Movimento 5 Stelle Lanciano

Movimento 5 Stelle Lanciano Cittadini attivi per una città migliore

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22/08/2026

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🔴 11 MILA BOTTEGHE SPARITE. IL FALLIMENTO È SCRITTO NEI NUMERI.

In Abruzzo in dieci anni abbiamo perso quasi 11 mila attività artigiane. Solo nell’ultimo anno ne sono scomparse 1.385. Dietro ogni serranda abbassata ci sono una famiglia, un lavoro, competenze costruite negli anni e un pezzo di economia che se ne va.

E quando una bottega chiude in un piccolo comune, non perdiamo soltanto un’attività commerciale: perdiamo servizi, socialità, presidio del territorio. Acceleriamo lo spopolamento e rendiamo ancora più difficile vivere nelle aree interne.

Marsilio e il centrodestra governano l’Abruzzo dal 2019. Dopo oltre sette anni non possono più raccontare che la responsabilità è sempre di qualcun altro.

Servivano politiche serie per sostenere artigiani e piccole imprese, ridurre i costi, favorire gli investimenti, difendere il commercio di prossimità e mantenere vivi i nostri paesi.

I risultati, invece, sono questi: le botteghe chiudono, i paesi si svuotano e l’Abruzzo perde pezzi della propria economia.

Dopo oltre sette anni di governo, non siamo più davanti a promesse mancate.

Siamo davanti al fallimento delle politiche del centrodestra.

"Settembre, andiamo. È tempo di migrare"👇
19/08/2026

"Settembre, andiamo. È tempo di migrare"👇

🏹 ROBIN HOOD AL CONTRARIO

Robin Hood toglieva ai ricchi per dare ai poveri.
Il Governo Meloni sembra voler riscrivere la storia: aiutare chi ha di più e lasciare indietro chi ha di meno.

Nella prossima manovra si ragiona di interventi fiscali che finirebbero per favorire soprattutto i redditi medio-alti, mentre milioni di famiglie continuano a fare i conti con stipendi e pensioni che non tengono il passo con il costo della vita.

E mentre si cercano soldi per chi sta meglio, le coperture non si trovano.

Noi abbiamo un'altra idea: prima vengono le famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, i lavoratori con gli stipendi più bassi, i pensionati e chi ogni giorno deve scegliere dove tagliare.

Perché una cosa dovrebbe essere elementare: chi ha meno deve essere aiutato di più, non il contrario.

24/07/2026

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24/07/2026

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15/07/2026

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CAMBIARE GIACCA NON SIGNIFICA CAMBIARE POLITICA.

In questi giorni il generale Vannacci è in Abruzzo a presentare il suo nuovo progetto politico. C'è chi lo descrive come una novità. Io, invece, vedo un copione già visto.

Per anni ci hanno promesso rivoluzioni: sicurezza, stop all'immigrazione irregolare, meno tasse, più sostegno alle famiglie, difesa del potere d'acquisto. Dopo quasi cinque anni di governo, gli italiani possono giudicare dai risultati.

Nel frattempo la maggioranza mostra le prime crepe anche in Parlamento, mentre all'interno del centrodestra cresce la competizione tra partiti e leader.

Ed è qui che nasce la domanda: basta fondare un nuovo contenitore per diventare improvvisamente il "nuovo"?

In Abruzzo abbiamo già visto questo film. Nel 2019 la Lega ottenne un risultato straordinario. Pochi anni dopo, gli stessi protagonisti, senza cambiare idee né percorso politico, hanno semplicemente indossato un'altra maglia, seguendo il vento favorevole di Fratelli d'Italia.

Sono cambiati i simboli. Non le persone.

Oggi il rischio è assistere alla stessa operazione: cambiare etichetta per far dimenticare ciò che è stato fatto, o non è stato fatto.

La politica non si misura dal nome del partito stampato sulla tessera. Si misura dalla coerenza, dalla credibilità e dai risultati.

Perché se cambiano soltanto il contenitore, ma il contenuto rimane identico, ai cittadini non arriva alcun cambiamento.

E gli abruzzesi, come gli italiani, meritano molto di più dell'ennesima operazione di marketing politico.

04/06/2026

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04/04/2026

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👉«I tromboni della politica e i sindacalisti che invocano lo sciopero il Venerdì santo dovrebbero tacere». 👉«Lo dico anche a beneficio di quei cialtroni che proclamano scioperi…».
E ancora:👉 «Per chi è nostalgico del passato, vale la pena ricordare chi lasciava i turisti sepolti negli alberghi…».

Fino ad arrivare a insinuare che qualcuno chieda lo stato di emergenza 👉«magari solo per allungare le vacanze di Pasqua».

📣Sono le parole del Presidente Marco Marsilio, rilasciate in un’intervista al quotidiano Il Centro.

