12/09/2020
Le vicende mediatiche legate a Cala Cuticcio, portano alla luce alcuni nodi politici e giuridici rimasti irrisolti per troppo tempo.
Il Consiglio Direttivo del Parco, unanimemente, ritiene necessario ed urgente superare le norme contenute nel DPR del 1996, in materia di mobilità dei residenti sul territorio. Lo stesso DPR del 1996 è tuttavia l’unica Legge che la Pubblica Amministrazione possa applicare in materia di accesso alle zone TA.
Va detto altresì, al fine di sgomberare il campo da fraintendimenti, che il Parco non ha introdotto nessun nuovo divieto e non ha adottato nessun nuovo provvedimento.
Il Parco, e le forze dell’Ordine, sono semplicemente costretti ad applicare la Legge nel momento stesso in cui si decide di far uscire Cala Cuticcio dall’anarchia in cui versava da sempre.
Tutti hanno ben presenti gli assalti che, ogni estate, da molti anni, la Spiaggia di Cuticcio era costretta a subire, e tutti ricorderanno le giuste lamentele verso il Parco, indirizzate ad attivare dei controlli e ad alleggerire la pressione antropica sul sito.
Quest’anno il Parco ha potuto finalmente attivare un servizio di informazioni e visite guidate. Data la forte richiesta e le condizioni difficili in cui le guide avrebbero operato, ci si è dovuti avvalere del supporto delle Forze dell’Ordine, le quali, correttamente, hanno ricordato che non è possibile disattendere il DPR.
Tra l’anarchia di questi 24 anni e le imposizioni del DPR, non esistono al momento vie di mezzo.
Né è pensabile chiedere a un Ente pubblico o alle Forze dell’Ordine di ignorare una Legge dello Stato.
Questa consapevolezza, e la necessità di rispettare la Legge, non impedisce però al Consiglio di vederne l’inadeguatezza e di voler giungere rapidamente al suo superamento.
Il DPR potrà essere superato definitivamente dal Piano e dal Regolamento del Parco, su cui il Consiglio ha ripreso a lavorare da tempo. Il fatto che in tanti anni nessuna amministrazione, ordinaria o commissariale, abbia potuto raggiungere questo traguardo, è un sintomo chiaro delle difficoltà in cui operano i Parchi, non solo quello dell’Arcipelago ma anche tutti gli altri Parchi che ancora non sono riusciti a dotarsi dei loro strumenti di pianificazione.
Il Consiglio direttivo ritiene prioritario consentire ai residenti il pieno accesso al loro territorio. Tuttavia, per sciogliere il nodo di un DPR non rispondente alle esigenze del territorio e –illegittimamente- rimasto nel cassetto per tutti questi anni, è necessario il supporto del Ministero dell’Ambiente per trovare delle soluzioni nel breve termine, che consentano ai maddalenini di poter passeggiare liberamente su ogni sentiero, e alla Pubblica amministrazione (Parco e Forze dell’ordine in primis) di uscire da questa situazione paradossale.
Il Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Nazionale Arcipelago di La Maddalena