16/06/2022
"Scopa, colla e attaccare manifesti sopra un muro a diffonder l'ideale..."
28 maggio 1979, Roma.
Il ragazzo affigge manifesti del FdG con altri quattro amici.
Scoppia un'accesa discussione con un gruppetto di compagni del PCI di via Montebuono: questione territoriale riguardo le affissioni.
Volano parole grosse, minacce.
La sera stessa, il ragazzo esce con la sorella e un amico per andare a cena. In piazza Vescovio, quartiere Trieste, riconosciuto da alcuni compagni è costretto a scappare a piedi, inseguito, braccato. Chi è con lui chiama la polizia, mentre il ragazzo si rifugia in un palazzo di via Montebuono, zona che conosce molto bene.
Verrà ritrovato tre metri più in basso, sotto un ballatoio, privo di conoscenza.
Muore il 16 giugno.
La Sentenza della Corte d'Assise di Roma è chiara: nessuna caduta accidentale, bensì omicidio volontario, per cui nessuno, però, risponderà.
Il ragazzo si chiamava Francesco Cecchin, un giovane militante, esempio di dedizione all'ideale per tutti noi.