10/07/2026
COMUNICATO DELLA CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI DI LATERZA
Alcune precisazioni, doverose.
Ieri, 9 luglio 2026, durante il Consiglio Comunale di Laterza, parlando di associazioni, Consulta e
di Laterza Estate, sono state fatte alcune affermazioni che meritano un chiarimento. Non per
alimentare polemiche, ma perché quando si parla del lavoro di decine di volontari è giusto che i
cittadini conoscano i fatti.
Partiamo dai numeri.
Per Laterza Estate 2025 sono stati assegnati 47.500 euro di contributi alle associazioni per la
realizzazione di 21 eventi. Non 250.000 euro, cifra richiamata più volte durante il dibattito.
Può sembrare comunque una somma importante. Ma chi organizza manifestazioni sa bene cosa
significa mettere in piedi un evento. Ci sono i diritti SIAE, le autorizzazioni, i tecnici, la sicurezza,
il service audio e luci, le assicurazioni, le transenne (si anche le transenne!!), i servizi della Polizia
Locale, gli eventuali compensi per gli ospiti e tante altre spese necessarie per garantire eventi di
qualità e nel pieno rispetto delle norme.
Le associazioni sono realtà di volontariato e senza scopo di lucro. Non hanno entrate proprie e si
autofinanziano. Nella maggior parte dei casi anticipano personalmente tutte le spese necessarie e
solo dopo lo svolgimento dell'evento, presentando una dettagliata rendicontazione corredata dalle
fatture, possono ottenere il rimborso delle somme effettivamente sostenute. Tutti gli atti sono
pubblici e consultabili da chiunque.
Anche su quanto accaduto quest'anno è necessario fare chiarezza.
Le associazioni iscritte alla Consulta sono 17, non 50. E nessuna associazione ha mai chiesto 2.000
euro ciascuna.
Durante la prima riunione della Consulta con la nuova Amministrazione ci è stato comunicato che
non erano disponibili risorse economiche. Nello stesso tempo, però, è stato detto che eventuali
eventi già programmati avrebbero potuto essere comunque presentati.
Abbiamo raccolto quell'invito.
Sono stati presentati 7 eventi, già pronti, chiedendo un rimborso complessivo di circa 8.000 euro.
Non 8.000 euro per ogni associazione, ma complessivamente per tutte le iniziative proposte.
La Consulta aveva anche avanzato una proposta diversa: organizzare una due giorni nel centro
storico/Piazza Plebiscito, coinvolgendo tutte le associazioni del territorio in un unico progetto
condiviso, mettendo gratuitamente a disposizione idee, esperienza, volontari e capacità
organizzative.
Successivamente alla presentazione dei progetti ci veniva comunicato che, per gli eventi proposti
dalle singole associazioni, sarebbe stato concesso esclusivamente il patrocinio gratuito, senza
alcuna possibilità di rimborso delle spese sostenute.
Contemporaneamente veniva prospettata la disponibilità di 5.000 euro per l'organizzazione della
due giorni della Consulta.
Una proposta che ci ha lasciati perplessi sotto due aspetti
Da un lato, perché sembrava escludere qualsiasi forma di sostegno alle associazioni che avevano
presentato progetti concreti, mentre prevedeva una somma destinata alla manifestazione della
Consulta.
Dall'altro, perché questa impostazione sembra non tenere conto delle procedure amministrative che
disciplinano i contributi alle associazioni.
La Consulta, infatti, non è un'associazione e non è un soggetto giuridico che possa ricevere
contributi economici o rimborsi. È un organismo di coordinamento composto dalle associazioni che
ne fanno parte.
Le richieste di rimborso possono essere avanzate esclusivamente dalle singole associazioni,
ciascuna per il proprio evento, documentando le spese sostenute attraverso fatture e rendicontazioni,
come è sempre avvenuto negli anni passati.
È stato anche affermato che le associazioni avrebbero deciso di fare un passo indietro perché non
“non si erano organizzate”.
Non è così!
Il problema non era il tempo per organizzare gli eventi. Il problema era l'impossibilità di sostenere
economicamente iniziative che comportano spese reali. Nessuna associazione ha mai chiesto
contributi per ottenere un guadagno personale. Da sempre è stato chiesto semplicemente un
rimborso parziale delle spese vive, indispensabile per poter realizzare gli eventi.
Inoltre ha lasciato perplessi sentire parlare di associazioni che vorrebbero "dettare legge" oppure di
presidenti, vicepresidenti, segretari o tesorieri presenti contemporaneamente in più associazioni che
presenterebbero diversi progetti.
Se esistono situazioni ritenute irregolari, sarebbe corretto indicarle con chiarezza.
Generalizzare significa mettere in discussione indistintamente il lavoro di tutte le associazioni e di
tutte le persone che, da anni, operano con serietà, correttezza e spirito di servizio.
Chi dedica gratuitamente il proprio tempo alla comunità merita rispetto e, quando vengono mosse
accuse, queste dovrebbero essere circostanziate e non lasciate nel vago.
Il punto, però, va oltre questa vicenda.
Le associazioni non organizzano soltanto eventi. Tengono viva una comunità. Custodiscono la
memoria del territorio, promuovono cultura, socialità, partecipazione e offrono occasioni di
incontro che difficilmente potrebbero esistere senza il lavoro quotidiano di tanti volontari.
Sostenere l'associazionismo non significa fare un favore a qualcuno. Significa investire nella
crescita della comunità.
Per questo, come Consulta delle Associazioni di Laterza, sentiamo il dovere di ribadire un concetto
semplice:
se il valore dell'impegno di centinaia di volontari viene misurato soltanto con il metro economico,
allora noi non ci stiamo.
Perché dietro ogni evento non ci sono interessi personali, ma persone che mettono gratuitamente
tempo, competenze, passione e amore per il proprio Paese. E questo merita rispetto