Filctem CGIL Provincia di Livorno

Filctem CGIL Provincia di Livorno Pagina Ufficiale della Filctem CGIL Livorno . E mail [email protected] Ecco il compito – impegnativo – che spetta alla nostra Filctem.

Lo scenario che abbiamo di fronte ormai è chiaro e la sfida del cambiamento va raccolta. L'industria italiana della chimica, del tessile, dell'energia e delle manifatture opera ormai in un regime di contesa permanente per conquistare e/o consolidare quote di mercato e posizioni competitive. Da qui nasce l'impegno della Cgil, in Italia e in Europa, e della Filctem, nel promuovere una vera e propria

politica industriale nei confronti dei governi e delle imprese su innovazione di processo e di prodotto, affinché puntino su maggiore efficienza energetica, tutela ambientale, eccellenza qualitativa del “made in Italy”, ricerca, formazione e integrazione di filiere, elementi questi indispensabili per affermarsi nella competizione internazionale e valorizzare al contempo la contrattazione, il lavoro e l'occupazione. Dare forza ad un nuovo soggetto sindacale dentro la Cgil, più forte per numero di aderenti e nella tutela dei diritti e del potere di contrattazione, è senz'altro una preziosa risorsa per l'intero movimento sindacale italiano ed europeo e certamente più autorevole con le controparti imprenditoriali e il management aziendale. E siccome la politica cammina non solo sul progetto ma sulle gambe di uomini e donne in carne ed ossa, sulla forza, le idee, la passione di migliaia di delegate e delegati, in questa pagina presentiamo uno “spaccato” senz'altro autorevole delle nostre strutture e dei nostri organismi dirigenti che hanno scelto di raccogliere la sfida di un sindacato moderno, innovativo, che si batte per il lavoro e la sua dignità. Eccoli:

GIANLUCA PERSICO:
Segretario Generale
Relazioni Esterne
Elettrico - Acqua Gas - Energia e petrolio


STEFANO SANTINI:
Segretario
Chimica - Gomma Plastica Intera Provincia
CAE (Comitati Aziendali Europei)
Comunicazione
Informazione
Sicurezza- Salute- Ambiente

STEFANO PORRI:
Dipartimento Energia e Petrolio

21/08/2026

SANTINI (FILCTEM-CGIL): “LA CHIMICA ARRETRA, IL GOVERNO NON PUÒ CONTINUARE A GUARDARE”

Le previsioni del comparto chimico non lasciano molto spazio ai giri di parole: dopo aver perso il 13% della produzione tra il 2021 e il 2025, l’industria chimica italiana rischia di chiudere anche il 2026 con un altro calo del 3%.

Non siamo più davanti a una difficoltà passeggera, a una di quelle curve che prima o poi il mercato dovrebbe raddrizzare da solo. Siamo davanti a una crisi industriale vera, che negli ultimi anni si è progressivamente acuita e che oggi rischia di scaricarsi, ancora una volta, sulle lavoratrici, sui lavoratori e sui territori.

Non possiamo leggere questi dati senza pensare al polo chimico di Rosignano, alle sue produzioni, alle professionalità costruite in decenni di lavoro e alle tante famiglie che da quel sistema industriale dipendono, direttamente oppure attraverso gli appalti. Ma il ragionamento non può fermarsi a .

Penso agli stabilimenti presenti nella città di Livorno e a tutte le realtà industriali dell’intera provincia livornese, diverse per dimensioni e produzioni, ma esposte agli stessi problemi: costo dell’energia, concorrenza internazionale, carenza di investimenti e assenza di una politica industriale capace di indicare una prospettiva. Quando arretra la chimica non perde soltanto una fabbrica. Perde il territorio intero. I costi dell’energia e delle materie prime restano troppo alti, la concorrenza cinese è sostenuta da enormi risorse pubbliche e gli investimenti europei nella nuova capacità produttiva sono crollati. A questo si aggiunge il problema dei dazi, che rischiano di comprimere ulteriormente le esportazioni, aumentare i costi delle materie prime e restringere gli spazi commerciali delle nostre produzioni.

