25/07/2026
Da qualche giorno si torna a parlare di Pontremolese, dopo la risposta del Ministero all'interrogazione presentata alla Camera e la mozione arrivata lunedì in Consiglio comunale. Vogliamo aggiungere qualcosa, perché la discussione si sta consumando su una domanda troppo piccola.
Si litiga sui 156 milioni che mancano per il primo tratto, quello fra Parma e Vicofertile: costa 516 milioni, ne sono disponibili 360. Il Ministero dice che li cercherà, senza scrivere dove né quando. Chi legge in quella risposta una bocciatura definitiva forza il testo, e lo forza allo stesso modo chi ci legge la soluzione del problema.
Il punto è un altro. L'opera completa vale fra i 3 e i 6 miliardi. Anche nella migliore delle ipotesi, quei 156 milioni servono ad aprire otto chilometri di cantiere in pianura: verso il 2032 avremmo otto chilometri di binario in più e l'Appennino uguale a oggi. Il collo di bottiglia è il valico, dove pendenze e sagome delle gallerie non lasciano passare i treni merci lunghi e pesanti. Per superarlo servono nuove gallerie fra Berceto e Pontremoli, e di quelle esiste solo uno studio di fattibilità. Nessun progetto finanziato, quindi nessuna possibilità di spendere un euro, nemmeno europeo.
C'è poi un dato che dovrebbe far riflettere tutti, noi compresi: non sappiamo con precisione quanto costa quest'opera. Tre miliardi secondo la Regione Toscana, cinque e mezzo secondo il Partito Democratico spezzino, quasi cinque e otto secondo i documenti di Ferrovie dello Stato. Difficile che a Roma o a Bruxelles qualcuno metta in cima alla lista una richiesta senza un prezzo.
Le nostre proposte sono quattro: trovare i 156 milioni nel prossimo provvedimento utile, finanziare subito le progettazioni delle gallerie di valico, fissare un costo unico certificato con un calendario dei lavori, e costruire un fronte dei territori dal porto della Spezia al Brennero (La Spezia, Massa, Parma, Mantova, Verona, Trento, Bolzano) per chiedere all'Europa di inserire la Pontremolese fra le opere prioritarie.
Sappiamo di parlare da una posizione senza eletti, e forse è anche per questo che possiamo dire che non ci interessa intestarci niente. Se qualcun altro fa propria questa proposta e riesce a portarla avanti, per noi va benissimo lo stesso. E' un'opera di interesse non solo dei territori e dei cittadini, ma strategico per tutto il Paese. Chi è stato eletto ed ha ricevuto un mandato ha il dovere e l'obbligo morale di realizzarla.
Il comunicato integrale nel primo commento.