29/01/2026
Se aggredisci una persona, esistono già i reati di percosse, lesioni, ecc.
Se uccidi una persona è un reato.
Se offendi una persona esistono già le fattispecie di ingiuria e diffamazione.
Indipendentemente dal fatto che la persona sia maschio, femmina, bianco, nero, europeo, ebreo, praticante omosessualità, cattolico, islamico, alto o basso. È ciò che fai, non a chi lo fai, ciò che conta.
Perché allora la politica italiana vuole costantemente inventare nuovi reati specifici che valgono solo per alcune categorie (donne, praticanti omosessualità, ebrei)?
Si è aperta sia a sinistra che a destra la stagione dei reati di opinione e dei reati simbolici, il cui fine è intervenire direttamente (reprimendo le idee) o indirettamente (aggravando in base alle caratteristiche della vittima) sul pensiero.
Sono i famosi psicoreati.
Ddl Zan, femminicidio, antisemitismo, geronticidio, capellirossicidio e chi più ne ha più ne metta.
È una applicazione del gramscismo (rivoluzione occidentale, egemonia, creazione del nuovo senso comune) alla teoria del diritto penale, in opposizione alla teoria classica romana secondo la quale il diritto penale serve semplicemente a punire l'atto gravemente ingiusto.
Io sono sempre stato antigramsciano e anticomunista, quindi mi dispiace ma non posso essere d'accordo né seguire questo tradimento della tradizione giuridica romana e occidentale.
Si può essere comunisti anche senza saperlo, ahimè. In Parlamento di anticomunisti consapevoli ne vedo ormai davvero pochi.