Da Legnano in poi

Da Legnano in poi Da Legnano in poi

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22/06/2023

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L'erba è in fase di taglio, ma ci sono stati dei ritardi. Perché?

Semplicemente la pioggia: nelle scorse settimane ha piovuto molto per cui, come conseguenza, l'erba è cresciuta rapidamente. Inoltre, non è possibile effettuare questi tagli durante le precipitazioni o nei momenti successivi, perché i macchinari non sono in grado di operare fin quando il terreno non è adeguatamente asciutto. Saltando i lavori, il programma generale si complica, creando delle code nella gestione.

In questi giorni, con la situazione stabilizzata, i tagli sono ricominciati.
Tutta la città ha avuto almeno il secondo taglio d'erba e il terzo è in corso.

Cosa sta facendo l'amministrazione comunale di Legnano per la sostenibilità?
07/04/2023

Cosa sta facendo l'amministrazione comunale di Legnano per la sostenibilità?

Oggi 7 aprile è la Giornata Mondiale della Salute. L’inquinamento è tra le maggiori cause di morte nella provincia di Milano. Per l’occasione, è utile ricordare l’impegno del comune di Legnano per rendere la città sostenibile.

Tra gli interventi fatti negli ultimi anni si ricordano una riforestazione urbana in cui sono stati piantati oltre 3500 alberi e vari interventi per migliorare l’efficientamento energetico della città, oltre che per avviare un percorso per trasformare Legnano in una comunità energetica rinnovabile.

Tra questi, troviamo l’introduzione dell’illuminazione pubblica a LED, interventi sugli edifici pubblici per migliorare la classe energetica e ridurre le emissioni di CO2 e l’installazione di un impianto fotovoltaico sopra il tetto della sede comunale.

condividere, condividere, condividere.
18/03/2023

condividere, condividere, condividere.

Benvenute e benvenuti su “Legnano tutta un programma”, un modo nuovo per amministrare la città insieme alle persone, insieme a tutta la comunità.

Sin dalla campagna elettorale abbiamo sentito l’esigenza di un vero coinvolgimento popolare, un dialogo attivo con l’Amministrazione sui progetti intrapresi e quelli ancora da iniziare. Per questo abbiamo ideato un punto di ritrovo social: per spiegare il nostro lavoro quotidiano, dare a tutte e tutti la possibilità di suggerire cambiamenti, far conoscere le iniziative e partecipare ai processi.

Vogliamo rendere la città inclusiva con progetti di socialità diffusa, sostenibile perché capace di far crescere le opportunità in modo policentrico, bella perché funzionale nei suoi servizi e nelle sue proposte e attraente perché viva, vissuta dalle persone ogni giorno.

Per Legnano abbiamo un programma, e vogliamo realizzarlo con i Legnanesi.

15/01/2022

🚀 VEDUTE DA MARTE 🌍

Riprende con oggi la rubrica "Vedute da marte" con l'augurio di un 2022 libero, sano e democratico.

