12/06/2026
NESSUNA UDIENZA, SOLO SILENZIO DA BENGASI
Dieci attivisti bloccati in Libia. Dovevano comparire davanti al giudice oggi, ma l’udienza non è mai stata convocata.
Nessuna notizia, nessun segno. Famiglie e amici in attesa, appesi a un filo di speranza.
“Non è più detenzione, è un sequestro senza tutele,” raccontano dalla Sumud Flotilla. Nessun assistenza legale e consolare garantita.
Ieri l’avvocato avrebbe dovuto incontrarli, ma gli hanno dato un indirizzo sbagliato, perdiamo anche il minimo contatto…
Le indagini continuano, a Bengasi ancora non si sa quando e se quei dieci volontari potranno difendersi.
Tra loro c’è Domenico Centrone, colpito dalle immagini del genocidio a Gaza. “Partito per fare qualcosa, non per violare leggi,” dice sua sorella Maria Rosaria. Un uomo mosso dal dolore, davanti a un orrore senza parole.
Il governo italiano tace. E mentre continuano i rapporti politici ed economici con la Libia, i diritti umani sembrano contare meno del profitto, come denuncia Tony La Piccirella della Global Sumud Flotilla.
Oggi parlerà alla Camera dei Deputati, cercando di dare voce a chi in Libia è stato messo a tacere.
Intanto, cresce lo sciopero della fame, si allarga il digiuno tra gli attivisti che chiedono la liberazione immediata. Anche Saif Abukeshek, il primo arrestato in acque internazionali, ha aderito, invitando a una mobilitazione globale.
Domani manifestazioni davanti alle ambasciate libiche in tutto il mondo, perché trattenere chi porta aiuti umanitari è un crimine inaccettabile.
Il blocco degli aiuti a Gaza prosegue senza sosta. Organizzazioni come Medici Senza Frontiere combattono senza risorse, senza antibiotici, senza futuro.
E loro, quella piccola Flotilla, voleva solo rompere l’assedio con medicine, ambulanze e personale medico.
Ma per ora, resta solo il silenzio di Bengasi. E un’assenza di risposte che pesa come un macigno.