27/02/2026
Era il 27 febbraio 1939 quando, con Regio Decreto n. 333 e, dopo l’estenuante lavoro del Prefetto Alberto Giombino, nasceva il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Fu il momento in cui, da gruppi di “pompieri comunali” disorganizzati, spesso con mezzi adattati, inadeguati e il più delle volte costruiti artigianalmente, si passò a una struttura ramificata su tutto il territorio nazionale.
27 febbraio 2026: 87 anni che gli uomini e le donne del Corpo assicurano il servizio di soccorso pubblico, contribuendo anche alle attività di difesa civile per la sicurezza della popolazione e delle infrastrutture strategiche dello Stato.
Quasi novant’anni di storia, fatta di tanta gente aiutata, salvata, confortata. Alluvioni, terremoti, frane, crolli, esplosioni. Tragedie, desolazione e disperazione. Acqua, neve, polvere, fumo che soffoca, freddo che immobilizza, calore che tramortisce e offusca la mente e toglie il respiro.
Ma poi anche sorrisi, fino alle lacrime di gioia, per avercela fatta. Dopo ore di lavoro, anche a mani n**e a scavare. Le stesse mani che spesso, ma purtroppo non sempre, sono riuscite a salvare un bambino sotto le macerie di un crollo, una famiglia intrappolata dopo un sisma, un automobilista incastrato dopo un incidente.
Mani che hanno portato aiuto, conforto e spesso speranza dove tutto intorno c’erano disperazione e paura.
Ottantasette anni che quella fiamma arde sui petti di persone comuni ma con un cuore grande. Grande. Persone per cui, come recita la loro preghiera: “Un giorno senza rischio non è vissuto… nel terrore dei crolli, nel furore delle acque, nell’inferno dei roghi…
OVE TUTTI FUGGONO, IO VADO.
Buona Festa, Pompieri d’Italia, e che Santa Barbara vi sia sempre accanto”.