IL NEMICO DEI MURI
“A great European & proud Italian”, “Un uomo buono”, “Riposa in pace, caro David”. Sono solo alcune delle commosse e sincere espressioni di partecipazione al dolore di un continente intero, di cui si è fatta portavoce Ursula Von der Leyen, Presidente della Commissione Europea nel ricordare il “nostro” David Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo che se ne è andato pochi giorni fa, a soli 65 anni, sconfitto da una malattia che lo aveva colpito per la prima volta oltre dieci anni fa e che con tutto il suo coraggio e il suo amore per la vita non sono più riusciti a debellare.
“Con altri leader europei, Sassoli ha saputo accompagnare una svolta decisiva per il futuro dell'Europa: dai diritti civili e sociali, al dialogo con gli altri Paesi, a partire dal Mediterraneo. Politico appassionato, leader leale, rigoroso, ha saputo nutrire con la sua cultura una iniziativa politica al servizio delle persone e delle istituzioni. Uomo del dialogo, ha fatto del metodo del confronto la cifra del suo rapporto con gli interlocutori, alla ricerca del bene comune". Questo è lo splendido ricordo che il Presidente della Repubblica ha dedicato a Sassoli, restituendone un ritratto perfetto, del tutto rispondente al reale: leader leale e rigoroso, uomo del dialogo e del metodo del confronto finalizzato alla ricerca del bene comune. Con la sua pacatezza, la sua compostezza, il suo bel sorriso e i suoi modi eleganti, ma anche con convinta e retta determinazione era un uomo di giustizia e ancor più di apertura. Inclusività invece che muri, dialogo anziché filo spinato, intesa e non chiusura. Ha perseguito questo suo solido credo per una vita intera. Nel novembre 1989, in veste di giornalista, assiste in diretta alla caduta del Muro di Berlino e partecipa in prima persona alla sua “picconatura”. Più di recente, già Presidente del Parlamento Europeo, senza né alzare la voce né scomporsi si rivolge senza parafrasi ai Paesi dell’Unione campioni del sovranismo e dell’illiberalità: “Il diritto europeo prevale su quello nazionale: Ungheria e Polonia devono rispettarlo… Gli Stati dell'UE che violano lo Stato di diritto non dovrebbero ricevere i fondi comunitari… L'Unione stessa è una comunità fondata sui principi della democrazia ma se questi sono minacciati in uno Stato membro, noi dobbiamo agire per proteggerli.”
In ultimo: le parole della Signora Von der Leyen e del Presidente Mattarella, insieme a quelle di moltissime altre figure istituzionali e politiche di ogni parte del mondo si sommano al lungo, sentito applauso dei deputati e funzionari comunitari schierati davanti alla sede del Parlamento Europeo – che Sassoli avrebbe voluto aprire di notte, come era nel suo spirito, ai senzatetto che vedeva accampati sotto le arcate dell’edificio – annullando senza appello alcuno l’incredibile e inaccettabile pioggia di gaudio inqualificabile e di illazioni circa la sua morte che arrivano, non a caso, da una precisa parte politica. “E’ morto l’euro-parassita David Sassoli”, scrive il sito web di disinformazione Mag24.es. Bene. Cinquecento milioni di Europei, compatti, rimandando al mittente questa aberrazione.

29/12/2021

FATTI, NON SOLO PAROLE.

Durante il Consiglio Comunale di ieri sera 28 dicembre è stato approvato l’affidamento all’azienda speciale So.Le della gestione dei servizi alla persona in ambito socio-assistenziale e socio-educativo per gli anni 2022-2027.
Nel corso dell’anno abbiamo svolto numerosi incontri tecnici e politici per valutare dati, criticità e possibili sviluppi dell’azienda SoLe. Questo lavoro ha reso evidenti le ragioni che avevamo già proposto in sede di programmazione (DUP) riguardo agli affidamenti dei servizi all’azienda:
1. In ambito sociale non si può agire come singoli comuni, anche se di media dimensione: non ce lo consente la Legge e le delibere regionali. La stessa legge di riforma sanitaria regionale ribadisce la necessità di integrazione tra sanitario e sociale e tra ambiti distrettuali.
2. La complessità dei bisogni sociali richiede risposte integrate, specialistiche, sostenibili: le aziende consortili sono il modello più collaudato: solo in Lombardia sono più di 35 con 511 comuni associati ed esiste un ente di coordinamento regionale delle stesse.
3. Il Codice del Terzo Settore ha aperto percorsi come la coprogettazione e la coprogrammazione, che non possono essere ignorati e che costituiscono ormai metodo imprescindibile sia per i Comuni che per le Aziende Consortili.
L’approvazione di questa delibera è un risultato molto importante, coerente con il programma che fin da principio ha costruito questa maggioranza, che risponde in maniera essenziale, costruttiva e progettuale ai bisogni della nostra città in ambito socio-sanitario e socio-educativo: conferma infatti i servizi già in carico e ne aggiunge altri (in gran parte già conferiti dagli altri Comuni a So.Le).
E’ chiaro che il voto di ieri sia un punto di partenza. Il lavoro di perfezionamento e sviluppo delle attività, la configurazione e lo sviluppo dell’Azienda verso forme di cooperazione con il Terzo Settore, l’implementazione di servizi strategici e innovativi, la coesione coi Comuni per la maggior integrazione con ASST, la realizzazione della casa di comunità presso il vecchio ospedale che dovrà ospitare anche i servizi sociali: queste saranno le prossime sfide, da affrontare in ottica cooperativa e coordinata. Azienda So.Le sarà un interlocutore adeguato e strumentale alle esigenze e ai bisogni dei cittadini.

