01/07/2026
Una grande festa dello sport. E il territorio? Laives perde l’ennesima occasione
Fra pochi giorni, il 4 e 5 luglio, Laives diventerà la capitale del ciclismo giovanile italiano. Arrivano i Campionati Italiani Esordienti e Allievi, e con loro qualcosa come mille ragazzi e ragazze da tutta Italia, più tecnici, accompagnatori, famiglie. Numeri da grande evento. Un risultato che va riconosciuto, e lo riconosco senza nessun “ma”: il merito è della Polisportiva Libertas Laives, una società che fa ciclismo giovanile da oltre settant’anni e che si è meritata sul campo questa vetrina nazionale. A loro va il grazie di tutti noi, perché portare un campionato italiano a casa propria non è cosa da poco.
Detto questo, mi permetto una domanda da cittadino prima ancora che da presidente di associazione. E la domanda è semplice: tutta questa gente che arriva, la sera del sabato, cosa trova a Laives?
Perché qui sta il punto. Un conto è ospitare una gara. Un altro è governare un’occasione. Mille atleti che dormono fuori casa vogliono dire centinaia di famiglie che il sabato sera cercano un posto dove mangiare, due passi da fare, qualcosa da vedere. Sono persone che spendono, che guardano, che magari tornano. È l’indotto vero, quello che resta nelle casse dei nostri bar, dei nostri ristoranti, dei nostri negozi che, diciamolo, in questo periodo non se la passano benissimo.
E allora io me lo chiedo, e lo chiedo a voce alta: dov’è il programma per la sera? Dov’è il cartellone di iniziative che accompagna le gare? E soprattutto, dov’è il mercatino dei prodotti altoatesini, dell’artigianato, dell’enogastronomia di casa nostra, che in un’occasione così si fa quasi da solo e che racconta a mille forestieri chi siamo e cosa sappiamo fare? Un’occasione del genere è pubblicità gratis per il territorio. Buttarla via è un peccato che non possiamo permetterci.
Ho letto le parole della vicesindaca e assessora alle attività economiche Debora Pasquazzo, che ha parlato di “festa diffusa”, di “opportunità di crescita per le attività economiche”, di occasione per tutto il territorio. Parole giuste, parole che condivido. Ma le parole, in amministrazione, valgono per quello che diventano. E per ora ho letto che le associazioni e i commercianti, se vogliono fare qualcosa, si accordino con la società organizzatrice. Cioè: arrangiatevi. Con tutto il rispetto, questo non è un piano. Questo è scaricare sui volontari e sui privati una regia che dovrebbe mettere il Comune.
Perché il Comune non è lì solo per tagliare il nastro e farsi la foto. Il Comune è quello che dovrebbe avere una cabina di regia, chiamare per tempo commercianti e associazioni attorno a un tavolo, costruire intorno alla gara un fine settimana di festa che faccia girare l’economia e che lasci un buon ricordo a chi viene da fuori. Non è fantapolitica: è il minimo sindacale di chi amministra una città che a parole si definisce città dello sport.
Lo dico chiaro: il tempo per rimediare ancora c’è. Pochi giorni, ma c’è. E mi auguro con tutto il cuore di sbagliarmi, di trovare il 4 sera le strade piene, gli stand aperti, il profumo dei nostri prodotti e la gente nostra in mezzo agli ospiti. Lo spero davvero. Ma se così non sarà, allora non sarà colpa della pioggia o della sfortuna. Sarà l’ennesima conferma di una cosa che diciamo da tempo: a Laives gli eventi si subiscono, non si governano. Le occasioni arrivano e ci passano davanti, e noi stiamo a guardare.
Una città seria le grandi occasioni le programma. Non le aspetta. E non le spreca.
Alessandro Ruvidotti
Presidente Viva Laives Viva