Movimento 5 Stelle Lissone

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16/08/2024

UCRAINA, M5S: LE ARMI ITALIANE VENDUTE POSSONO ESSERE USATE IN RUSSIA?
Dopo la controinvasione ucraina della Russia si dibatte molto dell’autorizzazione negata da Roma a Kiev di usare in territorio russo le armi italiane. Preoccupano le parole del consigliere di Zelensky, Mikhailo Podolyak, che alla stampa italiana dichiara che ‘l’Ucraina sta utilizzando e utilizzerà per entrare in Russia tutte le armi che le hanno dato gli alleati, comprate o donate, che giuridicamente sono diventate nostre, ucraine’.

Sulle tante armi vendute a Kiev da aziende italiane – 417 milioni di controvalore l’export 2023 – sorge il dubbio che non vi sia nessun vincolo di utilizzo, leggendo la dichiarazione del governo sulla distruzione a Kursk di un blindato presunto italiano ‘acquisito autonomamente dal governo ucraino e non inserito all’interno di nessun decreto di trasferimento di mezzi italiani’: come a dire, su questo tipo di forniture militari, vendite non cessioni, il governo non ha nessun controllo e declina ogni responsabilità.

Chiediamo quindi a Tajani, che tramite l’Uama della Farnesina autorizza le vendite di armi a Kiev, se queste vendite siano state vincolate o meno al non utilizzo in territorio russo. Chiediamo a Tajani, e a Meloni che da giorni tace sulla questione, di dire una volta per tutte agli italiani la verità: l’Italia non è più cobelligerante con l’Ucraina che si difende dall’invasione russa, ma è cobelligerante con l’Ucraina che invade la Russia. Gli italiani non vanno presi in giro: siamo indirettamente in guerra contro la Russia e questo contrasta con la nostra Costituzione.

Lo dichiarano il vicepresidente del MoVimento 5 Stelle Riccardo Ricciardi, capogruppo in Commissione Esteri Camera, il deputato M5S Arnaldo Lomuti della Commissione Difesa di Montecitorio e il senatore Ettore Licheri della Commissione Esteri e Difesa di Palazzo Madama, il capogruppo in Commissione Difesa Camera Marco Pellegrini e il capogruppo in Commissione Esteri e Difesa Senato Bruno Marton

12/08/2024

📍 Se non l’avete ancora letta, non perdetevi l’intervista di Giuseppe Conte a La Stampa

🗞 Sabato, dopo l'attacco di Israele a una scuola di Gaza, il presidente del M5S Giuseppe Conte è stato il primo a chiedere di richiamare l'ambasciatore italiano a Tel Aviv. «Per esprimere la coscienza collettiva di un Paese che non vuole assistere passivamente a questo ignobile sterminio», ribadisce in questa intervista, in cui si schiera anche contro l'attacco ucraino in Russia. E ragiona di alleanze, del rapporto con Beppe Grillo, del futuro del Movimento.

Partiamo dalla richiesta di richiamare l'ambasciatore da Israele: pensa che l'Italia da sola possa incidere in quello che sta succedendo?

🔹«Penso che limitarsi a chiedere il cessate il fuoco dinanzi a questo massacro quotidiano significhi complicità. Che diventa codardia nel momento in cui, nei passaggi all'Onu dove avremmo potuto esprimere ferma condanna, non l'abbiamo fatto. Meloni ha foga e passione per alzare la voce sul pugilato alle Olimpiadi, ma su quasi 40mila civili morti non ha parole e azioni da spendere. Mi vergogno di questo governo».

Non sarebbe necessaria un'azione dell'Europa?

🔹«L'Italia può iniziare intanto a riconoscere lo stato di Palestina e i provvedimenti della Corte di giustizia internazionale sulle condotte illegittime di Israele».

A proposito di Europa, ha definito legittimo l'attacco ucraino in territorio russo. Condivide?

🔹«Non sono d'accordo con questa improvvida dichiarazione della Ue: con questa azione non siamo più nella logica della difesa perché contribuisce attivamente all'escalation».

È d'accordo quindi col ministro Crosetto, che ha parlato di pace che si allontana...

🔹«Quando Crosetto si è lasciato sfuggire una verità banale, ha visto l'imbarazzo della sua maggioranza? L'uso di armi occidentali in territorio russo pone ancora di più il tema del rispetto dell'articolo 11 della Costituzione e fa emergere il vulnus di questa guerra: non c'è volontà di investire nei negoziati di pace».

