31/03/2026
SICUREZZA DEL TAGLIAMENTO:
ora servono risultati
Nel Consiglio Comunale di ieri sera il Sindaco ha comunicato la pubblicazione del bando regionale per il DOCFAP, primo passo verso la progettazione degli interventi.
Come Futuro Comune Latisana, riteniamo questo un passaggio importante.
Ma è altrettanto necessario essere chiari: i tempi sono lunghi, le scelte risultano già indirizzate e non è ancora certo il quadro delle risorse.
👉 Per Latisana la priorità è una sola: avviare al più presto le opere che riducono davvero il rischio idraulico.
Il nostro intervento va in questa direzione: non per bloccare, ma per accelerare e rendere concreto il percorso.
👇 Di seguito il testo integrale.
INTERVENTO
Signor Sindaco, colleghi consiglieri,
intervengo a nome del gruppo Futuro Comune Latisana con spirito costruttivo, nella convinzione che tutti condividiamo un obiettivo comune:
mettere in sicurezza il nostro territorio nel più breve tempo possibile.
Proprio per questo è necessario essere chiari, non solo sugli obiettivi, ma anche sul metodo e sulla coerenza del percorso intrapreso.
Analizzando il quadro esigenziale allegato al bando emerge con evidenza un dato:
non siamo di fronte a un percorso realmente aperto, ma a un progetto già fortemente definito.
Le opere principali sono individuate, le portate stabilite, la strategia idraulica delineata.
Inoltre, per l’opera centrale — la traversa laminante di Dignano — esiste già un livello progettuale avanzato, recepito nel Documento di Indirizzo alla Progettazione approvato con delibera n. 530.
Questo significa che non siamo più nella fase di valutazione delle alternative, ma nello sviluppo di una soluzione già scelta.
Da qui nasce un problema di coerenza.
Il DOCFAP, per sua natura, dovrebbe servire a confrontare alternative e individuare la soluzione migliore. In questo caso, però, le scelte risultano già definite: inserite nel PGRA con una variante d’ufficio, e ulteriormente sviluppate con il DIP.
È quindi necessario dirlo con chiarezza: il DOCFAP è formalmente corretto, ma sostanzialmente non aperto.
Questa impostazione non è neutra. Espone la procedura a criticità: il confronto tra alternative rischia di essere solo teorico, le scelte appaiono predeterminate e si crea una sovrapposizione tra livelli progettuali.
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di ambiguità: non è chiarito se l’obiettivo prevalente sia la sicurezza idraulica o la realizzazione dell’infrastruttura viaria del ponte di Dignano.
Tutto questo espone il bando a possibili ricorsi, contestazioni e rallentamenti — esattamente ciò che il nostro territorio non può permettersi.
Se le scelte sono già definite, dobbiamo porci una domanda concreta: ha senso procedere con un DOCFAP unico su tutte le opere?
Per Latisana, la risposta è no.
Questa impostazione aumenta i tempi e la complessità, senza modificare decisioni già assunte, rischiando anzi di rallentare ulteriormente il percorso.
Mantenerle separate avrebbe consentito una procedura più semplice, più veloce e meno costosa.
Così invece si è scelto di complicare un percorso che aveva bisogno esattamente del contrario: chiarezza. E rapidità.
Il tema dei tempi è infatti centrale.
Il cronoprogramma prevede la conclusione del DOCFAP oltre un anno dall’avvio del servizio. Ciò significa arrivare a ridosso della prossima scadenza elettorale regionale senza aver avviato alcun cantiere — una dinamica già vista, che il territorio non può più accettare.
Va inoltre affrontata la questione del primo lotto.
Il bando individua un primo intervento prevalentemente sugli argini. Ma è necessario essere chiari: gli argini contengono l’acqua, non riducono la portata del fiume. Di conseguenza, non risolvono il problema idraulico di Latisana.
Le uniche opere realmente efficaci sono quelle di laminazione a monte, perché consentono di abbassare i picchi di piena.
Il nodo, quindi, è politico.
La Regione ha compiuto una scelta precisa: ha individuato la soluzione di Dignano, modificato il PGRA per inserirla e sviluppato un livello progettuale avanzato.
Questo percorso ha richiesto tempo. Nel frattempo si sono discusse alternative, coinvolti i territori, ascoltate proposte e attesi pareri autorevoli. Eppure oggi ci troviamo sostanzialmente allo stesso punto, segno che le scelte non sono mai state realmente in discussione.
Noi continuiamo a ritenere che la soluzione migliore fosse quella della traversa di laminazione sulla stretta di Pinzano, come previsto dalla Commissione “Laboratorio Tagliamento” e recepito dal PGRA prima della variante.
Ma oggi riaprire quella scelta significherebbe perdere altro tempo — e il territorio non può più permetterselo.
Per questo diciamo con chiarezza: si vada avanti con Dignano, senza ulteriori esitazioni.
Occorre allora essere conseguenti.
Se la scelta è Dignano, va dichiarato con chiarezza e portato avanti senza ulteriori passaggi che rischiano solo di creare confusione e ritardi.
Il tempo perso è già significativo e, con questo andamento, è evidente il rischio di arrivare alle prossime elezioni regionali senza aver avviato alcun intervento.
Dopo dieci anni di governo della stessa parte politica, il percorso è stato segnato da cambiamenti rilevanti: dall’approvazione di un PGRA in linea con le indicazioni della Commissione “Laboratorio Tagliamento” del 2010, alla successiva modifica che ha introdotto un sistema idraulico diverso, generando proteste nel medio corso, fino alla situazione attuale.
E proprio per questo oggi serve un cambio di passo.
Ogni passaggio deve essere utilizzato in modo efficace, ma soprattutto deve servire a chiarire fino in fondo le conseguenze delle scelte che si stanno facendo.
In particolare, il tema dell’inversione dei flussi alla foce e sul Cavrato non può essere liquidato con formule generiche.
Serve chiarezza.
Serve capire — in modo concreto — quali saranno gli effetti: sui livelli dell’acqua, sul rischio idraulico, sulla sicurezza delle aree abitate in golena (Pertegada), ma anche sulla tenuta e sul futuro degli insediamenti turistici che fanno capo a Lignano.
Perché qui non stiamo parlando solo di aspetti tecnici, ma di scelte che incidono direttamente sulla sicurezza del territorio e su una parte fondamentale della nostra economia.
E su questo non possiamo permetterci né superficialità né zone d’ombra.
Dobbiamo pretendere che, prima delle elezioni, sia disponibile un progetto di laminazione approvato e finanziato.
Non il primo lotto previsto dal bando — che riguarda opere arginali a Spilimbergo e non risolve il problema di Latisana — ma interventi realmente efficaci.
Altrimenti dovremo prendere atto che si sta ripetendo un copione già visto.
Per questo la richiesta è semplice e chiara:
In caso contrario, dovremo constatare che si sta ripetendo un copione già visto.
Per questo la richiesta è semplice e chiara:
procedere subito con la progettazione della traversa di Dignano, garantire le risorse per le opere di laminazione e superare un’impostazione del DOCFAP che, nelle condizioni attuali, rischia solo di rallentare il percorso.
Perché il nostro territorio non ha più bisogno di studi.
Ha bisogno di opere.
Gruppo Futuro Comune Latisana
Angelo Valvason
Daniela Lizzi
Luca Celeghin