11/03/2025
Nicastro, giovedì 5 agosto 1954.
L'etnomusicologo americano Alan Lomax, definito "l'uomo che ha registrato il mondo", insieme a Diego Carpitella, padre dell’etnomusicologia italiana, si trovano a piazza Mercato: stanno affrontando un lungo viaggio di ricerca che dalla Sicilia li porterà ad esplorare e registrare il patrimonio di suoni e canti della tradizione popolare di tutta la Pen*sola.
Con un furgone Volkswagen, un pesantissimo registratore a bobine Magnecord e una Leica M3, in Calabria Lomax riesce a registrare alcune di quelle voci che di lì a poco scompariranno per sempre: le grida delle vedette appostate sulle antenne delle spadare a Scilla, le filastrocche di Cardeto, i lamenti funebri di Cinquefrondi, i canti delle tonnare tra Pizzo e Vibo Marina, le polifonie delle sorelle Pingitore a Feroleto Antico, i canti di Serrastretta. Un'esperienza straordinaria, raccontata dallo stesso Lomax nel libro "L'anno più felice della mia vita", a cura di Goffredo Plastino (2008), con prefazione di Martin Scorsese, e anche in "Canti della tonnara", a cura di Danilo Gatto (2021).
A Nicastro, oltre a registrare due brani del gruppo folkloristico dei "Canterini Nicastresi", Lomax è soprattutto affascinato dal costume delle pacchiane, che finisce sulla sua pellicola in nove intensi scatti. Suoni e immagini di un mondo ormai scomparso che il Centro Studi "Alan Lomax" di Palermo, attraverso il suo presidente, il prof. Giorgio Adamo, ha voluto condividere con noi, anche al fine di avviare una ricerca di informazioni sugli esecutori dei brani e sulle persone ritratte.
Un particolare ringraziamento va ad Alessandro Mantuano, che ha curato il recupero dei canti di Feroleto Antico.
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