Da parte di chi?

🔹«Io ho condannato e condanno l'invasione russa, ma nel 2022 c'era già una concreta proposta di accordo per la pace che è stato fatto saltare. E in questi mesi in cui sembravano aprirsi spiragli per i negoziati, sia le scelte del governo dell'Ucraina - che viene rifornita con le nostre armi - che il governo italiano e la comunità internazionale stanno affossando ogni possibilità di pace».

Non pensa che il primo a non voler negoziare sia Putin?

🔹«Questo è il sofisma con cui il mainstream della propaganda occidentale ha cercato di giustificare il mancato investimento nella ricerca della pace. Ti siedi a un tavolo e verifichi chi vuole la pace e chi no e a quali condizioni: se non l'hai fatto, come dicono i filosofi si tratta di una "petizione di principio"».

Non è facile nemmeno sedersi a un tavolo con Putin.

🔹«Non ho mai detto che sia una passeggiata, ma l'Europa è nata per fare sforzi sovrumani per la pace. Non tradiamone i principi».

Deduco che sia ancora più convinto di non inviare armi a Kiev.

🔹«È evidente che se avessimo da subito investito in una svolta negoziale oggi avremmo il conflitto risolto o comunque una concreta alternativa a portata di mano».

Sulla politica estera resta una distanza abissale con gli alleati del Pd: l'ex ministro Guerini ha definito legittimo l'attacco di Kiev. E sul richiamo dell'ambasciatore in Israele non vi hanno seguito.

🔹«Intanto guardiamo alle enormi divisioni del governo Meloni. Sicuramente dovremo chiarire le linee di indirizzo di politica estera, che non possono essere acquiescenti rispetto alle direttive militari della Nato. L'Italia deve far valere i propri valori costituzionali, confrontandosi con i nostri alleati e non eseguendo il compitino in silenzio. E la visione dell'Europa non può essere ancillare rispetto a Washington».

È possibile un punto di caduta tra la vostra linea e quella dei dem?

🔹«Non può essere una escalation militare né generici appelli, invocando la benevolenza del governo Netanyahu. Dobbiamo proporre una vera alternativa alle politiche di Meloni, altrimenti cosa cambia?».

Resta convinto che serva un'alleanza alternativa alle destre?

🔹«Il M5S è concentrato con tutte le sue energie a elaborare un progetto alternativo a questo governo, al punto da aver avviato un processo costituente».

Matteo Renzi farà parte di questo progetto alternativo?

🔹«Il nostro dna ci spinge a costruire questo progetto con la massima lealtà e spirito autenticamente unitario. Proprio per questo sarà impossibile offrire spazio a chi, negli anni, non ha mai mostrato vocazione unitaria ma solo capacità demolitoria e ricattatoria».

Insomma, non si fida di Renzi...

🔹«Assolutamente no, e non è una questione personale. Non mi posso fidare di chi da tempo più che politica fa affari in giro per il mondo. La somma aritmetica poi non funziona: persone così invise portano qualche voto e ne tolgono molti di più».

Dopo il risultato delle Europee, la leadership di questo progetto alternativo se l'è guadagnata Elly Schlein?

🔹«L'avevo detto in tempi non sospetti: non possono essere le Europee a determinare la leadership. C'è tempo per parlarne».

Nel vostro processo costituente potrà essere messa in discussione anche la collocazione nel campo progressista?

🔹«Gli iscritti potranno mettere in discussione tutto, altrimenti non sarebbe un processo costituente. Le scelte che abbiamo fin qui operato, come l'indirizzo politico, e anche la mia leadership».

Se dovessero decidere che il M5S non deve stare nel campo progressista, potrebbe decidere di farsi da parte?

🔹«Se all'esito del processo costituente l'assemblea degli iscritti dovesse votare un indirizzo incompatibile con il lavoro svolto finora, sarei il primo a trarne le immediate conseguenze».

Com'è il rapporto con Grillo?

🔹«Sono sempre stato rispettoso nel mio rapporto con lui, e ho sempre messo per primo l'interesse del Movimento».

Vi rivedrete a settembre prima dell'Assemblea?

🔹«Ci vedremo tutte le volte che è opportuno e necessario».

