05/07/2026
ITRI PUÒ FARE A MENO DI UN'ALTRA ITRI?
Ci siamo interrogati a lungo sull'eredità del voto delle amministrative del 2025. E siamo arrivati a una conclusione netta: avevamo fatto il massimo per imprimere a Itri una svolta. Una vera rivoluzione politica e culturale.
Tredici persone. Impegnate non per salire sul carro dei vincitori, ma per coscienza civica. Perché Itri non poteva — e non può — continuare sulla strada del declino imboccata da anni, sotto la guida di chi si scambia la poltrona a scapito del futuro degli abitanti. E soprattutto dei giovani: corteggiati con promesse, ma di fatto resi funzionali, e inconsapevoli, a un disegno di potere.
Con i nostri difetti di comunicazione, certo. Con quella mancanza di "simpatia" che qualcuno ci rimprovera — come se la simpatia politica, negli anni, non avesse fatto scempio di tutto a Itri. Persino del diritto di morire in modo dignitoso, o di studiare in sicurezza e al centro del paese.
Ci siamo battuti, abbiamo perso, ma la coscienza civica e politica di Un'altra Itri resta limpida.
Oggi però alcuni di noi non riescono a spegnere il cervello e il cuore. Il declino rapido iniziato con la giunta Fargiorgio ha raggiunto, con Di Biase, una vera stagnazione. O forse dovremmo chiamarla pace politica. Pace di interessi? Una pace che regna in consiglio comunale e che solo gli stolti non vedono.
E Gelfù? Senza la sua lista, Un'altra Itri sarebbe entrata in consiglio comunale? La risposta la conosciamo. Forse è proprio questa la chiave per leggere il suo ruolo oggi.
E la sinistra? Quella che ha sempre sventolato De André come un vessillo contro "certa" politica? Andare con Fargiorgio è davvero una "direzione ostinata e contraria"? O è piuttosto un "fàtece largo, che veniamo pure noi"?
Le domande vere, quelle a cui i cittadini hanno diritto di risposta, sono altre:
📌 Scuole PNRR: a che punto è il cronoprogramma? Importi impegnati, ditte affidatarie, scadenze a rischio?
📌 Cimitero: qual è la situazione reale? Perché l'opposizione non la spiega con chiarezza?
📌 Perché nessuno chiede conto pubblicamente di tutto questo?
Le informazioni che filtrano dalla casa comunale sono preoccupanti — sul piano civico e su quello economico. Eppure il paese vive sereno, quasi addormentato. Anestetizzato.
Non sono i cittadini il problema. È un sistema che li ha narcotizzati, abituandoli a non chiedere e a non aspettarsi più nulla.
Ed è proprio qui che i nostri "difetti" tornano a farsi sentire. E spingono verso un nuovo impegno, con gli stessi ideali di sempre: dignità, diritti, servizi veri ed equi. Quelli che ci si aspetta da un'amministrazione seria.
La domanda che ci poniamo, e che vi poniamo, è una sola.
Itri può fare a meno di Un'altra Itri?