Le guerre commerciali non sono una partita astratta giocata tra Governi: entrano direttamente negli stabilimenti e il conto, se non si interviene, finisce sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori. Da una parte subiamo prodotti provenienti da Paesi che sostengono le proprie imprese con aiuti enormi e standard inferiori; dall’altra le nostre esportazioni vengono ostacolate da nuove barriere. Presi in mezzo, come sempre, ci sono l’industria italiana, le lavoratrici e i lavoratori.

Non chiediamo un protezionismo cieco, ma regole commerciali fondate sulla reciprocità.
Chi vuole vendere in Europa deve rispettare gli stessi standard ambientali, sociali e di sicurezza imposti alle imprese europee. Altrimenti non si chiama libera concorrenza: si chiama dumping. Nel frattempo l’Europa risponde con annunci e una politica industriale che si vede più nei convegni che dentro gli stabilimenti. Su un punto, però, voglio essere netto: noi non chiediamo di abbattere i vincoli ambientali né di stracciare i trattati europei. La situazione climatica è sotto gli occhi di tutti e sarebbe irresponsabile pensare di difendere il lavoro cancellando le tutele dell’ambiente e della salute. Lavoro e ambiente non sono nemici. O camminano insieme, oppure prima o poi cadono entrambi.

Quello che contestiamo è una transizione lasciata senza strumenti, senza investimenti e senza una vera politica industriale. Non possiamo accettare che l’Europa imponga giustamente regole severe alle proprie imprese e poi permetta l’ingresso di prodotti realizzati altrove senza gli stessi standard ambientali, sociali e di sicurezza. Così non si salva il clima: si trasferiscono semplicemente le emissioni, il lavoro e la ricchezza fuori dall’Europa, mentre qui si chiudono gli stabilimenti. La transizione ecologica va fatta e va accelerata, non smontata. Ma deve essere governata, finanziata e accompagnata da investimenti in nuove tecnologie, impianti più efficienti, ricerca e riconversioni produttive. Non può essere pagata dalle lavoratrici e dai lavoratori con licenziamenti, precarietà e impoverimento dei territori.

Voglio essere altrettanto chiaro con le imprese: la crisi internazionale, insieme ai dazi e all’aumento dei costi, non può diventare il lasciapassare per ridurre l’occupazione, comprimere salari e diritti o rinviare gli investimenti necessari. Non si può chiedere sostegno pubblico e, contemporaneamente, presentare alle lavoratrici e ai lavoratori il conto delle difficoltà. Se arrivano risorse pubbliche, devono essere legate a impegni precisi: mantenimento dell’occupazione, investimenti negli impianti, ricerca, sicurezza, formazione e salvaguardia delle attività produttive nei territori. A Rosignano, a Livorno e nell’intera provincia.

La chimica è alla base del 95% dei prodotti manifatturieri. Senza chimica non esistono farmaci, materiali avanzati, fertilizzanti, componenti tecnologici e nemmeno quella stessa transizione energetica di cui tutti parlano. Pensare di poterne fare a meno è come segare il ramo sul quale siamo seduti e poi meravigliarsi della caduta. Per questo il Governo farebbe bene a smetterla di proporre ogni giorno un nuovo argomento di distrazione di massa, utile soltanto a occupare televisioni e giornali e a fuggire dalle proprie incapacità. Mentre il dibattito pubblico viene trascinato da una polemica all’altra, la produzione chimica arretra, gli investimenti diminuiscono e cresce l’incertezza negli stabilimenti. I problemi industriali non scompaiono cambiando continuamente il bersaglio della discussione pubblica. Anzi, nel silenzio diventano più grandi. Prima si distoglie lo sguardo, poi ci si accorge che la fabbrica ha già spento le luci.

Per questo chiediamo al di agire immediatamente, mettendo in campo un vero piano nazionale per la chimica e riconoscendo l’intero sistema industriale della provincia di Livorno come una realtà strategica da difendere e rilanciare. Non servono altri tavoli convocati per prendere tempo, ma scelte concrete: energia a costi sostenibili, infrastrutture, ricerca, investimenti e una politica commerciale europea capace di rispondere ai dazi e contrastare il dumping, senza abbandonare le nostre produzioni dentro una guerra commerciale combattuta da altri. Il tempo del confronto senza decisioni è finito. Adesso bisogna agire. Serve soprattutto una direzione, perché navigare a vista può andare bene per una barchetta, non per uno dei settori fondamentali dell’industria italiana.