Undici ex parlamentari le hanno indirizzato una lettera di fuoco incolpandola del tracollo elettorale del M5S...

🔹«In questo momento siamo concentrati nel processo costituente, non ho interesse ad aprire dibattiti con esterni, chiunque essi siano. Ora apriamo un confronto con tutti gli iscritti e i simpatizzanti: mi interessano le loro idee e le loro scelte».

Lei è favorevole all'ipotesi di togliere il limite dei due mandati?

🔹«Non intendo condizionare un esperimento così radicale di democrazia partecipativa anticipando mie posizioni su singole questioni».

Che Movimento uscirà dalla costituente?

🔹«Un Movimento riossigenato, fresco di nuove energie, più determinato che mai a cambiare il Paese».

06/08/2024

L'ideona di Salvini spiegata oggi dal Fatto Quotidiano:

🗞 L’idea è stata lanciata ieri da Matteo Salvini: “Serve uno scudo per i presidenti di Regione”, ha detto il vicepremier leghista in un’intervista a La Verità. L’obiettivo è tutelare i governatori per evitare nuovi casi come quello del ligure Giovanni Toti, scarcerato da venerdì dopo le dimissioni. “È stato liberato quando ha scelto di dimettersi – ha aggiunto Salvini – è stato ostaggio della magistratura”. La posizione del leghista deve essere letta con la volontà di avvicinarsi sempre di più a Toti, stringendo una sorta di alleanza in vista delle elezioni liguri dell’autunno: il governatore correrà con la sua lista civica e avrà un ruolo importante nella scelta del candidato che dovrà succedergli. I due si vedranno oggi e non è un caso che la Lega sia stato il partito che ha difeso maggiormente il governatore durante gli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione e poi anche di finanziamento illecito ai partiti.
Ma dietro alle parole di Salvini, che arrivano dopo la richiesta di Toti al Parlamento di legiferare per evitare di ripetere altri casi come il suo, c’è anche un’idea concreta: quella di fare una legge per garantire l’immunità agli amministratori locali.
Il vicepremier leghista ne ha parlato nelle ultime settimane coi suoi parlamentari, sebbene non ci stia lavorando direttamente: bisogna garantire la continuità amministrativa e non si può rischiare di bloccare investimenti e infrastrutture soprattutto negli ultimi mesi decisivi per il Pnrr, è stato il ragionamento. Per questo l’idea sarebbe quella di introdurre una sorta di “scudo” per gli amministratori e i presidenti di regione che si trovano nella parte finale del mandato, cioè quando mancano pochi mesi alla fine della legislatura. Una sorta di “differimento” delle indagini a fine consiliatura: quello che avviene negli Stati Uniti con il presidente che può essere incriminato solo una volta lasciata la Casa Bianca o anche in Italia dove il capo dello Stato può essere accusato solo di alto tradimento. Per il momento è solo un’idea complicatissima da realizzare anche perché, dal punto di vista legislativo, il governo dovrebbe rispolverare una norma simile al “lodo Alfano” che introduceva uno scudo penale per le più alte cariche dello Stato, poi dichiarato incostituzionale.
Il primo obiettivo è quello di modificare la legge Severino, come già previsto in un ordine del giorno approvato dalla maggioranza nelle settimane scorse: gli amministratori locali non saranno più sospesi in caso di condanna di primo grado. Poi l’idea sarebbe quella di “scudare” gli amministratori dalle misure cautelari negli ultimi mesi del mandato: i magistrati potranno indagare ma evitando, a meno di una flagranza conclamata, di limitare la libertà personale del Presidente di Regione mettendo in difficoltà l’intera macchina amministrativa. Esattamente il principio opposto rispetto alla legge Severino che non piace a buona parte della maggioranza di destra.
Un testo ancora non c’è e, come tutte le proposte parlamentari, sarà rinviato a settembre. La cornice potrebbe essere proprio la riforma del Testo Unico degli Enti Locali in discussione al Senato o, ancora più probabile, la riforma dei reati contro la Pubblica Amministrazione tanto chiesta dalla senatrice leghista Giulia Bongiorno dopo l’abolizione del reato di abuso d’ufficio nel disegno di legge Nordio.
Ma trova già qualche sponda nel governo: l’idea a Forza Italia piace, tant’è vero che gli azzurri hanno difeso a spada tratta Toti nonostante quest’ultimo fosse considerato una sorta di “traditore” da Silvio Berlusconi. Ieri il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri ha affermato che la sinistra sta “realizzando il piano di conquistare il potere senza passare da libere elezioni” mentre “chi potrebbe pensare che la Procura non è sopra delle parti?”, si è domandato ironicamente.
Fratelli d’Italia, che ha sostenuto in maniera più lieve il governatore della Liguria (il responsabile organizzazione Giovanni Donzelli comunque lo vedrà in settimana a Roma), invece è più scettica: un nuovo “scudo” per i politici sarebbe una norma altamente impopolare, oltre che ad alto rischio di incostituzionalità.

