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21/04/2020
Carducci, le lettere
02/07/2019

Carducci, le lettere

13/06/2019

Rilke per Lou Andreas Salomè, 1911

«Come un fazzoletto davanti a un respiro affannoso
no: come lo si preme su una ferita,
da cui la vita tutta, d’un colpo,
vuole sfuggire, cosi ti tenni stretta: e vidi
che di me ti arrossasti. Chi può esprimere
quello che ci accadde? Recuperammo ogni cosa
per cui mai ci fu tempo. Io maturai stranamente
in ogni impulso di giovinezza varcata
(e tu, amata, avesti sul mio cuore
una qualche scatenata infanzia).»

Wall
11/06/2019

Wall

03/06/2019

NAZIM HIKMET
IL PIÙ BELLO DEI MARI

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.

28/05/2019

GIORGIO GABER
LE ELEZIONI

Generalmente mi ricordo
una domenica di sole
una giornata molto bella
un'aria già primaverile
in cui ti senti più pulito
anche la strada è più pulita
senza schiamazzi e senza suoni
chissà perché non piove mai
quando ci sono le elezioni.
Una curiosa sensazione
che rassomiglia un po' a un esame
di cui non senti la paura
ma una dolcissima emozione,
e poi la gente per la strada
li vedi tutti più educati
sembrano anche un po' più buoni
ed è più bella anche la scuola
quando ci sono le elezioni.
Persino nei carabinieri
c'è un'aria più rassicurante
ma mi ci vuole un certo sforzo
per presentarmi con coraggio
c'è un gran silenzio nel mio seggio
un senso d'ordine e di pulizia.
Democrazia!
Mi danno in mano un paio di schede
e una bellissima matita
lunga, sottile, marroncina,
perfettamente temperata
e vado verso la cabina
volutamente disinvolto
per non tradire le emozioni
e faccio un segno sul mio segno
come son giuste le elezioni.
È proprio vero che fa bene
un po' di partecipazione
con cura piego le due schede
e guardo ancora la matita
così perfetta è temperata...
io quasi quasi mela porto via.
Democrazia!

25/05/2019

RAYMOND CARVER

LEGNO DI BALSA
Mio padre è ai fornelli che frigge uova
e cervello. Ma chi ha fame
stamattina? Mi sento leggero
come legno di balsa. È stata appena detta una cosa.
L’ha detta mia madre. Cos’era? Qualcosa,
ci scommetto, che riguarda i soldi. Farò la mia parte
se non mangio. Papà volge le spalle ai fornelli.
“Già sono a terra. Non mi far sprofondare di più”.
La luce cola dalla finestra. Qualcuno piange.
L’ultima cosa che ricordo è la puzza
di uova e cervello bruciati. La mattinata
viene raschiata via nella spazzatura e si mischia
con le altre cose. Più tardi, lui e io
andiamo in macchina alla discarica, distante dieci miglia.
Non una parola. Gettiamo accetti e scatoloni
su un cumulo scuro. I ratti squittiscono.
Sibilano strisciando fuori da buste marce
trascinandosi sul ventre. Risaliamo in macchina
per guardare il fumo e il fuoco. Il motore è acceso.
Annuso la colla dei modellini sulle mie dita.
Lui mi guarda mentre avvicino le dita al naso.
Poi distoglie di nuovo lo sguardo, verso la città.
Vorrebbe dire qualcosa, ma non ci riesce.
È lontano milioni di miglia. Siamo entrambi lontani
da qui eppure c’è qualcuno che piange. Già allora
cominciavo a capire com’è possibile
stare in un posto. Ma anche in un altro.

23/05/2019

DOROTHY PARKER

SINTOMI

Non sopporto il mio stato mentale:
sono scontenta, garrula, asociale.
Odio i miei piedi, odio le mie mani,
non m’interessano lidi lontani.
Temo il mattino, la luce del giorno;
odio, la notte, al letto far ritorno.
Maldico chi agisce onestamente
non tollero lo scherzo più innocente.
Non mi appagano un quadro, una lettura:
per me il mondo è soltanto spazzatura.
Sono cinica, vuota, scombinata.
Non so come non mi abbiano arrestata
per quel che penso. I vecchi sogni andati,
l’anima a pezzi, i sensi torturati.
Non mi è chiaro nemmeno come sto
ma certo non mi piaccio neanche un po’.
E litigo, cavillo, gemendo di paura:
penso alla morte, alla mia sepoltura.
L’idea di un uomo mi lascia sconvolta…
Sto per innamorarmi un’altra volta.

22/05/2019

VALENTINO ZEICHEN
LITTLE NEMO

Tu sarai anche una stella,
ma nella vanità del mondo
non sono da meno d’uno specchio;
se valida quella teoria che vuole
l’universo in espansione
ci allontaniamo l’uno dall’altra
come galassia, lasciando tracce
di sangue sullo spettrografo.
In un’ipotesi contrapposta
l’infinito sarebbe stazionario
e manterremo le oscure distanze,
a mio malincuore.
Per avvicinarci dovrebbe prevalere
la teoria dell’universo che si contrae,
ma equivarrebbe al finimondo
perciò, addio, stellina bionda.

21/05/2019

VIRGINIA WOOLF

" io scriverei poesie d'amore anche sulle parti di te che tu non sopporti"

20/05/2019

FERNANDO PESSOA

NULLA MI LEGA A NULLA

Nulla mi lega a nulla.
Voglio cinquanta cose allo stesso tempo.
Bramo con un’angoscia di fame di carne
quel che non so cosa sia –
definitamente l’indefinito…
Dormo irrequieto e vivo in un irrequieto sognare
di chi dorme irrequieto, mezzo sognando.
Mi hanno chiuso tutte le porte astratte e necessarie,
Hanno abbassato le tende dal di dentro di ogni ipotesi che avrei potuto vedere dalla via.
Non c’è nel vicolo trovato il numero di porta che mi hanno dato.
Mi sono svegliato alla stessa vita a cui mi ero addormentato.
Perfino i miei eserciti sognati sono stati sconfitti.
Perfino i miei sogni si sono sentiti falsi nell’essere sognati.
Perfino la vita solo desiderata mi stanca; perfino questa vita…
Comprendo a intervalli sconnessi;
scrivo a intervalli di stanchezza;
e perfino un tedio del tedio mi getta sulla spiaggia.
Non so quale destino o futuro compete alla mia angoscia disalberata;
non so quali isole del Sud impossibile mi aspettano naufrago;
o quali palmeti di letteratura mi daranno almeno un verso.
No, non so né questo né altro né niente…
E in fondo al mio spirito, dove sogno quel che sognai,
nelle estreme pianure dell’anima, ove ricordo senza motivo
(il passato è una nebbia naturale di lacrime false),
nelle strade, nei sentieri di remote foreste
ove ho supposto il mio essere,
fuggono in rotta, ultimi resti
dell’illusione finale,
i miei sognati eserciti, sconfitti senza essere esistiti,
le mie coorti ancora da esistere, sgominate in Dio.

Indirizzo

Livorno
57016

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