03/06/2026
Siccome non riusciamo a stare immobili, ecco un altro reportage di formazione, stavolta dall'aggiornamento nazionale dell'AICCeF Associazione Italiana Consulenti Coniugali e Familiari dedicato alla consulenza alla coppia e preceduto dall'assemblea dei soci!
Poiché si è trattato di una bella fine settimana di primavera, c'è scappato anche un giro per Roma!
Con-fini aperti
"Si esce dalla stessa parte dell'entrata?" Ascolto sovrapensiero la domanda che proviene da una voce femminile. Alzo lo sguardo e incrocio il sorriso divertito di un gruppetto di persone che si stanno salutando. È il fine pomeriggio di una bella domenica di primavera, 12 aprile per la precisione, e nel parcheggio dell'albergo romano che ha ospitato il Convegno AICCeF Associazione Italiana Consulenti Coniugali e Familiari, si alzano risate e saluti di chi pian piano si sta organizzando per tornare a casa. La partecipazione al Convegno è sempre molto numerosa, tante le Città italiane rappresentate, tanti i colori e i suoni vivaci di un'Italia che fa della consulenza familiare un servizio prezioso, consapevole, competente e soprattutto territoriale.
Ogni volta che decido di condividere questa giornata studio torno a casa con un bagaglio prezioso di umanità, cura, profondità, novità. Torno a casa ritemprata e sostenuta nella mia scelta. Torno a casa cambiando strada, prospettiva, consapevole che l'incontro offre novità e messa in discussione. Quella frase ascoltata di sfuggita nel parcheggio ha fatto sorridere anche me e mi ha ricordato che da un'esperienza di incontro si esce sempre diversi.
"Relazione di aiuto in situazioni di violenza: emergenza familiare e crisi di coppia". Il tema della giornata ha fatto da sfondo a tutto il percorso formativo: dalla relazione di apertura di padre Alfredo Feretti, sul valore della crisi e la necessità di mettere confini, alla presentazione dei due casi di consulenza, ai laboratori del pomeriggio.
Più che sintetizzare la mole di contenuti interessanti che hanno nutrito il convegno semplicemente vi condivido cosa mi sono portata a casa: la logica del cigno nero, la lavagna come terzo spazio, la rete e la matassa. Immagini fortemente evocative che descrivono il miracolo di una relazione consulenziale che si apre all'inatteso, che riconosce la crisi come morte dell'io e necessità di cambiamento, che sosta nel dubbio e nell'inquietudine per scorgere le infinite possibilità di futuro di una coppia. Dentro l'intrico di una matassa familiare restituisce uno spazio di sicurezza, di ascolto attivo ampliando la rete di supporto. La crisi di coppia è uno spazio evolutivo: nella selva oscura dove è difficile vedere le stelle resta il compito di chi accoglie, riconosce e trasforma la richiesta di vita dei clienti. Il compito di un consulente familiare, consapevole di un dentro e un fuori e del valore di un confine che protegge tutti e che è capace di aprirsi per trasformare legami in reti e nuove possibilità di rinascita.