ANPI Lavagna-Valli Aveto Sturla Graveglia

ANPI Lavagna-Valli Aveto Sturla Graveglia Impegno antifascista, contro le diffuse iniziative dei vari tipi di neofascismo, di neonazismo e razzismo, e per la completa realizzazione della democrazia

Affrontare meglio il presente per costruire un futuro libero e democratico. Questo vale, in modo particolare, per il tema dell’antifascismo sul quale c’è ancora molto da approfondire e da agire, contro il diffondersi di pratiche ed iniziative che si richiamano, comunque, ad un passato che non può e non deve tornare mai più. Bisogna, soprattutto, agire nei confronti dello Stato e delle istituzioni,

perché adempiano al loro dovere di rappresentare, sostenere e diffondere i princìpi e i valori dell’antifascismo e della democrazia, come rappresentati nella Carta costituzionale.

i“È questo lo scenario desolante che oggi si presenta alla foce del fiume Entella, sulla sponda lavagnese: una gabbia di...
06/09/2026

i“È questo lo scenario desolante che oggi si presenta alla foce del fiume Entella, sulla sponda lavagnese: una gabbia di recinzione cinge monumenti viventi, come le piante ad alto fusto, e monumenti storici, come i cippi alla memoria di chi ha combattuto contro la feroce dittatura nazifascista, sacrificandosi per la nostra libertà e democrazia.”

ANPI Lavagna interviene sul cantiere per la realizzazione del muro di contenimento alla foce dell’Entella, esprimendo preoccupazione per la tutela dei luoghi e dei monumenti della memoria presenti sulla sponda lavagnese. In particolare, la sezione richiama l’attenzione sul cippo dedicato a Erald...

Questo il comunicato inviato alla stampa e al Presidente della Regione Liguria Bucci e alla Sindaca della Città Metropol...
05/09/2026

Questo il comunicato inviato alla stampa e al Presidente della Regione Liguria Bucci e alla Sindaca della Città Metropolitana Salis: ***Comunicato stampa*** - Lavagna lì, 5 settembre 2026

È questo lo scenario desolante che oggi si presenta alla foce del fiume Entella, sulla sponda lavagnese: una gabbia di recinzione cinge monumenti viventi, come le piante ad alto fusto, e monumenti storici, come i cippi alla memoria di chi ha combattuto contro la feroce dittatura nazifascista, sacrificandosi per la nostra libertà e democrazia.

Pur consapevoli dei limiti procedurali di intervento, avevamo tempestivamente segnalato al Sindaco e all'amministrazione comunale la nostra profonda preoccupazione in merito al cantiere per la costruzione del muro di contenimento del fiume. Senza entrare in merito alle questioni prettamente tecniche, che pure andrebbero approfondite, non possiamo esimerci dall'esprimere un giudizio netto sulle modalità con le quali quest'opera sta procedendo: senza un reale e preventivo confronto con chi vive e presidia il territorio.

Per questo motivo, in data odierna abbiamo chiesto formalmente agli organi provinciali e regionali della nostra associazione un urgente confronto con le istituzioni di pari livello (in indirizzo alla presente), iter che sappiamo già essere in corso e che costantemente monitoriamo. L'obiettivo è ottenere rassicurazioni concrete sulla cura e la salvaguardia del monumento dedicato alla memoria del Comandante della Divisione Garibaldina Coduri, Eraldo Fico "Virgola". Su tale cippo è riportato un pregevole bassorilievo, opera del compianto Maestro Francesco Dallorso, ora confinato dietro le sbarre del cantiere.

In allegato le foto del cantiere.

Cordialmente,
Matteo Brugnoli
presidente di sezione

01/09/2026
Domenica 9 agosto, presso il Rifugio delle Casermette del Monte Penna, ex caserma del Corpo Forestale nel territorio di ...
23/08/2026

Domenica 9 agosto, presso il Rifugio delle Casermette del Monte Penna, ex caserma del Corpo Forestale nel territorio di Santo Stefano d’Aveto, si è svolta la cerimonia promossa dalle sezioni ANPI di Lavagna e Casarza Ligure per ricordare i caduti della Resistenza locale, come Giovanni Galloni ("Razza") e Domenico Raggio.
Nella circostanza magistrale l'orazione del prof. Renzo Ronconi (dirigente dell'IC Della Torre di Chiavari) che ha ricordato ancora una volta i valori e il significato della Resistenza.