Ci è doverosa, a latere, una risposta al comunicato delle minoranze di centrodestra.
Non possiamo che rammaricarci e ritenere fantasiosa la ricostruzione delle dinamiche delle sedute, dove veniamo descritti come arroganti. Ci pare al contrario ostruzionista la richiesta avanzata in più di una commissione di rimandare le discussioni a sedute successive, adducendo motivazioni pretestuose ma dimostrando chiaramente di non aver nemmeno letto la documentazione a suo tempo fornita.
Siamo fermamente contrari alla politica della strumentalizzazione e manipolazione della realtà e crediamo che, più di molte parole, la seduta di ieri sera lo dimostri con i fatti.

Legnano 29/12/2021 Partito Democratico
Insieme per Legnano - Legnano Popolare
riLegnano

18/12/2021

CONTINUANO I DISAGI PER I VIAGGIATORI TRENORD: IL PD ALZA LA VOCE.
Il trasporto regionale lombardo è alla deriva: la situazione reale vissuta dai pendolari è ignorata dall’Assessore Terzi che rifiuta il confronto con i comitati e ignora le istanze che vengono portate dal Pd regionale a sostegno dei viaggiatori.
Lunedì 13 Dicembre un guasto a Certosa ha provocato pesanti disaggi ai viaggiatori, e in aggiunta un treno regionale diretto a Milano Porta Garibaldi è arrivato dimezzato.
Martedì 14 durante lo sciopero di Trenord, sono stati soppressi treni garantiti aggravando la già difficile condizione del pendolare.
Giovedì 16 altre treni garantiti sono stati soppressi.
Il comitato pendolari Gallarate Milano ha segnalato alla commissione di garanzia la grave situazione che si è presentata.
Le conseguenze sono questi disagi che hanno una responsabilità politica nel Governo regionale, incapace di dare servizi efficienti ai viaggiatori.
Ricordiamo, che la Giunta lombarda a trazione leghista esercita il controllo su Trenord tramite (FNM). Nella discussione del bilancio regionale, nonostante la vivace protesta del Partito Democratico e delle altre opposizioni, è stato deciso di escludere Trenord dai controlli del sistema aziende partecipate lombardo, di fatto rendendo impossibile sottoporla al potere ispettivo.
Legnano Dicembre 20 Partito Democratico Legnano

17/12/2021

350.000 EURO DALLA REGIONE LOMBARDIA PER LA BIBLIOTECA DI LEGNANO, GRAZIE AL PARTITO DEMOCRATICO 🏫📚

Un grande risultato è stato raggiunto dal gruppo consiliare regionale del Partito Democratico nell'ambito della discussione sul bilancio di previsione 2022-24, che in questi giorni sta impegnando il Consiglio Regione Lombardia. Ieri 16 Dicembre è stato approvato un ordine del giorno, presentato dal Partito Democratico, in cui la Giunta Regionale si impegna a prevedere un finanziamento di € 350.000 per la ristrutturazione e riqualificazione della Biblioteca Civica legnanese Augusto Marinoni. Questa previsione di finanziamento alleggerirà in modo consistente l'impegno finanziario all’uopo previsto dalla Giunta comunale legnanese, pari a € 700.000, inserito nel Piano triennale delle opere 2022- 24. Si tratta di un significativo risultato ottenuto dal gruppo consiliare regionale del Partito Democratico, che da una parte evidenzia l'importanza dell' investire per il settore cultura e per l'inclusione sociale delle persone disabili, attraverso la riqualificazione delle proprie strutture e dall'altra conferma lo stretto e costruttivo legame con i nostri rappresentanti in Regione, sempre disponibili ad accogliere le istanze locali. Un grazie particolare a Carlo Borghetti Consigliere Regionale che ha presentato e fortemente voluto questo ordine del giorno.

13/12/2021

importante esserci.

26/11/2021

Siete tutti invitati alla presentazione del progetto: "La scuola si fa città"

🗓Sabato 27 novembre

🕒 Dalle ore 15:30 in poi

📌 Cinema Sala Ratti, Corso Magenta 9

A seguire, aperitivo offerto dagli studenti della scuola professionale IAL.

Vi aspettiamo!