di Giacomo Salvini

05/08/2024

Giorgia e i suoi amici stanno portando in giro per le spiagge un cruciverba per farvi divertire, mentre col loro governo vi fanno piangere. Il MoVimento 5 Stelle però vi dà già tutte le soluzioni...

13/07/2024

ALTRI 7 MILIARDI PER I TYPHOON - 5 STELLE: “UNA FOLLIA”

🗞 Ventiquattro caccia Eurofighter Typhoon al costo di 7 miliardi e mezzo; promessa dell’aumento delle spese militari e per finire lo schieramento sul suolo italiano degli euromissili per la “deterrenza” alla Russia. L’Italia uscita dal vertice Nato di Washington è ancora più belligerante di quando ci è entrata una settimana fa. “Si parla di oltre 300 milioni a velivolo: una follia che fa impallidire persino i costosissimi F-35”, denuncia il deputato Arnaldo Lomuti, della Commissione Difesa di Montecitorio. “Parliamo di un investimento sull’arco di undici anni che costerà una media di 680 milioni l’anno”, spiega Lomuti ricordando che questa somma “si aggiunge agli 8 miliardi per centinaia di carri armati” portando così a “33 miliardi l’onere pluriennale dei programmi militari che Crosetto ha fatto arrivare al Parlamento da inizio legislatura, di cui quasi 22 miliardi sono nuovi armamenti”.

L’atto del governo sui Typhoon arriverà la prossima settimana in terza commissione al Senato. Mentre a Washington il ministro Crosetto ha siglato già l’accordo con gli omologhi di Francia, Germania e Polonia per la produzione di un nuovo missile a lunga gittata. E – notizia di ieri – gli Usa hanno fatto sapere che, tra i Paesi rinforzati come Berlino, per la deterrenza da Mosca” c’è anche l’Italia: – a quanto si apprende – si tratta di una batteria di missili a cortissimo raggio V-Shorad (Very Short range air defense) data in supporto alla brigata americana di base a Vicenza, impiegata “a supporto dell’eventuale proiezione delle forze Usa” e non schierata sul territorio nazionale italiano.

Ma di “posizionamento” di un’ulteriore difesa aerea, sostegno e altri supporti bellici in Germania e in Italia” parla una scheda informativa della Casa Bianca che riepiloga gli sforzi americani “per rafforzare l’Alleanza dopo la guerra in Ucraina”. Sostegno non meglio precisato alla deterrenza e alla difesa Nato e che esulano dai missili Usa a lungo raggio annunciati dal 2026 a Berlino e indicati in un capitolo a parte della stessa scheda. In Italia la richiesta formale non sarebbe arrivata, ma che se ne parli è “già un tentativo di buttare là la notizia perché si percepisca il cambio di approccio, il tono di escalation”, spiega Francesco Vignarca, coordinatore della Rete italiana per il disarmo, che vede anche nell’annuncio della costruzione di nuove armi ipersoniche da parte degli Usa un modo per agganciare Berlino e Roma così da non incrinare il fronte per la linea dura contro Mosca”. Ma dietro alle nuove mosse che portano a quello che non solo Vignarca definisce “ritorno alla Guerra fredda” c’è, come per l’annuncio dell’accordo italiano con Francia, Polonia e Germania, un richiamo all’industria delle armi: c’è bisogno di più armamenti, producetene’”.