La CGIL di farà la propria parte, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, chiedendo alle aziende un confronto vero sui piani industriali e alle istituzioni di uscire dal silenzio. Prima si perde una produzione, poi un investimento, infine un intero sito. Prima si fa un piccolo foro, poi diventa breccia. Noi vogliamo difendere insieme il lavoro, l’ambiente e la salute. Perché un posto di lavoro senza futuro ambientale è una promessa a scadenza, ma una transizione senza lavoro è soltanto un deserto dipinto di verde.

Stefano Santini Segretario generale FILCTEM CGIL Livorno

13/07/2026

ROSIGNANO, INCONTRO CON ESSECO INDUSTRIAL: UN SEGNALE DI APERTURA CHE ACCOGLIAMO CON INTERESSE, MANTENENDO ALTA LA VIGILANZA

Si è svolto nella mattinata del 7 luglio un incontro tra la delegazione della Filctem- Livorno e il rappresentante del Gruppo Industrial, azienda che ha acquisito lo stabilimento di (180 dipendenti diretti).

Il confronto è stato caratterizzato da un clima di trasparenza e disponibilità al dialogo, elementi che accogliamo con favore in questa fase di transizione. Come sindacato, guardiamo con interesse alla natura di questo Gruppo: una realtà a proprietà familiare, radicata nel tessuto industriale italiano, che si presenta come un interlocutore solido e con una visione di lungo periodo.

Il fatto che un’azienda italiana scelga di investire e crescere nel nostro Paese rappresenta, in un panorama spesso segnato da disimpegni di multinazionali estere, un segnale incoraggiante per il futuro del nostro sito produttivo.
Abbiamo apprezzato la volontà del Gruppo di presentarsi e di condividere le linee guida del proprio approccio industriale, focalizzato sull’efficienza energetica, sull’economia circolare e sulla continuità operativa. Questo approccio, orientato alla concretezza e alla sostenibilità, ci fa ben sperare per il futuro del sito e per la valorizzazione delle competenze presenti.

Tuttavia, il nostro ruolo di rappresentanza ci impone di mantenere alta l’attenzione. Siamo consapevoli che l’operazione è attualmente soggetta all’iter autorizzativo dell’Antitrust, un passaggio delicato che richiederà tempo e che sarà determinante per definire i contorni del futuro piano industriale.

Per la Filctem-Cgil la fiducia si costruisce sui fatti e sui risultati. Per questo, pur accogliendo positivamente l’apertura al dialogo, ribadiamo che i nostri punti fermi restano immutati. La salvaguardia occupazionale con la tutela di ogni posto di lavoro è la nostra priorità assoluta. Conferma dei diritti acquisiti con il mantenimento delle condizioni contrattuali, salariali e della cassa sanitaria aziendale non è oggetto di discussione, ma un elemento imprescindibile per la serenità dei lavoratori e la stabilità del parco industriale.

Per la Sicurezza e Ambiente continueremo a esigere standard elevati, in linea con la storia e le necessità del nostro territorio. Per l’equilibrio del Parco Industriale è fondamentale che l’ingresso di Esseco Industrial avvenga nel pieno rispetto degli equilibri consolidati all'interno del parco industriale di Rosignano.

La tenuta del sistema, in particolare per quanto riguarda i servizi condivisi e la cassa sanitaria aziendale, dipende dalla partecipazione di tutti gli attori presenti, pertanto, vigileremo affinché questa operazione rafforzi il sistema industriale locale senza creare disequilibri o frammentazioni. Siamo pronti a fare la nostra parte per favorire un percorso di integrazione positivo, convinti che il confronto costante sia la strada maestra per superare le sfide del mercato globale e le difficoltà che il settore chimico sta affrontando a livello europeo.

La Filctem-Cgil continuerà a monitorare ogni passaggio di questa acquisizione, mantenendo le lavoratrici e i lavoratori costantemente informati. Restiamo in attesa di conoscere, non appena le condizioni lo permetteranno, i dettagli del piano industriale: saremo pronti a un confronto serrato per verificare che le prospettive di sviluppo siano coerenti con la tutela dell'occupazione, dei diritti e della stabilità complessiva del polo industriale che rappresentiamo.