L'accesso è libero previo possesso di Green Pass e prenotandosi al link:

https://bit.ly/lascuolasifacitta-Legnano

KCity - Rigenerazione Urbana

26/11/2021

🚀 VEDUTE DA MARTE 🌍

“Las mariposas”. In spagnolo: ” Le farfalle”.
In molte nazioni di ogni parte del mondo il 25 novembre ricorre la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne.
Questo lo sanno tutti. O quantomeno, tutti ne dovrebbero essere a conoscenza. Ma perché è stata scelta proprio questa data?
Esattamente il 25 novembre dell’anno 1960 tre delle quattro sorelle Mirabal - Aida Patria Mercedes, Maria Argentina Minerva e Antonia Maria Teresa -, cittadine della Repubblica Dominicana, furono violentate torturate e infine assassinate con un amico che le accompagnava in auto, per ordine dell’allora dittatore Rafael Leònidas Trujillo, mentre si recavano in visita a due dei rispettivi mariti, detenuti in un carcere-lager, non certo l’unico, poco fuori dalla capitale, Santo Domingo.
Parliamo di donne tra la giovinezza e la maturità della buona società del Paese caraibico - anche se il dittatore aveva proceduto a confiscare e a "nazionalizzare" gran parte delle proprietà di famiglia -, istruite, emancipate, sposate a uomini ugualmente colti e tutti, come le rispettive consorti, ripetutamente condannati e imprigionati per l'opposizione al regime, ritenuto tra i più spietati in assoluto, pur in un continente che vanta un palmarès di tirannie, e conseguenti atrocità, che non ha eguali in ogni altro angolo del mondo.
Le bellissime, affascinanti, eleganti sorelle Mirabal avevano creato già nel 1949 - precisamente il 13 ottobre in concomitanza con la festa di San Cristobal voluta dal dittatore stesso per le classi più agiate della nazione - un gruppo clandestino di resistenza civile, tutto al femminile, che avevano scelto di chiamare "Las Mariposas", "Le farfalle", e che ebbe un enorme seguito in tutti gli strati della popolazione.
Non a caso quindi, lo sdegno nell’intera nazione fu immenso, totale, al punto che ancora oggi il crimine è considerato il più efferato e barbaro della storia della Repubblica Dominicana. La reazione popolare si tramutò immediatamente in aperta violenza e in scontri continui che ebbero come scenario sia la capitale sia il più sperduto villaggio di poche, misere fattorie, culminando con l’assassinio di Trujillo e la fine della sua dittatura nel maggio 1961.
E’ immediato comprendere perché la data dell'assassinio delle tre sorelle Mirabal sia dunque stata scelta per stabilire esattamente in questa data una giornata di tale portata civile, sociale, emozionale, ricca di significati e di valenze.
Concludiamo con una postilla, strettamente legata al tema della violenza contro il genere femminile, che pure giunge da migliaia e migliaia di chilometri di distanza e da un ambito culturale, politico, civile e sociale totalmente differente rispetto dall’eccidio atroce di Santo Domingo del 25 novembre 1960.
Quando Golda Meir era Premier di Israele, dal 1969 al 1974,una serie di stupri particolarmente efferati scosse l'opinione pubblica del Paese al punto tale che da più parti arrivò una richiesta di coprifuoco cautelativo per le donne. La risposta della Signora di Ferro di Gerusalemme fu chiara e concisa: “Sono gli uomini che attaccano le donne, Se ci deve essere un coprifuoco, che a casa ci stiano loro!”
Occorre aggiungere altro?

