20/08/2026
Saba era nata in una comunità protetta mamma-bambino. La sua mamma aveva una storia dolorosa alle spalle e pochi strumenti per potere rispondere ai bisogni di quella piccola neonata. Gli educatori della comunità hanno accompagnato passo passo la mamma nei primi mesi di vita della piccola. C’erano giorni in cui la piccola cercava le braccia della sua mamma, ma lei non riusciva a prendersi cura della sua piccola. Saba piano piano smise di piangere e di essere interessata all’ambiente. Era necessario per lei un passaggio in una casa, una situazione che rispondesse il più possibile ai suoi bisogni fisici ed emotivi. E lì l’incontro con una straordinaria famiglia, con due figli di 4 e 7 anni, aveva appena terminato il percorso di conoscenza con il Servizio Affido, desiderosa di aprirsi all’accoglienza. I figli naturali erano felicissimi di incontrare la piccola Saba e le crearono subito un posticino fisico in quella casa, ma soprattutto un posticino emotivo. “Siamo tre fratelli adesso, di cui uno nuovo. Saba prima non piangeva, ora piange sempre” racconta uno dei bambini. Saba ha scoperto la possibilità di esprimere i suoi bisogni, in un contesto che risponde a quei bisogni.
Nel frattempo la sua mamma si sta facendo aiutare e guidare da tanti professionisti e incontra regolarmente la piccola Saba in spazio neutro. La mamma affidataria ha chiesto le foto della bimba da quando è venuta al mondo e ha creato un libricino con tante foto della piccola, un libro della sua storia, in cui i protagonisti sono tanti. C’è la famiglia di origine e la famiglia affidataria che camminano nella stessa direzione e al centro Saba.
“Credo che questa metafora rappresenti il reale significato dell’affido. E finchè ne avrà bisogno, la piccolina, noi la accompagneremo tenendola per la mano”.