Filctem-Cgil Livorno

09/07/2026

FILCTEM-CGIL: "SCIOPERO SVUOTATO, PRODUZIONE GARANTITA: COSÌ SI CALPESTA UN DIRITTO COSTITUZIONALE"

La esprime la propria più ferma condanna per quanto sta avvenendo in occasione dello sciopero del 9 luglio presso di .

Ciò che desta la maggiore preoccupazione non è soltanto il mancato confronto preventivo con l’Organizzazione Sindacale sulla definizione della comandata e del minimo tecnico d’impianto, ma soprattutto il principio che è emerso dalla gestione aziendale: garantire la continuità produttiva anche durante lo sciopero.

Su questo la FILCTEM CGIL Livorno non arretra di un millimetro.

La comandata esiste esclusivamente per assicurare la salvaguardia degli impianti, la sicurezza delle persone e la tutela dell’ambiente. Non esiste per garantire la produzione. Non esiste per attenuare gli effetti dello sciopero. Non esiste per rendere irrilevante la protesta dei lavoratori.

Se la comandata viene utilizzata per mantenere gli impianti in produzione oltre quanto strettamente indispensabile alla sicurezza, allora non siamo più di fronte a una misura di salvaguardia, ma a uno strumento che rischia di compromettere l’effettività del diritto di sciopero.

A rendere ancora più grave la vicenda è l’assoluta assenza di un confronto preventivo con la FILCTEM CGIL. L’Azienda ha scelto di predisporre unilateralmente le comandate, comunicandole soltanto a ridosso dell’inizio dello sciopero, impedendo ogni reale verifica sindacale sulla loro effettiva necessità e proporzionalità.

Questo modo di operare svuota il ruolo delle Organizzazioni Sindacali e altera il corretto equilibrio delle relazioni industriali previsto dalla contrattazione collettiva.

La FILCTEM CGIL Livorno non accetterà mai che il diritto costituzionale di sciopero venga aggirato attraverso la prosecuzione della produzione mascherata da esigenze di sicurezza. La sicurezza degli impianti è un valore che appartiene anche ai lavoratori e al sindacato; proprio per questo non può essere invocata per giustificare scelte organizzative che eccedano il minimo tecnico indispensabile.

Per tali ragioni, la FILCTEM CGIL Livorno conferirà mandato ai propri legali affinché valutino l’attivazione del procedimento previsto dall’art. 28 della Legge n. 300/1970 per comportamento antisindacale, con particolare riferimento all’omesso confronto preventivo sulla comandata e a ogni eventuale utilizzo della stessa per finalità diverse dalla sola salvaguardia degli impianti.

Difendere il diritto di sciopero significa difendere la democrazia nei luoghi di lavoro. Chi pensa di poter continuare a produrre mentre i lavoratori scioperano deve sapere che la FILCTEM CGIL Livorno utilizzerà ogni strumento sindacale e legale per impedire che ciò diventi un precedente.

Filctem-Cgil Livorno

08/06/2026

ASA, FILCTEM-CGIL: “IN ALCUNI REPARTI ECCESSIVO RICORSO AGLI STRAORDINARI: SI RIDUCANO PER TUTELARE SALUTE E SICUREZZA DEI LAVORATORI”

In alcuni reparti dell’area tecnica di Asa Spa si registra ormai da anni un eccessivo ricorso al lavoro straordinario: ritenendo che ciò possa potenzialmente recare pregiudizi alla salute e alla sicurezza dei lavoratori, abbiamo chiesto alla direzione aziendale di trovare soluzioni per arrivare a una riduzione di esso.

Asa, malgrado i continui solleciti, non ci ha ancora fornito risposte risolutive: per questo motivo abbiamo deciso di appellarci all’Ispettorato territoriale del lavoro e al servizio Prevenzione, Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro (PISLL) dell’Asl Toscana nord ovest.

Dai report trasmessi dall’azienda alle rsu risulta che negli ultimi anni ci sono sempre una trentina di lavoratori (su un totale di circa 600 dipendenti) che sforano costantemente le 250 ore annuali di straordinario previsti dalla normativa: ci sono ad esempio persone che arrivano a 4-500 ore ma c’è anche qualcuno che supera addirittura le 900 ore.

