ 🇷🇺

IL BUCO DELLA MEMORIASono passati esattamente 40 anni da quell'anno terribile profetizzato da Orwell nel suo romanzo più...
02/11/2024

IL BUCO DELLA MEMORIA

Sono passati esattamente 40 anni da quell'anno terribile profetizzato da Orwell nel suo romanzo più famoso.

Per fortuna non è successo nulla di quanto visionariamente ipotizzato, e sembra che prossimamente andrà pure a meraviglia.

O no?

Postiamo giusto qualche nota in commemorazione di 1984

Il buco della memoria è un elemento immaginario presente nel romanzo 1984 di George Orwell; è un meccanismo ideato per alterare o far sparire fotografie, trascrizioni e documenti scomodi o imbarazzanti l'intento di cancellarne definitivamente la memoria. Oltre a eliminare documenti scomodi, il "Ministero della Verità" del Partito crea falsi documenti al fine di riscrivere la storia per renderla conforme ai frequenti cambiamenti della propaganda politica.

il "buco della memoria" è una fessura collegata a uno scivolo che conduce a un inceneritore dove i membri del partito depositano i documenti politicamente scomodi che devono essere distrutti:

«Nelle pareti del cubicolo si aprivano tre orifizi: a destra del parlascrivi, un piccolo tubo pneumatico per i messaggi scritti, a sinistra un tubo più grande per i giornali, e al centro, ad agevole portata del braccio di Winston, un'ampia feritoia oblunga protetta da una grata metallica. Quest'ultima serviva a eliminare la carta straccia. Nell'intero edificio vi erano migliaia, anzi decine di migliaia di feritoie simili, ubicate non solo nelle singole stanze, ma anche nei corridoi, non troppo distanti l'una dall'altra. Per chissà quale motivo le avevano soprannominate "buchi della memoria". Quando qualcuno sapeva che un certo documento doveva essere distrutto, oppure vedeva per terra un pezzo di carta in tutta evidenza gettato via, automaticamente sollevava il coperchio del buco della memoria più vicino e ve lo lasciava cadere dentro, dove un vortice di aria calda l'avrebbe trasportato fin nelle enormi fornaci nascoste da qualche parte nei recessi del fabbricato»

Il protagonista, Winston Smith, che lavora presso il "Ministero della Verità", è uno degli incaricati al ruolo di revisione dei vecchi articoli di giornale, col compito di adattarli agli interessi di propaganda del governo. Per esempio, a Smith può essere chiesto di modificare retroattivamente una dichiarazione circa il razionamento del cibo in modo da riflettere le nuove politiche.

Che scenario orribile nato dalla fantasia distopica dell'ingenuo Orwell: come avrebbe potuto immaginare che invece di quel complesso meccanismo di incenerimento, oggi sarebbe bastato UN SEMPLICE CLICK? 😎

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01/11/2024

ULTIM'ORA: Robert Fitzgerald Kennedy Jr. - che ha lasciato il partito democratico e si è schierato con Trump - ha annunciato sul palco che, se nominato ministro della Sanità da Trump, ha intenzione di vietare a Big Pharma di fare pubblicità in TV.

1957. "Inizio del cambiamento climatico", (secondo il MEC, il nonno dell'UE)
01/11/2024

1957. "Inizio del cambiamento climatico", (secondo il MEC, il nonno dell'UE)

31/10/2024

UNGHERIA E UE - "Se in Georgia avesse vinto l'opposizione, Bruxelles avrebbe detto che la democrazia nel Paese è fantastica". Il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjártó ha così commentato il mancato riconoscimento da parte di Bruxelles e di alcuni Paesi europei dei risultati delle elezioni parlamentari in Georgia. “Quello che il mainstream di Bruxelles non riesce a digerire è che ci siano Paesi che difendono la propria sovranità “.

31/10/2024

AUDI CHIUDERÀ LA SUA FABBRICA DI E-CAR A BRUXELLES
Fonte: ANSA
Audi chiuderà la sua fabbrica di auto elettriche a Bruxelles, attiva nella produzione dei suv Q8 e-tron, a febbraio 2025. La decisione sarebbe stata annunciata durante una riunione straordinaria del comitato aziendale. Lo riferiscono i media belgi.
Il marchio tedesco, del gruppo Volkswagen, sarebbe in contatto con un potenziale investitore, attivo nei veicoli aziendali, che rileverebbe l'impianto belga travolto dalla crisi delle auto elettriche. Alcuni mesi fa Audi aveva annunciato l'intenzione di tagliare oltre 2500 posti, minacciando di chiudere i battenti in Belgio a causa delle "difficili condizioni economiche".