𝐃𝐨𝐧 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐌𝐢𝐧𝐳𝐨𝐧𝐢Sapeva come sarebbe finita. L’aveva scritto nel suo diario, mesi prima:«Ritirarmi sarebbe rinunciare...
23/08/2026

𝐃𝐨𝐧 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐌𝐢𝐧𝐳𝐨𝐧𝐢

Sapeva come sarebbe finita.
L’aveva scritto nel suo diario, mesi prima:

«Ritirarmi sarebbe rinunciare a una missione troppo sacra. A cuore aperto, con la preghiera che spero mai si spegnerà sul mio labbro per i miei persecutori, attendo la bufera, la persecuzione, forse la morte.»

La sera del 23 agosto 1923, ad Argenta, don Giovanni Minzoni rientra in canonica con un giovane parrocchiano. Due squadristi lo aggrediscono alle spalle e gli fracassano il cranio a bastonate. Muore poche ore dopo senza riprendere conoscenza. Aveva trentotto anni.

Era arciprete di Argenta dal 1910. Cappellano militare volontario nella Grande Guerra, medaglia d’argento al valor militare. Tra i braccianti della Bassa ferrarese aveva costruito circoli, scuole popolari, i primi nuclei del sindacalismo cattolico. Quando nel 1921 gli squadristi uccisero ad Argenta il sindacalista socialista Natale Gaiba, fu tra le pochissime voci a denunciarlo pubblicamente. Nel 1923 fondò due riparti di esploratori cattolici: quei ragazzi il fascismo li voleva solo per sé.

Gli esecutori rispondevano alla milizia di Italo Balbo. Nel 1925 il processo di Ferrara li assolse tutti, tra testimoni intimiditi e giornalisti minacciati: uscirono dall’aula portati in trionfo. La condanna arrivò solo nel 1947, ventiquattro anni dopo, e fu subito coperta dall’amnistia. Nessuno scontò un giorno di carcere.

Non aveva un partito né un’arma. Aveva dei ragazzi e una parola pubblica. È bastato.

🔍 La sua biografia: www.anpi.it/biografia/don-giovanni-minzoni

Il solito becero tentativo di mistificare la storia da parte di chi quella storia non l’ha nemmeno mai studiata.L’ennesi...
20/08/2026

Il solito becero tentativo di mistificare la storia da parte di chi quella storia non l’ha nemmeno mai studiata.
L’ennesima br**ta figura dei “Vannacciani”:

“Indegno che chi siede nelle istituzioni democratiche riscriva la storia per trasformare criminali nazifascisti in eroi”, ha detto il consigliere del Partito Democratico Simone D’Angelo.

12/08/2026
Domenica 9 agosto ricorderemo i caduti del Monte Penna, nel frattempo manteniamo lo sguardo sulla drammatica attualità. ...
04/08/2026

Domenica 9 agosto ricorderemo i caduti del Monte Penna, nel frattempo manteniamo lo sguardo sulla drammatica attualità.

“Cara Giorgia,
a distanza di qualche settimana ti riscrivo mentre a Ceuta si contano i morti e tu, invece di piangerli, ci costruisci sopra un comizio.
Quello che stai facendo ha un nome preciso, e non è "difesa dei confini": si chiama sciacallaggio politico sulla pelle dei poveri.

Menti sapendo di mentire.
Hai annunciato la sospensione di Schengen con la Spagna come se le poche migliaia entrate a Ceuta stessero per bussare a Ventimiglia domani mattina.
Sai benissimo che non è vero: Ceuta è un'enclave in territorio marocchino, chi arriva lì non entra in Europa continentale, viene identificato sul posto.
I tuoi stessi funzionari del Viminale hanno ammesso che si tratta di controlli "a campione". Tradotto: una misura simbolica, inefficace, che serve solo a te e al generale Vannacci che ti incalza da destra.
Il prezzo lo pagano i turisti in coda ai porti, gli imprenditori e soprattutto la verità.