14/11/2021

🚀 VEDUTE DA MARTE 🌍

Berlino aiuta Varsavia?
Seppur non dimenticato, il 1 settembre 1939, giorno in cui il Terzo Reich aggredì la Polonia dando avvio all’orrore assoluto del secolo scorso, è lontano. Ora Germania e Polonia stessa sono entrambi Stati membri dell’Unione Europea, anche se la seconda delle due nazioni è europea a suo modo, ovvero quando e per ciò che le fa comodo.
Inquadriamo i fatti: alla frontiera tra Polonia e Bielorussia, opportunamente blindata da chilometri e chilometri di filo spinato - è davvero così remoto il 1 settembre 1939? - , premono migliaia di profughi, in prevalenza afghani e iracheni che vogliono entrare in Europa. La paleo-dittatura dell’eterno Presidente di Minsk, Lukashenko, ben spalleggiata dalla ben più influente quasi-dittatura putiniana di Mosca, concede visti turistici urbi ed orbi e poi trasporta i nuovi arrivati direttamente al confine, abbandonandoli lì in condizioni inumane e a temperature glaciali.
In poche parole: i “turisti” - profughi vengono usati come “arma non convenzionale” per rivalersi delle sanzioni imposte dall’Unione alla Bielorussia a causa delle politiche liberticide e illiberali, nonché della repressione di massa operate dal suddetto, immarcescibile galantuomo, casualmente munito di baffetti che non ricordano nulla di buono, il quale, per sopramercato, minaccia anche il blocco del transito attraverso il suo Paese del gas russo verso Occidente.
In concreto: tra Varsavia e Minsk spirano gelidi venti di guerra. Ma anche la vicina Lituania ha dichiarato lo stato di emergenza. Non solo: il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha dichiarato: “E’ inaccettabile l’uso dei migranti come tattica ibrida.” Persino la Turchia, non certo il paradiso della democrazia ma membro della NATO stessa e primo Paese di approdo dei migranti, ha dato una poderosa stretta ai voli verso la Bielorussia.
Non si può certo dire che da questa parte del filo spinato le cose vadano molto meglio se ragioniamo in termini di diritti politici, civili, sociali e soprattutto umani. Ma è indiscutibile che la frontiera tra Varsavia e Minsk è la frontiera d’Europa, una delle più critiche, in verità.
In sede di Unione, il Premier polacco Morawieczki, non può certo alzare troppo la voce, visto l’opinabile atteggiamento e la rinnovata identità iper-nazionalista di Varsavia. Così, interviene con il suo indiscusso peso politico-economico e la sua non meno dubbia autorevolezza istituzionale la Germania, che esorta Bruxelles ad agire quanto prima. “La Polonia o la Germania non possono gestire questo da sole. Dobbiamo aiutare il governo polacco a proteggere la sua frontiera esterne. Questo sarebbe compito della Commissione Europea: Faccio appello perché agisca e la invito a intervenire”. Sono parole, impossibili da fraintendere, del Ministro degli Esteri di Berlino, Horst Seehofer.
Un’alzata di scudi totalmente disinteressata? Ne siamo certi? Nel loro stentato inglese, i “turisti” urlano dal di là del filo: “We don’t want stay in Poland! We want to Germany!” Più chiaro di così. E la “Germany” ha chiuso da tempo i rubinetti: il 2015 è passato, quando Berlino ha accolto migliaia e migliaia di rifugiati, in prevalenza siriani e curdi, senza lesinare sui numeri, ma dietro previa e oculata selezione: ingegneri, medici, tecnici, media/buona borghesia, ben integrati sia nella società che nel mondo del lavoro tedeschi, contribuendo ad accrescere benessere e PIL.
In sintesi: tutti questi meccanismi non esattamente cristallini esistono da sempre. E si riassumono nel concetto di “Realpolitik” (guarda caso un termine tedesco, molto tedesco), che immancabilmente si nutre di carne e di sangue umani. Carne e sangue dei più deboli, dei più esposti, dei più vulnerabili.

29/07/2021

EX MANIFATTURA: UNA GRANDE OPPORTUNITA’.
Apprendiamo con soddisfazione che finalmente si è concretizzata la vendita della ex Manifattura, dopo una lunga serie di aste andate a vuoto. Una incredibile occasione che si presenta e che coinvolgerà la città nei prossimi anni. La ex Manifattura, un luogo protagonista del nostro programma elettorale, un pezzo di storia recente legnanese e anche nazionale, un sogno che potrebbe finalmente realizzarsi. Lavoreremo affinchè si possa, a partire da questa grande opportunità, avviare un virtuoso processo di riqualificazione di tante aree dismesse. Gli imponenti finanziamenti ottenuti dalla giunta Radice (ben 20 milioni di Euro!) per la rigenerazione di numerose aree della città stanno a dimostrare la nostra ferma volontà di investire in questa direzione senza dimenticare anche i bisogni quotidiani dei cittadini, dalle strade ai cestini, dai marciapiedi ai giardini pubblici. Ora si entra nella fase più delicata, dove interessi pubblici e privati si confronteranno per giungere ad una equa soluzione progettuale, nel rispetto del Piano di Governo del Territorio. Sarà essenziale lavorare in piena sintonia con la città, attraverso propositivi processi di partecipazione.
Legnano, Luglio 2021 Partito Democratico Legnano

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Legnano
20025

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