07/08/2026
Mentre ovunque si lavora per aumentare le aree verdi, piantumando alberi e riducendo cemento e asfalto, per ridurre l'impatto delle temperatura sempre più alte, quei geni del crimine ecologico della giunta di c-destra del Piemonte, sventrano la foresta della Baraggia per costruire la Pedemontana Piemontese per collegare Masserano a Ghemme.
Deambrogio*: "Chi compie e avalla queste scelte scellerate è il diretto responsabile del progressivo peggioramento delle condizioni di vita dei cittadini per gli anni a ve**re.
Distruggere oggi questo patrimonio significa condannare il territorio a un futuro invivibile.
Quando gli effetti di devastazioni simili si abbatteranno sulle nostre comunità, sarà troppo tardi: nessun futuro stato emergenziale potrà mai portare sollievo o rimediare ai danni provocati da questa totale mancanza di lungimiranza".
* Alberto Deambrogio, segretario regionale Rifondazione Comunista Piemonte-VdA
DISBOSCAMENTO DELLA BARAGGIA PER COSTRUIRE LA PEDEMONTANA, DEAMBROGIO (PRC): "DEMENZA POLITICA. SI DISTRUGGE IL VERDE ANZICHÉ INCREMENTARLO, CONDANNANDO IL NOSTRO FUTURO"
"Siamo di fronte a un evidente segno di preoccupante demenza politica". Alberto Deambrogio, segretario regionale piemontese del Partito della Rifondazione Comunista, interviene con durezza contro il pesante disboscamento in atto nella Baraggia piemontese, sacrificata per fare spazio ai cantieri della Pedemontana.
In un'epoca segnata da una crisi climatica drammatica, la priorità assoluta di chi amministra il territorio dovrebbe essere quella di piantumare, salvaguardare e incrementare le aree verdi, gli unici veri baluardi naturali capaci di mitigare la morsa del caldo e proteggere la biodiversità. Invece, in Piemonte si fa esattamente il contrario, abbattendo alberi e cementificando zone di inestimabile valore ambientale.
Deambrogio punta il dito direttamente contro i decisori istituzionali: "Chi compie e avalla queste scelte scellerate è il diretto responsabile del progressivo peggioramento delle condizioni di vita dei cittadini per gli anni a ve**re.
Distruggere oggi questo patrimonio significa condannare il territorio a un futuro invivibile.
Quando gli effetti di devastazioni simili si abbatteranno sulle nostre comunità, sarà troppo tardi: nessun futuro stato emergenziale potrà mai portare sollievo o rimediare ai danni provocati da questa totale mancanza di lungimiranza".
7 agosto 2026