Cara Giorgia, il vero regista di Ceuta si chiama Donald Trump.
Il tuo ex amico che continui a difendere. Tu fai lo sciacallo contro Sánchez, ma il fiammifero l'ha strofinato l'inquilino della Casa Bianca.
Te lo dico in breve:
1. Trump ha regalato a Rabat il riconoscimento della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale — nel 2020, riaffermato nell'estate 2025 — blindando l'asse Washington–Rabat contro il diritto internazionale.
2. La visita di Sánchez ad Algeri ha fatto scattare la ritorsione: il Marocco ha aperto i rubinetti dei migranti verso Ceuta. Non lo dico io, lo scrivono i giornali che non appartengono ad Angelucci.
3. Il 29 giugno 2026 Trump ha sospeso per otto mesi i dazi sui fosfati marocchini.

Il quadro che fingi di non vedere è questo: Trump premia il Marocco con fosfati, Sahara e basi militari.
Il Marocco usa i migranti come arma di ricatto contro una Spagna "colpevole" di riavvicinarsi ad Algeri.
Migliaia di giovani — molti minorenni — si buttano in acqua e diciannove muoiono annegati. E tu prendi quei corpi e li usi come sfondo per un post su X.
Questo non è governare.
Questo è sciacallaggio.
Non è da statista — perché una statista non chiude Schengen per un teatrino interno mentre nel Mediterraneo si muore: chiama Bruxelles, convoca l'ambasciatore USA, chiede conto a Trump del ricatto marocchino, costruisce una politica migratoria europea.

Non è da italiana — perché l'Italia è il Paese di Lampedusa, di don Puglisi, di don Milani, di don Bosco.
Il Paese che ha inventato la parola "solidarietà" nella Costituzione.

Non è da madre — perché quei ragazzi affogati a Tarajal sono figli di qualche madre.
I miei figli, tua figlia, hanno avuto la fortuna di nascere in Italia.
Loro no.
È l'unica differenza.
Una madre lo sa.
Da cristiana non ne parliamo neanche.
Noi che accogliamo sappiamo cosa vuol dire stare sulla frontiera vera.
Non quella retorica dei tuoi tweet.
Ti chiediamo una cosa sola: smettila.
Smettila di mentire agli italiani sulle cause.
Smettila di attaccare Sánchez per coprire Trump.
Smettila di trasformare diciannove cadaveri in punti percentuali.
E se non lo fai per statura politica, fallo almeno perché — come hai detto tu — sei una madre.
E sei cristiana.”

Bologna, 2 agosto 1980. Ore 10.25. Una bomba esplode nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione centrale, gre...
02/08/2026

Bologna, 2 agosto 1980. Ore 10.25. Una bomba esplode nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione centrale, gremita di viaggiatori in partenza per le vacanze. Ottantacinque morti, oltre duecento feriti: la più grave strage nella storia dell’Italia repubblicana.
Ci sono voluti decenni di processi per stabilire quello che le sentenze oggi affermano: la matrice neofascista dell’attentato e i depistaggi messi in atto da settori degli apparati dello Stato e dalla loggia P2 per coprirne gli autori.
A quarantasei anni di distanza, l’orologio della stazione resta fermo alle 10.25. Non è un gesto simbolico: è un impegno. Perché la memoria non muore, e non muore la richiesta di verità piena portata avanti dall’Associazione dei familiari delle vittime.
L’ANPI è a fianco di Bologna oggi come ogni 2 agosto: ricordare le vittime significa difendere la Costituzione nata dalla Resistenza e chiudere ogni spazio a chi ancora oggi si richiama a quella matrice.



Eravamo in tanti ieri sera alla pastasciutta Antifascista, 200 persone unite attorno ai valori fondanti della Costituzio...
26/07/2026

Eravamo in tanti ieri sera alla pastasciutta Antifascista, 200 persone unite attorno ai valori fondanti della Costituzione Italiana nata dalla Lotta di Liberazione dal nazifascismo.
25 luglio 1943 - 25 luglio 2026, 83 anni dopo festeggiamo la caduta del regime fascista che trascinò l’Italia e l’Europa nel baratro con oltre 50 milioni di morti.
Viva la Resistenza, Viva i 7 fratelli Cervi!

Indirizzo

Piazza Cordeviola 18
Lavagna
16033

Orario di apertura

10:00 - 12:00

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