Parole allucinanti. Perché mentre ci sono famiglie sfollate, case distrutte, infrastrutture compromesse – dal crollo del ponte sul Trigno alle strade danneggiate – si insinua che l’emergenza possa essere strumentalizzata per “allungare le vacanze”.

✅️È inaccettabile.
✅️È offensivo verso chi ha perso tutto.
✅️È irrispettoso verso chi, in queste ore, sta affrontando paura e difficoltà reali.

E lo è ancora di più quando, per attaccare politicamente, si arriva a evocare tragedie come Rigopiano. Il dolore non può diventare uno strumento di propaganda.

In un momento così delicato servirebbero serietà, rispetto e senso delle istituzioni. Invece arrivano parole che dividono, offendono e abbassano il livello del confronto pubblico.

💢È la solita tecnica di Fratelli d’Italia: quando sono in difficoltà, iniziano a spargere odio politico avvelenando il dibattito pubblico. E Marsilio lo fa alla vigilia di Pasqua.

L’Abruzzo merita di più. Sempre.

Buona domenica e buon voto a tutti!
22/03/2026

Buona domenica e buon voto a tutti!

📢 Si vota oggi, dalle 7:00 alle 23:00 e domani dalle 7:00 alle 15:00

‼️ Attenzione! È un referendum senza quorum. Significa che è valido a prescindere dal numero di persone che andrà a votare e basta un voto in più per vincere.

Andiamo a votare.
Non lasciamo che altri scelgano per noi.

Difendiamo la Costituzione! 💪

20/03/2026

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Noi votiamo NO 👇
09/03/2026

Noi votiamo NO 👇

IO VOTO NO.

✅️Perché la Costituzione si difende.
✅️Perché la democrazia non si firma in bianco.
✅️Perché è arrivato il momento di dire basta.

👉La Costituzione della Repubblica non è il prodotto di una stagione politica qualsiasi. È il risultato di un confronto alto, lungo e spesso difficile tra culture politiche diverse, che seppero tuttavia riconoscersi in un obiettivo comune: costruire l’architettura di uno Stato democratico capace di garantire diritti, equilibrio tra i poteri e tutela dei cittadini.

🇮🇹Quel testo – nato dal lavoro dei padri e delle madri costituenti – non è stato scritto da una maggioranza contro un’opposizione, ma da una comunità politica che, uscita da una delle pagine più drammatiche della nostra storia, scelse di darsi regole condivise e solide. Proprio per questo la Costituzione è diventata il pilastro su cui si regge la nostra democrazia.

🍌Oggi, invece, il Governo guidato da Giorgia Meloni, con Antonio Tajani e Matteo Salvini, chiede ai cittadini di approvare una revisione che interviene su ben sette articoli della Carta costituzionale per modificare l’assetto dell’ordinamento giurisdizionale e il rapporto tra politica e magistratura.

👁Una scelta che non nasce da un grande confronto istituzionale, né da un percorso realmente condiviso nel Paese. Si chiede agli italiani di votare su una modifica profonda dell’equilibrio tra poteri dello Stato, senza che esista un quadro chiaro e completo delle norme che dovrebbero seguirla.
In altre parole, si chiede ai cittadini di firmare un assegno in bianco.

✏️Cambiare sette articoli della Costituzione senza conoscere fino in fondo gli effetti concreti che queste modifiche produrranno significa intervenire su uno dei pilastri della nostra democrazia senza le necessarie garanzie di equilibrio e trasparenza. Significa mettere mano al delicato rapporto tra potere politico e magistratura – che la Costituzione ha voluto autonomo e indipendente – senza spiegare quale assetto reale si intenda costruire.

⚠️E mentre si chiede questo mandato in bianco ai cittadini, il Paese vive una stagione tutt’altro che semplice. Il costo della vita continua a crescere, il carrello della spesa pesa sempre di più sui bilanci familiari, la pressione fiscale non accenna a diminuire, le disuguaglianze aumentano e troppe famiglie faticano perfino a garantire un pasto adeguato ai propri figli.

👉Promesse su promesse, propaganda su propaganda. Ma la realtà racconta un’Italia più fragile, più cara e più insicura socialmente.
Per questo il voto al referendum non è soltanto un passaggio tecnico su alcune norme costituzionali. È una scelta politica e civile: decidere se consegnare a chi governa oggi la possibilità di riscrivere pezzi fondamentali della Costituzione senza sapere con precisione dove porteranno quelle modifiche.

🇮🇹La Costituzione non è un terreno di sperimentazione per maggioranze di turno. È la casa comune degli italiani. Per difenderla, per difendere l’equilibrio tra i poteri dello Stato e per ribadire che le istituzioni devono tornare a mettere al centro i cittadini e non gli interessi della politica, il 22 e 23 marzo c’è una scelta chiara.

Indirizzo

Lanciano
66034

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:45
Mercoledì 09:00 - 12:45
Sabato 09:00 - 12:45

Sito Web

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