09/03/2026
Noi votiamo NO 👇
IO VOTO NO.
✅️Perché la Costituzione si difende.
✅️Perché la democrazia non si firma in bianco.
✅️Perché è arrivato il momento di dire basta.
👉La Costituzione della Repubblica non è il prodotto di una stagione politica qualsiasi. È il risultato di un confronto alto, lungo e spesso difficile tra culture politiche diverse, che seppero tuttavia riconoscersi in un obiettivo comune: costruire l’architettura di uno Stato democratico capace di garantire diritti, equilibrio tra i poteri e tutela dei cittadini.
🇮🇹Quel testo – nato dal lavoro dei padri e delle madri costituenti – non è stato scritto da una maggioranza contro un’opposizione, ma da una comunità politica che, uscita da una delle pagine più drammatiche della nostra storia, scelse di darsi regole condivise e solide. Proprio per questo la Costituzione è diventata il pilastro su cui si regge la nostra democrazia.
🍌Oggi, invece, il Governo guidato da Giorgia Meloni, con Antonio Tajani e Matteo Salvini, chiede ai cittadini di approvare una revisione che interviene su ben sette articoli della Carta costituzionale per modificare l’assetto dell’ordinamento giurisdizionale e il rapporto tra politica e magistratura.
👁Una scelta che non nasce da un grande confronto istituzionale, né da un percorso realmente condiviso nel Paese. Si chiede agli italiani di votare su una modifica profonda dell’equilibrio tra poteri dello Stato, senza che esista un quadro chiaro e completo delle norme che dovrebbero seguirla.
In altre parole, si chiede ai cittadini di firmare un assegno in bianco.
✏️Cambiare sette articoli della Costituzione senza conoscere fino in fondo gli effetti concreti che queste modifiche produrranno significa intervenire su uno dei pilastri della nostra democrazia senza le necessarie garanzie di equilibrio e trasparenza. Significa mettere mano al delicato rapporto tra potere politico e magistratura – che la Costituzione ha voluto autonomo e indipendente – senza spiegare quale assetto reale si intenda costruire.
⚠️E mentre si chiede questo mandato in bianco ai cittadini, il Paese vive una stagione tutt’altro che semplice. Il costo della vita continua a crescere, il carrello della spesa pesa sempre di più sui bilanci familiari, la pressione fiscale non accenna a diminuire, le disuguaglianze aumentano e troppe famiglie faticano perfino a garantire un pasto adeguato ai propri figli.
👉Promesse su promesse, propaganda su propaganda. Ma la realtà racconta un’Italia più fragile, più cara e più insicura socialmente.
Per questo il voto al referendum non è soltanto un passaggio tecnico su alcune norme costituzionali. È una scelta politica e civile: decidere se consegnare a chi governa oggi la possibilità di riscrivere pezzi fondamentali della Costituzione senza sapere con precisione dove porteranno quelle modifiche.
🇮🇹La Costituzione non è un terreno di sperimentazione per maggioranze di turno. È la casa comune degli italiani. Per difenderla, per difendere l’equilibrio tra i poteri dello Stato e per ribadire che le istituzioni devono tornare a mettere al centro i cittadini e non gli interessi della politica, il 22 e 23 marzo c’è una scelta chiara.