08/06/2026
Quello che vi riporto è un estratto del mio intervento all’assemblea pubblica di MIND - menti indipendenti.
Buona lettura e, se vi va, ditemi cosa ne pensate.
🎙️Per amministrare bene, sia nel pubblico che nel privato, ci si dovrebbe rifare alle regole fondamentali del management: disciplina strutturata in 4 fasi: analisi, strategia, piano operativo e monitoraggio.
Spesso le Amministrazioni Pubbliche saltano le prime due, per il vizio di intercettare i fondi a prescindere dalle funzionalità e dai reali bisogni.
Facciamo insieme un’analisi del contesto in cui viviamo: il tasso di mortalità è il doppio del tasso di natalità quello di emigrazione cresce come il tasso di immigrazione. L’età media è di 47,3 anni, sopra la media nazionale.
L’abbandono scolastico riguarda il 28% dei nostri ragazzi e solo il 59% della popolazione tra i 25 e 64 anni possiede un diploma. Mentre i laureati tornano a spostarsi in massa verso il centro Nord e l’Europa
Si chiama desertificazione sociale. La nostra città è interessata da questo fenomeno.
Questo è lo scenario ricco di fenomeni che la politica deve essere in grado di osservare e governare. Fenomeni che creano disagi fragilità povertà che sono sociali, economiche, culturali e sanitarie
E ce ne saranno altre, legate a cambiamenti epocali.
E quali sono state le strategie, le risposte, della politica?
Risposte superficiali improvvisate ed approssimative, esattamente come la classe politica che da decenni governa la città.
Invece di governare tendiamo a criminalizzare e reprimere.
Invece di luoghi e spazi curati e funzionali creiamo i cosiddetti non luoghi, cattedrali nel deserto, così si creano pericolose zone d’ombra, l’unica forma di ombra rimasta, visto che in 10 anni abbiamo perso circa 5000 alberi e altri 2000 li perderemo nei prossimi tre, per colpa di scelte criminali che impattano su salute sicurezza e qualità della vita.
Scelte ancora più scandalose se pensiamo alla valanga di denaro pubblico divorato da opere inutili fatte più per saziare gli appetiti di qualcuno invece che migliorare la vita di tutti.
L’elenco sarebbe troppo lungo, un esercizio di puro masochismo ma serve ricordare almeno il caso Itaparica, la ludoteca di San Pio, la darsena di San Cataldo, il porticciolo di Frigole, la zona anti Stadio. Per non parlare poi dei palazzetti e centri sportivi di via Potenza e via Merine.
In questo scenario, con una città che collassa, le opere proposte sono sempre più grandi e decontestualizzate: ad esempio Foro Boario, estensione del filobus.
In un tempo in cui il dibattito pubblico è svilito dai social e da un livello culturale spesso troppo basso, è facile che il pensiero critico venga interpretato come polemica.
La polemica la lasciamo a chi ci sguazza dentro. Noi osserviamo, analizziamo, studiamo e proponiamo una visione alternativa funzionale e sostenibile
Perciò mi rivolgo a chi mi ripete “ma sempre polemica fate?” No cari miei abbiamo fatto decine di proposte, anzi, se includiamo i punti programmatici presenti sul sito di Mind, centinaia.
Abbiamo redatto e presentato un contro PUMS, con circa 1.500 firme. Abbiamo richiesto un piano del rischio arboreo, l’attuazione del baratto amministrativo, la programmazione di interventi mirati di pulizia e sfalcio, per evitare che vengano tritati i rifiuti e che i forasacchi diventino una perenne minaccia nelle poche aree sgambo della città.
Abbiamo presentato un esposto per il Parco Melissa Bassi, pericolosa terra di nessuno dove si mette a repentaglio la sicurezza, l’igiene e la salute pubblica, con locali diventati aree di somministrazione e spaccio di eroina.
E ce ne sono svariate decine di altre di proposte, tra cui il bilancio trasparente: esigiamo che le imposte di scopo, somme vincolate ad alcune funzioni, siano regolarmente discusse, presentate e programmate con la comunità. Perché vogliamo sapere come e dove finiscono i soldi della tassa di soggiorno, e che i fondi delle sanzioni stradali vengano per almeno il 50% reinvestite in sicurezza stradale.
Noi non cambiamo idee sé cambia amministrazione, perché valutiamo come e cosa fa per la città, non chi.
Hanno prima provato a mettermi nell’ombra, poi a farmi terra bruciata. Mi sono misurato con personaggi pessimi, con le loro minacce e le loro ritorsioni, ma soprattutto con dinamiche squallide di un sistema marcio.
Indipendenti significa questo, che non dipendiamo da certe logiche. E questo lo chiamate essere polemici?
Al massimo scomodi. E lo resteremo.
Siamo e saremo disponibili ad accordi, mai ad inciuci. Personalmente ho anteposto valori idee e visione al tornaconto personale, alle poltrone garantite e alle promesse di carrierismo politico. Perché la credibilità si misura dalle azioni che compiamo in risposta alle parole che diciamo. Non viceversa.
In una terra dominata da un civismo sempre più cinico, mascherato e trasformista, Mind non segue quella corrente né obbliga ad alcuna disciplina di partito ma impegna alla dignità politica e alla responsabilità sociale🎙️