02/06/2026
🟢⚪️🔴 Il discorso del Sindaco alla celebrazione solenne dell’ottantesimo della FESTA DELLA REPUBBLICA.
Autorità civili, militari e religiose, associazioni d’armi, care concittadine e cari concittadini limenesi,
Siamo qui riuniti oggi per celebrare un traguardo straordinario: l’ottantesimo compleanno della nostra Repubblica. Ottant'anni fa, il 2 e 3 giugno del 1946, il popolo italiano – per la prima volta a suffragio universale autentico, con il voto determinante delle donne – scelse la via della democrazia, lasciandosi alle spalle le macerie della guerra e gli orrori della dittatura nazifascista.
Celebrare l'80° anniversario non significa solo fare memoria del passato, ma rinnovare un giuramento collettivo. La Repubblica non è un'istituzione astratta; la Repubblica siamo noi, ogni giorno, nelle nostre comunità, nelle nostre piazze, nei nostri uffici nelle nostre fabbriche nelle nostre aule.
In questa ricorrenza così speciale, voglio affidarmi alle parole di chi questa Repubblica l'ha sognata, difesa e fondata: i nostri Padri e le nostre Madri Costituenti.
La nostra Carta costituzionale si apre con una dichiarazione d'amore al lavoro e alla dignità. Ricordando i dibattiti dell’Assemblea costituente, tornano alla mente le parole di Ivanoe Bonomi:
"La Repubblica non è una formula astratta, ma un regime di libertà e di giustizia sociale, in cui tutti i cittadini collaborano al bene comune."
E questo bene comune si costruisce partendo dai territori. Come Sindaco, sperimento ogni giorno quanto sia fondamentale il legame tra le istituzioni e i cittadini. La Repubblica vive se i comuni funzionano, se i servizi rispondono ai bisogni delle famiglie, se non lasciamo indietro nessuno.
Non possiamo dimenticare il monito che Piero Calamandrei rivolse ai giovani nel 1955, parole che oggi, dopo ottant'anni, risuonano più vive che mai:
"La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile. Bisogna metterci dentro l'impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità."
Oggi dobbiamo chiederci: quale combustibile stiamo mettendo nella nostra Repubblica? Lo stiamo facendo quando investiamo sul futuro dei nostri giovani, quando creiamo spazi per lo studio e la cultura, quando rendiamo le nostre strade più sicure, quando ci prendiamo cura del nostro ambiente e della salute di tutti. Curare il bene pubblico, come Sindaco di Limena, è il modo più concreto che abbiamo per onorare la Costituzione.
La forza della nostra Repubblica sta nella sua capacità di unire. In un'epoca spesso segnata da frammentazioni e individualismi, dobbiamo riscoprire il senso profondo dell'articolo 2 della nostra Carta: il dovere inderogabile della solidarietà politica, economica e sociale.
Voglio concludere questo mio intervento con il pensiero di uno dei più grandi padri della nostra democrazia, Alcide De Gasperi, che guardando al futuro del Paese disse:
"Uniti siamo forti, divisi siamo deboli. Camminiamo insieme per la via della libertà e della giustizia."
L'augurio che faccio oggi alla nostra comunità limenese e all'Italia intera è quello di continuare a camminare insieme, con lo sguardo fiero di chi custodisce una grande storia e la responsabilità di chi deve scrivere le prossime pagine del nostro futuro.
Viva la Costituzione, viva la nostra comunità, viva la Repubblica Italiana, viva LIMENA.
Stefano Tonazzo
Il Sindaco