08/01/2021
Ecco la vicenda che ha coinvolto la Moratti da presidente di Ubi, ruolo che ha ricoperto fino all’ottobre 2020, quando la banca è stata conquistata da Intesa.
3 anni prima, nel 2017, un funzionario antiriciclaggio di Ubi, denuncia che la banca ha una 40ina di clienti speciali per i quali non scattano le segnalazioni di operazioni sospette.
Tra questi, la presidente Moratti:
la Saras Trading, società svizzera del gruppo Moratti, ha infatti ricevuto da Ubi Factor finanziamenti milionari poi finiti all’estero, con transazioni passate nelle Isole del Canale.
La Procura di Brescia apre un’indagine che si chiude nel 2019: illecito amministrativo, sanzionato dalla Banca d’Italia con una multa a Ubi di 1,2 milioni di euro.
La posizione di Moratti viene mandata alla Procura di Cagliari.
E questa fa il botto. Scopre che tra il 2015 e il 2016, Saras, la società petrolifera del gruppo Moratti, aumenta le importazioni di greggio dal Kurdistan iracheno, allora controllato dall’Isis. Niente bolle regolari e prezzi stracciati, con un ribasso “mediamente di oltre il 22 per cento, con punte del 38-42 per cento”.
Moratti è coinvolta 2 volte: come azionista di Saras e come presidente di Ubi. Perché è il consiglio d’amministrazione di Ubi Factor che il 23 dicembre 2016 delibera di finanziare Saras Trading con 45 milioni di euro. La banca ha “volutamente omesso” la segnalazione all’antiriciclaggio, pur “in una situazione di palese conflitto d’interessi”, visto che Letizia Moratti è presidente della banca che finanzia una sua società . I contratti di factoring, secondo la Guardia di finanza, potrebbero essere “un modus operandi” per nascondere “la provenienza delittuosa” del petrolio.
Il gruppo Moratti è indiziato anche “di relazioni commerciali con società contigue ad ambienti della criminalità organizzata o ad alto rischio di condizionamento”.
Gli investigatori citano la Kb Petrols, società il cui rappresentante legale, Claudio La Rosa, che risulta in contatto con “Giuseppe Arena, considerato organico della famiglia di Cosa nostra Santapaola-Ercolano, essendo una delle persone più vicine (autista e guardaspalle) a Vincenzo Aiello, rappresentante provinciale di Cosa nostra catanese”. La Rosa è rappresentante legale anche di un’altra azienda, in rapporti d’affari con ditte collegate a Luigi Brusciano, “riconducibile al clan dei casalesi” e contiguo agli ambienti di Malta.
Con questo curriculum, Letizia Moratti arriva in Regione con l’impegno a non farci rimpiangere Gallera.
Barbacetto