Ultimo ma non ultimo, la preparazione dell’opinione pubblica a un’escalation e il gioco della minaccia e contro-minaccia con la Russia. “Al contrario parlare di pace vuole dire spingere anche per il ritorno al Trattato anti-missili nucleari a medio raggio (Inf) stralciato nel 2019 da Putin e Trump. Mentre – ragiona Vignarca che con la Rete disarmo è pronto a una battaglia contro il dispiegamento dei missili – si torna al double track (doppio binario: dispiegamento di missili e produzione di armi e al contempo strategie per il disarmo). Ma non funziona”.

di Alessia Grossi, sul Fatto Quotidiano di oggi

11/07/2024

Intervistato da La Notizia, il collega senatore Ettore Licheri ribadisce il nostro giudizio negativo sulla questione della spesa militare, di cui Meloni si è fatta garante con la NATO e che toglierà risorse agli italiani.

Vi invito a leggere attentamente e a condividere.

🗞 Sparita dal dibattito pubblico in vista delle elezioni, ora il governo Meloni torna alla carica sul riarmo, così da soddisfare le richieste della NATO di portare la spesa militare a12%.

Ettore Licheri, senatore M5S, come giudica questa decisione?
🔹 "La giudico con profonda amarezza. La Meloni, la 'patriota' allontanata da tutti i Patrioti, in attesa di decidere in Europa tra l'incoerenza di un euro-inciucio con i socialisti e l'irrilevanza di un auto-esclusione, cerca la sponda atlantista garantendo obbedienza cieca a Washington e alla Nato con un deciso e immediato aumento della spesa miliare italiana. Questo mentre la stessa Meloni non si fa nessun problema a tagliare su sanità, scuola e pensioni, mentre famiglie e piccole imprese continuano ad annaspare, mentre solo il 28% degli italiani in povertà assoluta ha ricevuto il nuovo sussidio sostitutivo del Reddito di cittadinanza".

Con il bilancio statale a secco, tanto che non si possono potenziare sanità e welfare, è davvero la corsa alle armi la priorità dell'Italia?
🔹 "Certo che è una priorità, ma solo per chi le armi le produce e le vende. La guerra e la corsa agli armamenti hanno portato enormi profitti al complesso militare industriale. Lo scorso anno c'è stato un balzo record del 7% nella spesa militare globale (2.300 miliardi di euro) e di addirittura del 17% nella spesa militare europea (280 miliardi di euro, superando la Cina) che quest'anno è schizzata su di un altro 25% (350 miliardi di euro). Conseguentemente, i 13 principali produttori di armi europei lo scorso anno hanno aumentato i ricavi di oltre il 10% e gli utili addirittura del 55%. L'italiana Leonardo, tanto per non fare nomi, ha chiuso il 2023 con ricavi cresciuti del 4% e utili del 13%. Nell'ultimo anno il valore delle sue azioni è salito del 135%. Cose che capitano quando il rappresentante dell'industria bellica diventa ministro della Difesa".

Qual è stato l'aumento della spesa in armamenti registrato nell'era Crosetto?
🔹 "Con Crosetto l'Italia ha toccato il record di quasi 8 miliardi di spese in armamenti in un anno, contro i circa 6,5 miliardi del 2021. Da inizio legislatura, Crosetto ha sottoposto al Parlamento programmi militari e di riarmo per oltre 26 miliardi di spesa pluriennale - tra cui spiccano gli oltre 8 miliardi per l'acquisto di centinaia di nuovi carri armati - con impegni finanziari per oltre 600 milioni di euro l'anno".

Ma il governo, volendo portare a termine la proposta di Meloni, dove potrebbe reperire i fondi necessari? Sono in vista altri tagli e l'austerità che le destre avevano promesso di non attuare?
🔹 "Lo Stato ha solo due strade se vuole reperire nuove risorse: o alza le tasse o taglia la spesa pubblica. Non ci sono altre vie. Sentirete parlare nei prossimi giorni di `trasferimenti contabili' e 'fondi ministeriali': sciocchezze che devono essere dette per mascherare la verità. E la verità è che distrarranno risorse finanziarie da altri voci di spesa per convogliarli verso la Difesa. Per questo governo prima vengono le armi, poi tutto il resto".

Crosetto, consapevole delle difficoltà economiche, è tornato a chiedere all'UE di scorporare le spese militari dal Patto di Stabilità. Crede che questa volta accetteranno?
🔹 "Le spese militari sono già considerate come spese `speciali' nel senso che pesano sul deficit meno delle spese per sanità, suole o pensioni ed è noto che il governo Meloni vuole renderle addirittura extra-deficit con la scusa che così si evitano tagli al welfare: è un insulto all'intelligenza, perché anche un bambino capisce che se lo sconto c'è sulla carne e non c'è sul pesce è ovvio che, se ho pochi soldi da spendere, sceglierò di comprare la carne".