All’ abbiamo chiesto più volte di studiare modifiche all’organizzazione lavorativa e di valutare se ci fosse la possibilità di effettuare assunzioni nei reparti coinvolti per ridurre il ricorso al lavoro straordinario: fino a questo momento però l’azienda non è riuscita a fornire soluzioni concrete. Per questo motivo ci vediamo costretti a richiedere un intervento degli enti preposti a salvaguardia e tutela dei lavoratori interessati.

Segreteria

🟥 COMUNICATO STAMPA FILCTEM CGIL 👉 Cessione INEOS Inovyn Produzione Italia a Esseco Industrial Holding👉 FILCTEM CGIL: “S...
08/05/2026

🟥 COMUNICATO STAMPA FILCTEM CGIL

👉 Cessione INEOS Inovyn Produzione Italia a Esseco Industrial Holding

👉 FILCTEM CGIL: “Servono garanzie su occupazione, investimenti e futuro della ricerca a Rosignano”

La CGIL ha partecipato all’incontro convocato ieri da Valerio Fabiani della Regione Toscana insieme alle direzioni di INEOS Inovyn Produzione Italia e Manufacturing, nel corso del quale è stata affrontata la prevista cessione delle azioni da a Industrial Holding.

Riconosciamo alla Regione Toscana il merito di aver dato seguito all’impegno assunto di aggiornare il tavolo istituzionale e apprezziamo la presenza, in qualità di auditore, del consigliere regionale Alessandro Franchi, a conferma dell’attenzione verso le grandi aziende del parco industriale di Rosignano.

L’annuncio della cessione di Inovyn a Esseco ha colto tutti di sorpresa. Pur valutando positivamente il fatto che l’acquisizione avvenga da parte di un gruppo italiano, ribadiamo con forza che la priorità assoluta resta la salvaguardia totale dell’occupazione, dei diritti acquisiti e degli accordi di secondo livello: nessun posto di lavoro deve andare perso.

Chiediamo pertanto a Esseco Industrial Holding, non appena formalmente insediata nella proprietà, la presentazione urgente di un piano industriale chiaro e dettagliato che dia garanzie concrete sul mantenimento dei livelli occupazionali, sugli investimenti e sulla continuità produttiva del sito.

Un elemento centrale riguarda inoltre gli investimenti presentati da Inovyn al MIMIT. È necessario comprendere quale sarà l’orientamento della nuova proprietà: se confermerà i progetti già illustrati oppure se intenderà modificarli. Le risorse pubbliche devono essere impiegate in modo efficace e devono tradursi in garanzie reali per il futuro industriale del territorio.

Per quanto riguarda INEOS Manufacturing, il permanere dello stesso interlocutore rappresenta un elemento di maggiore continuità e offre garanzie più solide rispetto agli investimenti già annunciati.

Particolarmente delicata e strategica è la questione della ricerca. FILCTEM CGIL richiederà a breve un incontro specifico con INEOS per approfondire il tema del nuovo gruppo di ricerca che verrà costituito. Riteniamo indispensabile che la ricerca continui a rimanere all’interno del parco industriale di Rosignano, integrandosi con l’attuale ricerca “FEX”, eccellenza e fiore all’occhiello del sito produttivo.

Guardiamo con attenzione e spirito costruttivo all’ingresso di Esseco, auspicando che possa rappresentare un elemento qualificante per l’intero sistema industriale del polo chimico di Rosignano e non un fattore di destabilizzazione.

Riconosciamo inoltre l’importanza dei progetti di INEOS Manufacturing legati al recupero ambientale, alla riduzione delle emissioni di CO2 e alla sostenibilità produttiva, così come riteniamo fondamentale il sostegno pubblico in una fase particolarmente complessa per il settore chimico.

Il nostro compito, in questa fase di transizione, sarà quello di vigilare costantemente, dissipare dubbi e preoccupazioni dei lavoratori e tutelare gli interessi occupazionali e industriali del territorio, affinché il polo chimico di Rosignano possa continuare ad avere un futuro solido, competitivo e sostenibile.

FILCTEM CGIL TOSCANA
FILCTEM CGIL LIVORNO

Indirizzo

Via Giotto Ciardi 8
Livorno
57122

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