21/07/2026
UN ANNO DOPO, TUTTO FERMO. A PAGARE SONO SEMPRE LE FAMIGLIE.
È stato pubblicato l'avviso per il servizio di trasporto scolastico 2026/2027. Fin qui, nulla di strano.
Il problema è che, a distanza di un anno, l'avviso riporta la stessa identica dicitura dello scorso anno: l'accettazione delle domande, l'organizzazione del servizio e il numero degli studenti trasportabili sono subordinati ai lavori del plesso Anna Frank, ancora indicati come "in corso".
I lavori avrebbero dovuto concludersi lo scorso febbraio. Oggi non solo non sono terminati, ma non è dato sapere quando termineranno.
È inammissibile che un cantiere di edilizia scolastica proceda senza il rispetto di un cronoprogramma certo. Quando si parla di scuole non si parla di muri, ma di bambini, di apprendimento, di organizzazione familiare e della qualità dei luoghi educativi che una comunità è capace di offrire.
L'anno scorso tante famiglie sono state costrette a vedere i propri figli stipati in un unico plesso, quest'anno la situazione si ripresenta e non si sa per quanto tempo ancora durerà. Nel frattempo, chi abita nei pressi del plesso Anna Frank, se non ha un mezzo a disposizione dovrà continuare a pagare il servizio di trasporto scolastico.
Queste dovrebbero essere le vere priorità di un'Amministrazione.
Invece assistiamo continuamente alla spettacolarizzazione dell'ordinaria amministrazione: inaugurazioni di panchine, qualche metro di tappetino verde, qualche metro di asfalto, nuova cartellonistica, selfie istituzionali durante eventi organizzati dalle associazioni e addirittura siamo arrivati all'inaugurazione delle strisce pedonali!
Nel frattempo, i cantieri strategici per il futuro della comunità restano fermi o senza una prospettiva chiara.
Da genitori chiediamo una cosa molto semplice: attenzione per ciò che conta davvero. I nostri figli meritano scuole funzionanti, cantieri programmati e rispettati, tempi certi e amministratori che controllino l'avanzamento dei lavori.
Un anno intero senza alcun risultato, al netto di una propaganda continua che appaga chi evidentemente non ha nulla di meglio da offrire politicamente e amministrativamente.