Intanto, dal vertice NATO emerge che aumenterà il sostegno all'Ucraina, anticipando nuove forniture militari a Kiev da parte dell'Italia. Quali siano le armi resta un mistero perché, a dispetto di una vaga apertura da parte di Crosetto, i contenuti restano secretati...
🔹 "Meloni ha promesso 1,7 miliardi di dollari in nuove armi e supporto militare a Kiev. Un fiume di denaro che si aggiunge ai circa 2,5 miliardi di euro già spesi dall'inizio della guerra, alla faccia che gli italiani non avrebbero speso 'neanche un euro' per armare l'Ucraina come venne a raccontarci un anno fa in Senato. Pare ci saranno, oltre alla seconda batteria di Samp-T, altri missili aria-terra Storm Shadow con 300 chilometri di gittata. Crosetto deve desecretare gli invii come avviene in tutti gli altri Paesi europei e smetterla di trattare gli italiani come un popolo inferiore. Tra i cittadini europei gli unici che non sanno cosa stiamo inviando a Kiev sono gli italiani. Tutto ciò non è molto patriottico... ah dimenticavo: i patrioti l'hanno appena rinnegata".

10/07/2024

Vi ricordate la battaglia contro i vitalizi che i colleghi eletti in consiglio regionale avevano portato avanti fin dal loro primo insediamento nel 2013? Bene, ancora una volta il MoVimento 5 Stelle Lombardia, unico fra tutti i partiti presenti nel consiglio regionale lombardo, ha detto no a un emendamento "bipartisan", cioè firmato sia dai partiti di maggioranza che di minoranza, che avrebbe restituito agli 80 eletti al Pirellone i contributi e il trattamento di fine mandato.
Poco prima della presentazione in Commissione Bilancio al Pirellone, che l’avrebbe approvato con il voto di maggioranza e opposizione, l'emendamento è stato però ritirato. Era firmato da tutti i gruppi politici. Tutti tranne il MoVimento 5 Stelle.

05/07/2024

9 COME MINIMO: FIRMA ANCHE TU

Da oltre dieci anni il MoVimento 5 Stelle si batte per introdurre una legge sul salario minimo in Italia.

Nel 2013, durante la diciassettesima legislatura quello sul salario minimo è tra i primi disegni di legge depositati dal Movimento 5 Stelle, appena entrato in Parlamento.

Nel 2018, ossia nella diciottesima legislatura, il disegno di legge sul salario minimo viene nuovamente presentato in Parlamento.

Nel 2022, durante la diciannovesima legislatura, alla Camera la proposta viene depositata a firma del Presidente Giuseppe Conte, ma Giorgia Meloni la affossa in Parlamento.

Ma non ci siamo arresi e alla vigilia del 1° maggio, Festa dei lavoratori, presso la Corte di Cassazione, abbiamo depositato (insieme alle altre forze di opposizione) una proposta di legge di iniziativa popolare per istituire il salario minimo in Italia.

Cerchiamo di capire insieme perché un salario minimo a 9 euro è necessario:

🔸 Perché l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, e non è giusto lavorare e non riuscire a vivere dignitosamente.
🔸 Perché in Italia quasi 4 milioni di lavoratrici e lavoratori sono poveri e ci sono contratti di lavoro con retribuzioni talmente basse che non gli permettono di sostenersi.
🔸 Perché giovani e donne non devono più essere sfruttati.
🔸 Perché in Italia il costo della vita aumenta sempre e gli stipendi mai! Siamo l’unico Paese europeo dove i lavoratori guadagnano meno di 30 anni fa. Tra il 1990 e il 2020 si è registrato un calo del salario medio annuale del 2,9%, mentre in Germania e in Francia esso aumentava di oltre il 30%.
🔸 Perché in 22 Paesi europei il salario minimo già esiste da anni, portando benefici in termini di occupazione e di Pil.
🔸 Perché se le persone stanno meglio anche l’economia cresce.

La nostra proposta è semplice:

Ai lavoratori di ciascun settore deve essere riconosciuto il trattamento economico complessivo e il trattamento economico minimo previsto dal contratto collettivo firmato dalle associazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative.
In ogni caso, il trattamento economico minimo non può essere inferiore a 9 euro all’ora.

