09/03/2026
Non si nascondono nemmeno più.
Giusi Bartolozzi, capa di gabinetto del ministro della Giustizia Nordio, è andata in televisione e ha detto, testualmente: “Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, sono plotoni di esecuzione”.
La magistratura della Repubblica italiana, quella che indaga sulle mafie, sulle stragi, sulla corruzione, sui crimini contro lo Stato sarebbe un plotone di esecuzione da “togliere di mezzo”.
E non l’ha detto un tizio al bar dopo il terzo amaro. L’ha detto la capa di gabinetto del ministero della Giustizia. Quella che, per ruolo istituzionale, dovrebbe essere la prima a difendere l’indipendenza della magistratura.
Ma non è finita.
Perché poi ha aggiunto: “Io ho un’inchiesta (il caso Almasri) in corso. Io scapperò da questo paese” se la riforma non passa.
Ecco. Eccolo il motivo.
La riforma della Giustizia è per loro. Per le loro inchieste, per la loro impunità. Per togliere di mezzo chi indaga su di loro.
E per una volta non lo dobbiamo dedurre, interpretare, sospettare. Ce l’hanno detto loro, in diretta televisiva, senza nemmeno più il bisogno di nascondersi.
Giusi Bartolozzi si deve dimettere. Oggi. Non domani, non dopo una riflessione, non dopo una nota di chiarimento.
Oggi.
E se dopo queste parole qualcuno ha ancora dubbi su cosa votare il 22 e il 23 marzo, forse non ha capito che non stanno riformando la giustizia.
La stanno smontando per garantirsi l’impunità.