L'auto elettrica è l'auto del futuro! (cit.)
Giubbe Risse

“Non aspettatevi che il mondo faccia giustizia per voi”. Il testamento di Yahya Sinwar🇵🇸Sono Yahya,il figlio di un rifug...
31/10/2024

“Non aspettatevi che il mondo faccia giustizia per voi”.
Il testamento di Yahya Sinwar🇵🇸

Sono Yahya,
il figlio di un rifugiato che ha trasformato l’esilio in una patria temporanea e ha fatto del sogno una battaglia eterna. Mentre scrivo queste parole, ricordo ogni momento della mia vita: dalla mia infanzia nei vicoli, ai lunghi anni di prigionia, a ogni goccia di sangue versata sul suolo di questa terra.
Sono nato nel campo di Khan Yunis nel 1962, in un periodo in cui la Palestina era solo un ricordo lacerato e mappe dimenticate sui tavoli dei politici.
Sono l’uomo che ha intrecciato la sua vita tra fuoco e cenere, e ha capito presto che vivere sotto occupazione significa non avere altro che una prigione permanente.
Sapevo fin da giovane che la vita in questa terra non è come qualsiasi altra, e che chi nasce qui deve portare nel cuore un’arma indistruttibile, e capire che la strada verso la libertà è lunga.
Le mie volontà per voi iniziano qui, da quel bambino che ha lanciato la prima pietra contro l’occupante e che ha imparato che le pietre sono le prime parole con cui possiamo farci sentire da un mondo che osserva silenzioso le nostre ferite.
Ho imparato nelle strade di Gaza che una persona non si misura per gli anni della sua vita, ma per ciò che dà alla sua patria. E così è stata la mia vita: prigioni e battaglie, dolore e speranza. Sono entrato in prigione per la prima volta nel 1988 e sono stato condannato all’ergastolo, ma non conoscevo la via della paura.
In quelle celle oscure, vedevo in ogni muro una finestra verso l’orizzonte lontano e in ogni sbarra una luce che illuminava il cammino verso la libertà. In prigione, ho imparato che la pazienza non è solo una virtù, ma un’arma… un’arma amara, come qualcuno che beve il mare goccia dopo goccia.
Il mio consiglio per voi: non temete le prigioni, poiché sono solo una parte del nostro lungo cammino verso la libertà. La prigione mi ha insegnato che la libertà non è solo un diritto rubato, ma un’idea nata dal dolore e affinata dalla pazienza.
Quando sono stato rilasciato con l’accordo “Wafa al-Ahrar” nel 2011, non sono uscito come ero prima, ne sono uscito più forte e la mia fede è aumentata nel fatto che quello che stiamo facendo non è solo una lotta passeggera, ma piuttosto il nostro destino che portiamo fino all’ultima goccia del nostro sangue.
Il mio consiglio è di rimanere fedeli all’arma, alla dignità che non può essere compromessa e al sogno che non muore mai.
Il nemico vuole che abbandoniamo la resistenza, per trasformare la nostra causa in una negoziazione senza fine. Ma vi dico: non negoziate per quello che vi spetta di diritto. Temono la vostra fermezza più delle vostre armi.
La resistenza non è solo un’arma che portiamo con noi; è piuttosto il nostro amore per la Palestina in ogni respiro che prendiamo, è la nostra volontà di rimanere, nonostante l’assedio e l’aggressione.
Il mio consiglio è di rimanere fedeli al sangue dei martiri, a coloro che sono partiti e ci hanno lasciato questo cammino pieno di spine. Sono loro ad averci aperto il cammino verso la libertà con il loro sangue, quindi non sprecate quei sacrifici nei calcoli dei politici e nei giochi della diplomazia.
Siamo qui per completare ciò che i primi hanno iniziato e non ci devieremo da questo cammino qualunque sia il costo. Gaza è stata e rimarrà la capitale della fermezza, e il cuore della Palestina che non smette mai di ba***re, anche se la terra diventa troppo stretta per noi.
Quando ho assunto la guida di Hamas a Gaza nel 2017, non è stata solo una transizione di potere, ma piuttosto una continuazione di una resistenza iniziata con le pietre e proseguita con le armi. Ogni giorno sentivo il dolore del mio popolo sotto assedio e sapevo che ogni passo verso la libertà aveva un prezzo.
Ma vi dico: il prezzo della resa è molto più grande. Pertanto, aggrappatevi alla terra come una radice si aggrappa al suolo, poiché nessun vento può sradicare un popolo deciso a vivere.
Nella battaglia Al Aqsa Flood, non ero il leader di un gruppo o movimento, ma piuttosto la voce di ogni palestinese che sogna liberazione. Sono stato guidato dalla mia convinzione che la resistenza non sia solo una scelta, ma un dovere.
Volevo che questa battaglia fosse una nuova pagina nel libro della lotta palestinese, dove le fazioni si unissero e tutti si schierassero in un’unica trincea contro un nemico che non ha mai distinto tra un bambino e un anziano o tra una pietra e un albero.
Al Aqsa Flood è stata una battaglia delle anime prima ancora dei corpi e della volontà prima delle armi. Quello che ho lasciato dietro di me non è un’eredità personale, ma un’eredità collettiva per ogni palestinese che ha sognato libertà, per ogni madre che ha portato sulle spalle il figlio martire, per ogni padre che ha pianto amaramente per sua figlia assassinata da un proiettile traditore.
Le mie ultime volontà sono quelle di ricordare sempre che la resistenza non è vana e non è solo un proiettile sparato; è piuttosto una vita vissuta con onore e dignità.
La prigione e l’assedio mi hanno insegnato che la battaglia è lunga e la strada difficile, ma ho anche imparato che i popoli che rifiutano di arrendersi creano i propri miracoli con le loro mani.
Non aspettatevi che il mondo faccia giustizia per voi; ho vissuto e testimoniato come il mondo rimane muto di fronte al nostro dolore.
Non aspettatevi giustizia; siate giustizia. Portate il sogno della Palestina nei vostri cuori e trasformate ogni ferita in un’arma e ogni lacrima in una fonte di speranza.
Questa è la mia volontà: non abbandonate le vostre armi, non gettate pietre, non dimenticate i vostri martiri e non compromettete un sogno che vi spetta di diritto. Siamo qui per restare, nella nostra terra, nei nostri cuori e nel futuro dei nostri figli.
Vi affido alla Palestina, la terra che ho amato fino alla morte e il sogno che ho portato sulle spalle come una montagna indomita.
Se cado, non cadete con me; portate per me uno stendardo mai caduto e fate del mio sangue un ponte per una generazione più forte nata dalle nostre ceneri. Non dimenticate mai che la patria non è una storia da raccontare ma piuttosto una realtà da vivere; da ogni martire mille combattenti della resistenza nascono dal ventre di questa terra.
Se l’inondazione ritorna e io non sarò tra voi, sappiate che sono stata la prima goccia nelle onde della libertà e ho vissuto per vedervi completare il viaggio.
Siate una spina nella loro gola, un’inondazione senza ritirata, e non calmatevi finché il mondo riconoscerà noi come i legittimi proprietari del diritto; noi non siamo numeri nei bollettini delle notizie.
Che Dio ci guidi e protegga tutti.