Per aiutare le imprese nella prima fase della sua introduzione, è prevista l’istituzione di un “Fondo per il salario minimo” presso il Ministero del Lavoro.
Scarica qui il testo di legge
https://firme.salariominimosubito.it/wp-content/uploads/2024/05/LIP-SALARIO-MINIMO-TESTO.pdf

FIRMA ANCHE TU!
Cerca i banchetti del Movimento 5 Stelle nella tua città e vieni a mettere una firma, oppure vai sul sito https://firme.salariominimosubito.it e sottoscrivi la proposta online.

20/06/2024

Giorgia e i suoi Fratelli (d’Italia possono pure levarlo dal nome), pur di portare a casa il premierato, hanno ceduto allo scambio con la Lega per l’approvazione dell’autonomia differenziata che spacca il nostro Paese. Si fanno ancora chiamare "Fratelli d'Italia" ma poi dividono gli italiani in cittadini di serie A, B, C.

19/06/2024

Ecco le parole del collega Stefano Patuanelli in dichiarazione di voto sul premierato. Da condividere tutti per far capire agli italiani qual è il pericolo che corriamo. Per questo bisogna che tutti insieme DIFENDIAMO LA COSTITUZIONE 🇮🇹

🗞 “Siamo convinti che sia una riforma sbagliata, voteremo contro“. Lo ha detto il capogruppo del M5S, Stefano Patuanelli, in dichiarazioni di voto sul ddl Casellati. “Bastava che Calderoli accettasse il tricolore e non sarebbe successo nulla, ma qualcuno vede il tricolore come Dracula vede l’aglio, al contrario dei patrioti”, dice poi ricordando quanto successo alla Camera, con la bagarre nata sull’iniziativa del deputato M5S Leonardo Donno. Per Patuanelli però il tema del premierato è politico. “La dinamica di elezione del secondo premier dà le chiavi del paese a chi non è stato eletto direttamente, quello è un ribaltone”, attacca il pentastellato. “Ma voi avete una totale bulimia di potere“, aggiunge. “Autonomia, premierato e riforma della giustizia sono un disegno chiaro, volete concentrare nelle mani di una sola persona, del presidente del consiglio, ogni tipo di potere”, dice Patuanelli. Volete modificare gli assetti dello Stato per fare in modo che il potere non sia più contendibile con nessuno”, ha dichiarato Patuanelli che punta il dito contro le tre riforme del centrodestra. “L’Autonomia da una parte, il premierato e la riforma della giustizia dall’altra sono un disegno politico molto chiaro. Volete concentrare nelle mani di una sola persona il potere” e questo a noi non va bene. ‼️ Fuori da queste aule, a partire da oggi ci confronteremo con la piazza perché c’è un paese che vuole esprimersi nella dinamica referendaria e lo farà bocciando” questa riforma “e questo sarà l’inizio del vostro declino politico“ ‼️

05/06/2024

Oggi Meloni si farà una passerella elettorale in Albania per vantarsi del suo fallimentare progetto per la gestione dei migranti, a spese degli italiani e a solo vantaggio del governo albanese.

Nel frattempo, come si legge sulla stampa, sono partiti i primi venti poliziotti per Shengjin "a presidiare una struttura vuota". Il primo centro sarà pronto a fine luglio, i migranti non arriveranno prima di settembre. La nave Lampedusa-Albania costerà 13,5 milioni a trimestre: ogni 200 migranti previsti 100 operatori.

L'Italia spenderà centinaia di milioni per costruire nuove infrastrutture, ospedali e altri edifici, che in capo a pochi anni resteranno a completa disposizione dell'Albania.

Ai cittadini italiani in difficoltà hanno tolto anche quel minimo mensile garantito dal Reddito di Cittadinanza, che permetteva loro di arrivare a fine mese dignitosamente, mentre a Edi Rama regaliamo milioni.

Ricordatevi che l'8 e il 9 giugno potete dare un segnale forte contro queste politiche, votando il MoVimento 5 Stelle alle

31/05/2024

INCONTRIAMOCI A DESIO
Per parlare di elezioni europee, di e di come l'Italia può tornare a essere protagonista in Europa

Piazza Concilazione
Domenica 2 giugno ore 9:30-12:00
Vi aspettiamo!

Indirizzo

Via Antonio Gramsci 21
Lissone
20851

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