07/05/2026
𝐏𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐞𝐠𝐚𝐭𝐚:
𝐝𝐮𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢, 𝐝𝐮𝐞 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞 𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨
Le prossime elezioni comunali a 𝐒𝐚𝐧 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐁𝐞𝐥 𝐒𝐢𝐭𝐨 offrono uno spaccato che parla chiaro: 𝐭𝐫𝐞 𝐥𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐞, 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐭𝐫𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐜𝐚𝐧𝐝𝐢𝐝𝐚𝐭𝐢, una competizione vera in un comune di piccole dimensioni. Un dato tutt’altro che scontato, che racconta una comunità capace di discutere, dividersi, confrontarsi e – soprattutto – 𝐢𝐦𝐦𝐚𝐠𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞. Qui la politica è ancora spazio di dialettica, di partecipazione popolare, di messa in discussione del potere e delle sue forme.
Tutti si sono messi in gioco. Tutti hanno avuto la possibilità di farlo.
Questo è il significato più autentico della democrazia locale.
A pochi chilometri di distanza, però, la fotografia cambia radicalmente. 𝐋𝐢𝐯𝐞𝐫𝐢, nell’ultima tornata elettorale, è riuscita ad andare al voto 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐮𝐧 𝐭𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐚𝐧𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐯𝐮𝐨𝐭𝐨 con enorme difficoltà, si è arrivati alla presentazione di 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐨𝐩𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. Un fatto gravissimo sul piano democratico, perché segnala non solo una crisi di partecipazione, ma una 𝐭𝐨𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐬𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚, “𝐢𝐧𝐝𝐨𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐚𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐭𝐢” di partecipazione politica.
E qui nasce la domanda che non può più essere evitata: 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐚 𝐋𝐢𝐯𝐞𝐫𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐞𝐬𝐜𝐞 𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐮𝐧’𝐚𝐥𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚?
Da 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭’𝐚𝐧𝐧𝐢 la guida del Comune è saldamente nelle mani della 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐂𝐨𝐩𝐩𝐨𝐥𝐚. Quattro decenni di continuità amministrativa che, al di là delle valutazioni sui singoli mandati, pongono un problema politico enorme: quando il potere diventa permanente, inevitabilmente si riducono gli spazi di confronto, si spegne il dibattito pubblico e si scoraggia chiunque provi a immaginare una strada diversa.
Non si tratta di nomi o cognomi, ma di 𝐝𝐢𝐧𝐚𝐦𝐢𝐜𝐡𝐞. In un sistema bloccato da quarant’anni, la mancanza di alternative non è una casualità: è il risultato di un modello che non produce ricambio, non favorisce il pluralismo e non incentiva la partecipazione. La politica smette di essere una possibilità collettiva e diventa un recinto chiuso.
Intanto, l’attività amministrativa viene sempre più spesso raccontata attraverso post celebrativi sui social network: iniziative finanziate con soldi pubblici, che dovrebbero essere la normalità dell’amministrare e non occasioni di auto-promozione. In molti casi, eventi che incidono su una parte limitata della comunità o che coinvolgono anche chi nemmeno vive nel paese. Ma 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚, né tantomeno il confronto democratico, per non parlare dei tanti celebrati cantieri prorogati senza ritegno, tanto paga PANTALONE.
La proroga è una pratica molto amata dalla ns. amministrazione, per la gestione del servizio di nettezza urbana ormai siamo alla terza o quarta proroga, ormai abbiamo perso il conto e nonostante sia stato nominato un Super esperto da mesi, ancora non si parla di “Gare” per un servizio che incide fortemente sulle tasche dei cittadini liveresi, il costo di gestione della nettezza urbana è la prima voce di spesa in un comune come il ns. Tranquilli altre tre mesi di proroga ad un prezzo altissimo.
La distanza tra San Paolo Bel Sito e Liveri non è geografica. È culturale e politica. Da una parte un paese che discute, dall’altra un paese che resta fermo. Da una parte la pluralità, dall’altra l’assenza di scelta.
La domanda resta aperta – ed è una domanda scomoda: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐚 𝐋𝐢𝐯𝐞𝐫𝐢 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐞𝐫𝐚̀ 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐥𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚? 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐬𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐞𝐫𝐚̀ 𝐚 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐞𝐩𝐢𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐮𝐠𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐚 𝐬𝐞 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨?
Liveri porta con orgoglio il titolo di 𝐂𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚𝐬 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚𝐞, un richiamo alto ai valori della comunità e della condivisione. Ma, guardando a quarant’anni di gestione ininterrotta, il dubbio – amaro e ironico – sorge spontaneo:
𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐂𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚𝐬 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚𝐞 𝐨, 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨, 𝐂𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚𝐬 𝐂𝐨𝐩𝐩𝐨𝐥𝐚?
Forse, a questo punto, qualcuno potrebbe anche proporre di aggiornare il gagliardetto comunale. Ma sarebbe meglio, molto meglio, iniziare ad aggiornare la democrazia.