29/10/2024

Elon Musk: necessario chiudere la Federal Reserve

29/10/2024

È sottotraccia:il governo dell'entità israeliana ha deciso una nuova rappresaglia contro l'Iran per vendicare l'attentato del drone Hizbollah alla casa di Benjamin Netanyahu.

29/10/2024

Leggo e pubblico...

Faccio una facile scommessa.
Se Trump, come sembra possibile e forse probabile (i sondaggi lo danno in leggero vantaggio in tutti gli Stati in bilico), diventerà il nuovo presidente Usa, la Meloni e il nostro governo di centrodestra riscopriranno in fretta e furia gran parte degli slogan sovranisti fin qui completamente accantonati, e inizieranno a fare la faccia feroce al politicamente corretto. Perlomeno a parole, ma magari anche con qualche fatto.
Se invece vincerà la Harris, la cui elezione mi sembra meno probabile ma non impossibile, allora la Meloni e il governo di centrodestra continueranno a governare nel modo incolore, per usare un eufemismo, con cui hanno governato in questi due anni.
L'importante, per i nostri statisti alla vaccinara, è adeguarsi ai voleri dell''inquilino di turno della Casa BIanca.

Faccio di conseguenza anche una semplice proposta.
Aboliamo il voto nella colonia Italia, almeno quello delle politiche, perché non conta nulla, e facciamo votare d'ora in poi solo gli americani. Tanto decide comunque la plutocrazia a stelle strisce.
E quando non decide direttamemente, decidono le sue banche e i suoi fondi pensione e di invenstimento (col famoso spread).
Facciamo votare solo gli americani. Eviteremmo inutili farse e inutili illusioni.
M.M./e.g.

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